31 gennaio 2016

LO STRAORDINARIO MONDO DI ELISABETTA E DI DANIELA

Supponiamo che io mi sia svegliata questa mattina praticamente all’alba e non sia più riuscita a riprendere sonno. Supponiamo che, come sempre succede in questi casi, la mente abbia iniziato a vagare, pensando alla solita miriade di cose da fare (#want non #must naturalmente). Supponiamo che, avendo appena comunicato al mondo che ISPIRAZIONINFIERA riparte, ci sia nell’aria una certa eccitazione. Supponiamo che, come un fulmine a ciel sereno, io abbia pensato alla gran quantità di post in arretrato. Supponiamo che, infine, mi sia resa conto che Mondo Donna 2016 edizione primaverile sia praticamente alle porte.
 
Ecco.
 
Ho preso il portatile – come sempre piazzato ai piedi del letto per sfruttare le non poco frequenti ispirazioni notturne – e mi sono tuffata letteralmente nella pagina Facebook di Elisabetta e Daniela – Gioielli in pietra di Vicenza, dove ho saccheggiato in maniera indegna.
 
Le amiche di ISPIRAZIONINFIERA non sono tutte Facebook-dotate, si  sa, e sarebbe stato impensabile parlarvi di Elisabetta e Daniela in maniera astratta, senza mostravi il loro meraviglioso mondo. Mi sono, insomma, sacrificata per la causa, crogiolandomi sotto il piumone e beandomi alla vista di tutti quei gioielli spettacolari.
 
In tempo zero l’appannamento da risveglio è svanito e mi sono trovata catapultata in una realtà da sogno. Sono stata catturata, folgorata, imprigionata. Mi sono trovata impigliata dentro una rete, dalla quale – vi assicuro – non mi è venuto in mente nemmeno per minuto di fuggire.
 
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Fili di rame …
 
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… di ottone …

 
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… di alluminio. 

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Fili che si combinano, dando vita a giochi di luce …
 
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 … e che mutano, valorizzando la varietà.
 
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Fili che giocano con le pietre … 

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… che abbracciano la ceramica … 

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… che lasciano posto ai colori.
 
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Anelli …
 
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… spille …
 
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… orecchini … 
 
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… bracciali … 
 
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e collane. 
 
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Volteggiare nell’aria … 
 
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… immergersi nell’acqua … 
 
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… vivere la terra … 
 
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e sentire il fuoco. 
 
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Abbinare … 

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… e scompagnare. 
 
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 Giocare …
 
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 … osare … 

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 e amare. 
 
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Follemente innamorate di Elisabetta e Daniela, eh? Vi capisco, lo sono anch’io!

Ma lo sareste ancora di più, se, come me, aveste avuto la fortuna di conoscere queste signore dal vivo. Elisabetta e Daniela sono Elisabetta Portinari e Daniela Paolucci. E sono simpaticissime. Parola di Squitty.

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 Simpaticissime e, soprattutto, disponibilissime a rispondere alle mie domande.

 
1) Elisabetta e Daniela. Chi è Daniela e chi è Elisabetta? Ci raccontate di voi?
 
Elisabetta e Daniela sono state inizialmente colleghe di lavoro e fin da subito il loro motto è stato “l’unione fa la forza”. Trovatesi entrambe e nello stesso momento, dopo aver perso la loro occupazione, a doversi reinventare, il motto sopra citato le ha incoraggiate a proseguire con un progetto comune, che dal 2010 era partito quasi come un gioco.
 
Daniela è una persona dall'indole ottimista e molto tranquilla.

L'aspetto artistico della sua personalità si è da sempre manifestato attraverso il disegno.

Cresciuta in un famiglia numerosa ed armoniosa, trovava il suo spazio intimo grazie ad un foglio e matite colorate, da quando la memoria le permette ricordi.

Dopo il liceo artistico, scelto senza dubbio alcuno, Daniela si è avvicinata al design ed alla realizzazione di gioielli. Non era attratta dalle preziosità dei materiali, quanto piuttosto dal fatto, che ha sempre considerato il gioiello come una piccola scultura, un’opera indossabile da portare con sé.

