29 ottobre 2015

LUISA DE SANTI E LA COPERTA A CROCHET PIÙ GRANDE DEL MONDO

Vi ricordate, quando Carmela ci aveva mostrato le sue coloratissime pezze, dicendoci che avrebbe partecipato alla realizzazione di una grandissima coperta interamente lavorata all'uncinetto? Io me lo ricordo bene quel post, l'avevo pure commentato.

Rileggendolo ora, a distanza di parecchi mesi, mi rendo conto di averlo letto, di averlo apprezzato, di aver ammirato ovviamente i lavori della nostra amica, ma di non essere riuscita a comprendere appieno l'importanza di quell'evento. Una notizia come tante insomma. Di quelle che incontri quotidianamente nel web, che recepisci giusto il tempo della lettura, che poi però dimentichi quasi subito. E, infatti, del copertone mi sono proprio scordata.

Non me ne vogliate, ma un motivo c'è. Più che altro un'attenuante. La coperta in corso d'opera stava nascendo dalle mani di appassionate di crochet. Impossibile per me partecipare ad una simile iniziativa, neppure volendo, io l'uncinetto manco lo so tenere in mano.

Mia nonna si rivolterebbe nella tomba. Abilissima in quest'arte, ci aveva ben provato una volta ad insegnarmela, ma deve essere stato veramente frustrante per lei constatare la mia totale incapacità. Io, all'epoca, ero una vera cialtrona e il concetto di creatività femminile era proprio lontano dai miei pensieri. Mia cugina, compagna in quel misero tentativo, forse avrebbe avuto più possibilità di me, fosse stata più costante, ma pure lei di soddisfazione alla nonna ne ha data veramente poca. La dolce vecchina (che se mi sente, si rivolta pure un'altra volta, visto che mia nonna di vecchina aveva ben poco), messo in mano un uncinetto ad entrambe le nipoti, aveva probabilmente coltivato l'idea di trovare un'erede cui trasmettere la sua passione. Non ricordo ovviamente quanto durò l'esperimento, so solo che alla fine mia cugina aveva sfornato un metro di catenella perfetta, mentre io avevo realizzato ben venti centimetri di orribile filo intrecciato (chiamarlo catenella sarebbe un complimento assolutamente esagerato). Fine della carriera insomma.

Mi credete? Penso di aver subito un trauma infantile, ché di uncinetto non ne ho più voluto sapere. Pur ammirando i capolavori che escono dalle mani di chi lo pratica, niente, nun gliela fo. Fra il resto, quando ero piccola, c'era pure quella moda delle coperte a riquadri colorati, avete presente? Una vera ossessione, si trovavano ovunque. Così come si vedevano girare spesso - non so da voi, qui certamente sì - automobili con il cuscino fatto all'uncinetto posto sulla cappelliera. Insomma per tutti questi motivi io e il crochet non siamo mai andati d'accordo.
 
Avete presente Dante e la legge del contrappasso? Probabilmente è per questo che io sto qui ora a raccontarvi della coperta a crochet più grande del mondo, la mia punizione per aver tanto visceralmente odiato l’uncinetto, ma – potete giurarci – vi racconterò meraviglie!

Prima di partire per Vicenza, Carmela mi ha contattato e mi ha detto che ad Abilmente ci sarebbe stata la possibilità di incontrare la fiber artist Luisa De Santi (qui e qui) e le sue - cito - opere fantastiche. Mi ha pure ricordato di aver collaborato con lei alla realizzazione della coperta crochet più grande del mondo e ad altri progetti. La copertaaaaaa, ma certo! E vi pare che avrei potuto non tener conto della segnalazione della nostra amica? Sebbene io non sapessi minimamente chi fosse Luisa - chiedo venia, ma è così - munita di biglietto con le preziose indicazioni, l'ho messa subito in lista fra le persone da incontrare assolutamente.

Angela, questa non ce la dobbiamo perdere proprio, sai? ho detto alla mia compagna di avventure tanto poi #cimandacarmela. Che faccia tosta, però, Ladiangy ed io! Reporter d'assalto per un giorno ci siamo proprio calate nella parte e siamo andate alla conquista!
 
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Urca – mi sono detta – ha pure i capelli verdi, artista proprio questa Luisa!
Direi che solo ad un artista poteva venire in mente un'idea del genere, quella della coperta intendo. Quella che, agli occhi del mondo, poteva apparire come una follia per lei probabilmente era pure una cosa normale.

L'idea è nata per caso. Tanto tempo fa mi trovavo in un ufficio ad un piano alto del Comune, le cui finestre davano direttamente sulla Piazza Unità d'Italia.
 
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(fonte)

Vederla così dall'alto, vedere quella piazza con un punto di vista così diverso, dopo averla attraversata a piedi migliaia di volte ... il pensiero è stato praticamente istantaneo. "Pensa che bello ricoprire tutto l'impiantito della piazza con un tappettone a piastrelle crochet" (qui)
 
Eccerto, giusto un lavoretto da realizzare fra una cosa e l’altra, no? A noi al massimo viene in mente di realizzare la copertina per il figlio dell’amica e a questa viene in mente di coprire una piazza. Capisco che ai nostri giorni yarn bombing is cool, ma – caspita – non è un tantino folle come pensiero? Eppure, lo diceva pure Erasmo, l’unico fatto certo è che senza il condimento della follia non può esistere piacere alcuno.  Direi che aveva ragione.

