22 ottobre 2015

MARTINA VIDAL E IL MERLETTO DI BURANO

Le isole della Laguna di Venezia costituiscono da sempre una delle mete preferite del turismo non solo nazionale, ma internazionale. Parlo naturalmente di Murano, Burano e Torcello, verso le quali si dirigono la maggior parte dei tour organizzati. Anch’io ci sono stata e più di una volta, confermando sempre, al mio ritorno, l’opinione che Burano fosse la più bella fra tutte.

Non me ne vogliano le illustri sorelle, ma le casette colorate lungo i canali, arcobaleni riflessi nell’acqua, mi sono rimaste nel cuore fin da quando – nel lontano 1977 – andai a Burano per la prima volta con la mia famiglia. 

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Tornandoci in anni più recenti, ho cominciato ad apprezzare un altro aspetto di questa isola meravigliosa e mi riferisco soprattutto al famosissimo merletto. 

Ricordo perfettamente una visita a Burano in compagnia di amici e l’immagine improvvisa di una merlettaia al lavoro dentro la sua bottega. Ricordo di essere entrata senza esitazione, curiosa di vederla all’opera. In quel periodo mi dilettavo con il punto croce e quindi qualsiasi cosa avesse a che fare con ago e filo mi attirava, quasi quanto la luce di una lanterna attira una falena.

Non ho mai dimenticato le mani abilissime di quell'anziana signora, che si muovevano veloci e sicure, e neppure il dispiacere che avevo provato nel sentirmi dire che non c'erano più ragazze giovani appassionate a quest'arte antica. Mi sembrava veramente impossibile: ero rimasta folgorata da quella lavorazione.

Quando ho saputo che ad Abilmente, nell'Atelier del ricamo e del merletto, era presente lo stand di Martina Vidal non ho potuto fare a meno di andare a curiosare. Vieni con me - ho detto ad Angela - ti mostro io delle meraviglie! 

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Un lussuoso dépliant, arricchito con splendide immagini, racconta ai visitatori la storia di questa lavorazione.

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La leggenda narra, che un giovane marinaio veneziano portò in dono alla sua amata da mari lontani un’alga marina. Lei, volendo conservare per sempre il caro ricordo, né copiò esattamente i delicati contorni e trafori, usando del semplice filo.

Un lavoro nato dall’amore dunque. Come dall’amore nascono i capolavori delle merlettaie di Burano. Non credo che, altrimenti, si sarebbero potuto creare magie, come quelle che possiamo ammirare al Museo del Merletto, dove sono raccolti preziosi manufatti, che risalgono fino al XVI secolo.

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Avete voglia di sognare? Lo faccio con voi, mostrandovi una selezione di fotografie firmate Martina Vidal. 

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Dite la verità. Neppure nei vostri sogni di bambine avete immaginato un velo da sposa come questo, vero?

Forse è meglio ritornare sulla terra e continuare il racconto. Su, su, scendete anche voi e facciamoci un giro nello stand.. 

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Mi stanno fischiando le orecchie … sarà mica l’invidia della amiche di ISPIRAZIONI & CO.? Non preoccupatevi, ragazze, Angela ed io abbiamo pensato pure a voi.

Seguiteci ... 

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 … e ascoltate che cosa ci hanno raccontato (senza origliare le telefonata della merlettaia, perché non sta bene!)

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La domanda, a questo punto, è una sola: ragazze, ci fa piacere andare a visitare l’Atelier di Martina Vidal a Burano? No, perché le Comari ci mettono niente ad organizzare un pullman, eh!

 

© Federica Redi

 

Si ringrazia Angela Ladiana per la collaborazione.

N.B. Questo post è apparso precedentemente su Squitty dentro l’armadio. Qui trovate i commenti relativi.

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