La lunga esperienza nel settore del design e dell’artigianato orafo le ha permesso, in seguito, di apprezzare anche il gioiello come elemento decorativo ed espressivo, un completamento nella composizione, che si crea durante l’atto di abbigliarsi.

Elisabetta, mite ed affidabile, ha avuto modo di approfondire e perfezionare la sua formazione tecnica, sin dall’età di 20 anni, presso aziende ben strutturate del comparto orafo vicentino. La sua conoscenza in questo campo si sviluppa principalmente nel ramo commerciale e del marketing, contribuendo all’accrescimento di un bagaglio di nozioni, che le hanno permesso di continuare a coltivare  la sua passione per il gioiello, che fin da bambina era considerato hobby preferito.

2) In una squadra, di solito, c’è un braccio e c’è una mente. Chi di voi è il braccio e chi è la mente?

Entrambe sentiamo il bisogno di esprimere la nostra creatività attraverso manufatti propri, frutto di una ricerca personale, ma condivisa e contaminata di continuo dal confronto reciproco, con l’intento di migliorarsi e rinnovarsi. Sempre.

Forse potremmo dire che Elisabetta ha una mente che “elabora” in continuazione dati da trasformare, sogni da concretizzare e riuscendo nei suoi obiettivi preposti. È un’instancabile lavoratrice.

Daniela è uno strano mix di razionalità ed emotività, che, pur rimanendo “coi piedi molto per terra”, attraverso “viaggi non convenzionali”, arriva alle mete che insieme si prefiggono nei loro progetti.

Ci siamo conosciute in età matura con esperienze vissute in ruoli di responsabilità, ognuna di noi ha potuto mettere a disposizione le proprie competenze, sempre incuriosite e pronte ad apprendere cosa nuove. Siamo, così, l’una il braccio e la mente dell’altra vicendevolmente.

3) Nelle vostre creazioni la pietra di Vicenza ha un ruolo fondamentale, direi anzi che è la protagonista indiscussa. Perché proprio la pietra di Vicenza? Quali sono le sue caratteristiche?

L’intuizione e la scelta della pietra di Vicenza sono legate al fascino dei meravigliosi monumenti palladiani della nostra città.

L'originalità dell'utilizzo di questo materiale nei gioielli è il punto di forza.

La volontà è quella di creare "piccoli pezzi di arte Vicentina", inserendo un materiale locale.

Sintetizzando esperienza lavorativa, tradizione orafa tipica di queste zone, abbinando il tutto ad una accessibilità del gioiello unico (anche per coloro che non amano materiali preziosi o non possono permetterseli) si concretizza lo stile di Elisabetta e Daniela.

4) Nei vostri gioielli la pietra di Vicenza viene abbinata ad altri materiali. Quali sono i vostri preferiti e quali rispondono meglio alle vostre esigenze?

Qualunque materiale può essere quello preferito.

Diciamo che per praticità e rendimento usiamo spesso filo di rame, ottone, alluminio, ma non cessiamo mai di stupirci, quando affianchiamo alla pietra altri materiali come filati grezzi, sete, tessuti d'arredo, carta.

Contestualmente nasce un sodalizio armonioso con la pietra, stimolandoci a continuare la ricerca di materiali nuovi ed alternativi.

5) Quale materiale non avete mai usato e vorreste sperimentare in futuro?

Difficile dire quale materiale utilizzeremo in futuro. Potrebbe essere qualunque cosa!

6) In questi ultimi anni il riciclo, soprattutto in ambito creativo, va un po' di moda. Il riutilizzo e l'uso di materiale ecosostenibile che importanza hanno nelle vostre creazioni?

Essere eco sostenibili ha la sua rilevanza. Diciamo che per il momento siamo convinte di essere eco sostenibili con noi stesse. Abbiamo entrambe perso il lavoro e, rimboccandoci le maniche, abbiamo reso la nostra passione un'attività che ci gratifica nella vita di tutti i giorni.

Non abbiamo vizi, capricci e non sprechiamo nulla. Ci sosteniamo ecologicamente ed economicamente. Siamo eco-eco-sostenibili.

