23 giugno 2017

SASSI

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Penso che a volte non ci sono abbastanza sassi!
(Forrest Gump)



Uno

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Il week-end di Antonio Ciaramito


Piero Giarratana


Nasce nel 1921 ad Alimena (Palermo).

Laureato in legge e dirigente presso il Ministero dell’Interno, si dedica per passatempo alla pittura, un’attività presto abbandonata per seguire una passione presente fin dall’infanzia: la raccolta di sassi, pietre, minerali, ma anche pezzi di legno, ferri vecchi, oggetti abbandonati.

Una vera e propria collezione, cresciuta notevolmente durante un soggiorno in Sardegna, che gli fornirà la materia prima per dare libero sfogo alla sua creatività.

Materiali semplici, elementari, alla portata di tutti, che però danno vita ad opere di grande impatto.

Momenti quotidiani rappresentati, sfruttando la forma delle pietre, i buchi dei sassi, ma anche le venature del legno, sul quale sono fissati.

Ecco allora prendere forma un mondo antico, quasi poetico, alimentato dai ricordi dell’infanzia.

Le sue opere sono presenti in vari musei e collezioni private sia in Italia sia all’estero.

Giarratana muore nel 1996.

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22 giugno 2017

EDOARDO AGRESTI. IL MATRIMONIO COME REPORTAGE

Edoardo Agresti

Quando mi sono sposata, ho eliminato tante cose ritenute dai più assolutamente indispensabili per la riuscita di una cerimonia perfetta, a cominciare dall’abito tradizionale, che ho sempre trovato insopportabile in tutte le sue forme, passando per le classica bomboniera, oggetto inutile e spesso fonte di imbarazzanti sorrisi, arrivando ad alcuni parenti stretti, che proprio così stretti non erano.

Quello a cui, però, non avrei mai e poi mai rinunciato è il servizio fotografico e il fotografo, che avevo scelto, prenotandolo con molti mesi in anticipo, perché molto richiesto.

Non era sicuramente una questione di bravura, perché di professionisti esperti, anche in una città piccola come la mia, se ne trovavano anche, era soprattutto una questione di approccio.

E il suo era piuttosto fuori dalla norma.

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19 giugno 2017

IL TERZO FUOCO DELLA PORCELLANA

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La scoperta e l'uso della ceramica risalgono agli albori della storia e sono il frutto della terra fissata nella sua forma dal fuoco.

ll prodotto più raffinato degli elementi che costituiscono la ceramica è la porcellana.

Realizzata in Cina, la porcellana arrivò in Europa tramite gli scritti di Marco Polo nel XIII secolo.

Soltanto nel XV secolo i missionari gesuiti ne importarono in Europa alcuni esemplari decorati in bianco e blu, gli Italiani furono i primi a conoscerli.

La sua composizione rimase a lungo un mistero ed anche per questo motivo ad essa venivano attribuite virtù magiche: loro bianco, infatti, non favorisce la formazione di batteri.

Accanto all’arte della ceramica, c’è un’altra arte non meno preziosa né meno raffinata: la pittura su porcellana.

Delle tecniche di pittura su porcellana, e in particolare della pittura con la tecnica del terzo fuoco, ho avuto modo di parlare ad Artigianato e Palazzo con la signora Gianna Simoni Paciaroni.

La signora Gianna è un’artista raffinata e poliedrica, che crea raffinati pezzi unici da collezione.

E io, naturalmente, mi sono persa tra i suoi disegni.

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Ci spiega cos’è il terzo fuoco?

Nella lavorazione della ceramica l’oggetto viene lavorato, poi cotto una volta, dipinto, poi cosparso di cristallina  e cotto nuovamente.

Nella decorazione della porcellana si ha, invece, una lavorazione a terzo fuoco: l’oggetto viene dipinto sopra la cristallina e poi cotto nuovamente.

I colori che vengono usati per decorare la porcellana hanno una componente metallica e , con la cottura, vengono fusi nella cristallina.

Gli oggetti decorati in questo modo si possono utilizzare anche per uso alimentare con un’unica accortezza: non vanno lavati in lavastoviglie, non tanto per la temperatura dell’acqua, quanto perché il detersivo della lavastoviglie porta via la cristallina e con essa il colore.

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Come ha iniziato a disegnare su porcellana e come ha imparato questa tecnica?

E’ stata una mia amica a convincermi. Voleva, a tutti i costi, insegnarmi a dipingere su porcellana. 

Avendo, poi, il forno a casa, ho cominciato a lavorare tanto e a fare le prove.

Ho fatto anche un corso da Ginori con un maestro bravissimo, che però era molto geloso dei suoi segreti.

Per imparare si deve avere molta voglia di fare. Con la voglia di fare si può imparare tutto.


Posso imparare anch’io che non sono capace di disegnare?

Certo. Il disegno è una tecnica e come tutte le tecniche, con un po’ di buona volontà, si impara.

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Qual è la caratteristica delle sue decorazioni?

A me piace far girare intorno agli oggetti i disegni. Per questo motivo realizzo nastrini, nappe e rampicanti.