Un progetto grandioso dunque.

Il primo progetto dell'associazione ha tanto a che vedere con la passione per il lavoro a mano, con l'amore per la condivisione, con l'idea che lo yarn bombing possa essere molto di più di un semplice gioco. Ha anche tanto a che vedere con la mia personale propensione per i "progetti impossibili". (qui)

Associazione? Quindi di folli che hanno appoggiato l'idea di Luisa ce ne sono stati altri? Immaginate la scena ... avrei pensato di rivestire la piazza con una coperta ... ma che figata, sei un genio! Secondo me è andata veramente così. Voi che dite?
 
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Picknitartcafè nasce, mi pare di capire, abbastanza casualmente dopo un picnic fra amiche. Due chiacchiere, un po’ di fili colorati, ferri, uncinetto (c’era pure da mangiare, l’ho visto io nelle foto) e puff parte una nuova avventura. Dal picnic a tema knit all’idea della mega coperta il passo è breve.
 
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Un progetto ardito per una quasi neonata associazione.

Manie di grandezza? Di protagonismo? Assolutamente no. Queste incredibili signore decidono di mettersi all'opera per aiutare l'AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla - Trieste. Questo, davvero, non è folle, è semplicemente meraviglioso.
 
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(fonte)

Come vedete dall'immagine qui sopra la coperta è stata realizzata sul serio. Ce l'hanno fatta, vi rendete conto?
 
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Non senza qualche intoppo, ma ci sono riuscite!
 
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Quanto lavoro per queste ragazze, accidenti!
 
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Ma hanno fatto tutto queste mule? Ma nooooooo, dai, brave sì, ma non bioniche! In questa coperta straordinaria c'è dentro l'amore e la pazienza di oltre duemila creative, che hanno aderito da tutta Italia, spedendo alla sede di Picknitartcafè le proprie pezze fatte a mano. (qui)

Impresa titanica, da Guiness dei Primati.
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Fatte queste premesse, voi capite, era impossibile perdersi l'occasione di incontrare Luisa. Detto, fatto! Angela ed io ci siamo fiondate al suo stand.
 
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Due parole di spiegazione su ISPIRAZIONINFIERA e poi la parola d’ordine #cimandacarmela: in un attimo mi sono ritrovata seduta davanti a Luisa.
 
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Telecamera alla mano …

 
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... pronta per catturare il suo racconto.
 
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Ladiangy, perfettamente calata nel ruolo di fotografo, non mi ha perso di vista un attimo. Non è stata bravissima?
 
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Vi ho rosolate abbastanza? Ok, non esagero. Ascoltiamoci il racconto di Luisa.
 
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Sul tragitto che dallo stand di Luisa portava all'entrata della Fiera di Vicenza, Angela ed io ci siamo imbattute in un'elegante dama, che indossava un caldo abito multicolor. Senza parole!
 
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E poi ci siamo buttate - più propriamente mi sono buttata - a caccia di immagini del capolavoro. Sì, mi sono buttata io, perché Angela mica l'hanno fatta passare!
 
Anzi, a proposito di questo, apro una parentesi. Posizionare i magnifici pezzi della coperta proprio all'entrata della Fiera è stata senza dubbio una grande idea da parte degli organizzatori, perché l'effetto era senza dubbio sorprendente. Peccato che però - scusate tanto, ma questa cosa era veramente assurda - chi entrava dall'entrata dei gruppi (come me ed Angela) non aveva la possibilità di andare a vederli da vicino, senza uscire dai passaggi obbligati e, in sostanza, senza uscire dalla Fiera stessa.

Ma le reporter di ISPIRAZIONINFIERA non si sono perse d'animo e, mutando indegnamente la parola d'ordine in #cimandaluisa, hanno convinto, con sguardo lacrimevole, la ragazza di guardia ai passaggi, che la loro missione era importantissima (oddio, lo era veramente!).

Ecco dunque le immagini rubate.
 
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Direi che valeva la pena raccontare una piccola innocua bugia, vero? Sono o non sono meravigliose? Secondo me sono pure caldissime.
 
Visto che il freddo inverno sta per arrivare, visto che - già vi vedo - l'idea di una seratina sul divano comodamente sistemate davanti ad un film vi alletta un sacco, visto che la tazza di tè non sarà sufficiente per riscaldarvi, visto che le gambe al freddo non si possono proprio lasciare, direi che potreste pure regalarvi una coperta da guinness, sostenendo l'AISM-Trieste.

Per informazioni rivolgersi a:

AISM - Trieste
Centro di Villa Sartorio
Via dei Modiano, 5
34149 Trieste
tel. 040 948001
 
 
 
© Federica Redi
 
 
Si ringrazia Angela Ladiana per la collaborazione.
 
N.B. Questo post è apparso precedentemente su Squitty dentro l’armadio. Qui trovate i commenti relativi.

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