7) Ho scoperto che Elisabetta e Daniela hanno un'amica che si chiama Marelda Papogi. Un nome, un programma. Chi diavolo è Marelda?

E' da li che è partito tutto. Eravamo in tre e l'acronimo dei nomi risultava Marelda Papogi. Con "lei" abbiamo presentato il nostro progetto di idea imprenditoriale al Centro Produttività Veneto: La Boutique dei Talenti di Marelda Papogi. Era il 2010 e coraggiosamente abbiamo elaborato il nostro business plan, ottenendo apprezzamenti per l'idea. Volevamo dare spazio a chi come noi era appassionato e non aveva la possibilità di potersi esprimere nella sua creatività.

La terza noi ci sostiene ancora, è una delle nostre fan più accanite, ma ha intrapreso da sola un percorso nell'ambito del patchwork. Non esitiamo mai a chiederle consigli e suggerimenti. Lei conta molto per noi.

8) La Boutique dei Talenti è una associazione che riunisce un piccolo numero di artisti e artigiani del Vicentino e ha l'obiettivo di dare loro visibilità. Creiamo sinergie dunque?

Certamente! Viviamo in una collettività, non vogliamo isolarci, ognuno di noi ha bisogno di energia positiva e quindi... sì...energia...sinergia!

9) Location quali il Villino Rossi di Povolaro, Villa Caldogno o l'Antica Pieve di Nanto evidenziano il tentativo di valorizzare anche il territorio. Il legame con la vostra terra che importanza ha?

Notevole. Le radici della nostra terra sono radici di cultura, educazione, sensibilità, patrimonio. Ne siamo tutti consapevoli. In ogni modo la nostra terra, nel corso degli anni, è stata contaminata e per fortuna abbiamo potuto estendere i confini del nostro sapere. Per cui ben venga valorizzare quanto più è vicina a casa ma ben venga la storia che ha contribuito a rendere così unico il nostro territorio. E la storia è "contaminazione".

10) La domanda di rito e che non può mancare è: come nasce l'ispirazione?

L’ispirazione può nascere in moltissimi modi. Diciamo che l'esperienza detta il momento in cui " sollevare le antenne". Conoscersi di più ha il vantaggio di sapere come mettersi nelle condizioni di vuoto per essere ricettivi, cogliere da un altro punto di vista informazioni che vengono dal di fuori, a volte all'apparenza scontate, per elaborarle e farne "altro", attraverso il proprio essere, in quel preciso istante.

La natura di certo è una risorsa inestimabile per l'ispirazione, entrambe non potremmo fare a meno dei nostri momenti a stretto contatto con luoghi naturali, possibilmente non contaminati o molto poco dall'uomo. Potremmo forse dire che si tratta di una questione di igiene dell'anima.

Abbiamo caratteri differenti, ma tutte e due amiamo fortemente la vita. Apprezziamo quanto ci appartiene, la natura, i colori, la forza del vento, le montagne possenti, il mare impetuoso. Tutto ciò lo ascoltiamo e cogliamo l'ispirazione quando arriva ... al volo ... senza vincoli ... sentendoci libere.

 

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Doppiamente innamorate ora? Lo so, lo so.

Sono riuscita a chiacchierare parecchio con Elisabetta e Daniela, anche perché sono tornata due volte nel loro stand, dal momento che, ad un certo punto, ha cominciato ad arrivare parecchia gente e ho preferito lasciarle lavorare tranquille.

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Ovviamente non potevo non ritornare. Dovevo pur scoprire altre meraviglie!

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E, soprattutto, non potevo non sacrificarmi ancora per ISPIRAZIONINFIERA, scegliendo – con non poca difficoltà – un ricordino da portarmi a casa.

Odiatemi pure!

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© Federica Redi

 

N.B. Questo post è apparso precedentemente su Squitty dentro l’armadio. Qui trovate i commenti relativi.

2 commenti:

  1. Accidenti! Non ho parole...troppo...fantastici! 😍

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    Risposte
    1. Assolutamente fantastici!
      Il guaio è che, se li vedi, li compri pure.

      Federica

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