Poi mi piace disegnare i pesci.

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I piatti da portata mi piace, poi, decorarli anche solo con la testa e la coda del pesce. In questo modo, mettendo sopra il cibo la decorazione non viene nascosta, ma, anzi, viene esaltata.

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© Barbara Fanelli

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16 giugno 2017

INTERVALLO ITALIAN STYLE CON KEVLOVE

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Rilassare la mente e lasciarsi andare alla bellezza del saper fare italiano.


Su Vite a regola d’arte
è il momento dell'Intervallo Italian Style.


Oggi lo dedichiamo a Kevlove.

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15 giugno 2017

ANGELO LUSSIANA. IL GENIO DEL CARTONE

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Non era proprio convinto di farsi fotografare, Angelo Lussiana, quel giorno a Paratissima, ma – voi lo sapete – noi di Vite a regola d’arte siamo un tantino cocciute ed otteniamo sempre quello che vogliamo.

Perdonateci, ci piace davvero tanto mostrarvi non solo le opere straordinarie, ma anche il viso delle persone, che incontriamo nelle nostre peregrinazioni fra fiere e mercati.

Sarebbe pure bello, anche se non sempre possibile, potervi far sentire le nostre registrazioni, quei file preziosi, che teniamo in archivio in attesa di utilizzo e che ci riportano ad incontri spesso lontani nel tempo, ma sempre vivi nella memoria, perché non di soli capolavori sono fatte le nostre avventure.

Voce, intonazione, intercalare, risate, pause sono tutti aspetti, che è difficilissimo rendere per iscritto, ma sono quelli, che scolpiscono nella mente il ricordo di una certa persona.

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14 giugno 2017

OFFICINA PROFUMO FARMACEUTICA DI SANTA MARIA NOVELLA: UN ASSAGGIO PROFUMATO

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Curiosare nel sito dell’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella e provare immediatamente il desiderio di trovarsi dentro quel mondo profumato, antico e un po’ misterioso è stato un tutt’uno.

Tuttavia leggere la storia di questa antica istituzione fiorentina, sbirciare la galleria fotografica, immaginare una passeggiata dentro il grandissimo giardino non potevano che rimanere, nei miei giorni fiorentini ad Artigianato e Palazzo, gli unici momenti di vera immersione dentro quell’incredibile realtà.

Anche un semplice salto al museo e allo stabilimento era per me improponibile, troppo poco il tempo a disposizione, e la visita allo stand dentro la limonaia grande del Giardino Corsini ha costituito un assaggio così minuscolo, da far aumentare in maniera esponenziale la mia curiosità e la voglia di saperne di più.

La signora Tonia con la quale ho parlato, infatti, mi ha consigliato di mandare le domande, che avevo preparato, direttamente ai proprietari, quel giorno non presenti, togliendomi il piacere di un contatto diretto con gli interessati. A volte questo può capitare, si sa, ma a me piace sempre poco. Noi di Vite a regola d’arte amiamo conoscere, stringere mani, chiacchierare, guardare negli occhi, ascoltare e vivere emozioni.

Sono sempre un po’ incerta quindi sulle interviste via mail, ma voglio considerare questo scambio di domande/risposte con Eugenio Alphandery, presidente e comproprietario di questa florida azienda, come una specie di introduzione a nuovi capitoli tutti da scrivere, perché una visita vera, prima o poi, la devo proprio fare.

Firenze, per me, non è proprio dietro l’angolo, ma non è neppure in capo al mondo, no?

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12 giugno 2017

ALLA SCOPERTA DEI SAPORI DI SICILIA CON DE GUSTIBUS

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Il viaggio all’interno di Giardino Corsini non è stato solo un viaggio attraverso l’arte e l’artigianato italiani, ma è stato anche un viaggio attraverso il gusto e il sapore.

Il sapore del mare e il gusto del pesce, tipico dei mari siciliani, mi ha portato a fermarmi nello stand dell’azienda De Gustibus.

La storia di questa azienda si perde nella notte dei tempi. De Gustibus nasce agli inizi del Novecento nella borgata marinara di Siculiana Marina (AG). Questa zona vede impegnata gran parte della popolazione nella pesca e ciò favorisce lo sviluppo delle attività conserviere. De Gustibus è una di queste.

Il signor Piro ci tiene subito a precisare, che la loro è una azienda a conduzione familiare e che lavora prodotti di provenienza locale.

La mia chiacchierata con il signor Piro è stata piacevole e a tratti illuminante, perché fa bene allo spirito e al fisico sapere cosa si mangia.

È bello ed entusiasmante sapere, che ci sono aziende così attente alla lavorazione del prodotto e che preferiscono avere un prodotto eccellente, ma di nicchia, anziché puntare alla grande distribuzione, perdendo in qualità.

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09 giugno 2017

FIORI D’ARANCIO

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Il matrimonio è un alleanza stipulata tra un uomo,

che non può dormire con la finestra chiusa,

ed una donna,

che non può dormire con la finestra aperta.

(George Bernard Shaw)

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