24 giugno 2016

CRIZU. UNA STORIA FRA LE PIEGHE

01

 

Ho vissuto una vita piena, lo so, non mi posso certo lamentare.

Dovrei essere grato per ciò che sono stato, per quanto ho avuto.

E lo sono, ci mancherebbe, ma non è questo…

Essere alla fine, credo sia normale, mette un po’ di tristezza.

Il capolinea non mi pare offra prospettive particolarmente interessanti.

Ripenso al passato …

Quanta gente ho incontrato? Quanta ho reso felice? A quanta ho fatto compagnia?

Quanti si sono tuffati, curiosi, fra le mie pagine, perdendosi nelle storie che io, solo, so raccontare?

Penso di aver svolto il mio compito in maniera eccellente, senza falsa modestia. Davvero.

Del resto sono stato per molti, per anni, una sicurezza.

Primo corridoio, terzo scaffale a destra, quinto ripiano.

Non mi sono mai spostato, la mia casa non è mai mutata.

Ci avevano provato, una volta, a fare dei cambiamenti, ma troppe erano state le proteste, troppa la confusione.

Era stato divertente, comunque. Spiare le facce stupite di chi mi cercava senza trovarmi era stato un interessante diversivo nella mia vita.

Ma io preferisco la stabilità, sono fatto così.

Sarà per questo che l’idea della pensione non è che mi va esattamente a genio?

Non so, veramente, cosa aspettarmi. E se, soprattutto, aspettarmi qualcosa.

Mi hanno detto che mi vengono a prendere pomeriggio.

Con me altri amici di vecchia data.

Sono un po’ in ansia …

 

Mi piace pensare che ogni libro sia dotato di anima e di pensieri propri.

Voglio credere che sia vivo, che respiri, che comunichi.

Un libro non è semplicemente un oggetto. Non lo è mai.

Per questo, forse, non sopporto i libri rovinati, spiegazzati, ripiegati.

Quelli sottolineati mi fanno venire l’orticaria, lo ammetto. Ne avrò sottolineati un paio forse, non di più, ma sempre sentendomi in colpa.

Egoisticamente non presto mai i libri e, tanto meno, leggo i libri che ogni tanto qualcuno vuole assolutamente prestarmi. Restituirli ha il sapore di un’eresia.

Contrariamente a quello che si può pensare, non sono una lettrice accanita, sono una lettrice incostante, ma con le idee molto chiare.

A me il libro piace proprio come oggetto, indipendentemente da ciò che contiene.

Mi piace tenerlo in mano, soppesarlo, sfogliarlo.

Adoro sentire il fruscio delle pagine, percepire l’odore della carta.

Inutile dire che non prendo neppure in considerazione l’idea di leggere un libro in formato e-book.

Mi intristisce solo il pensiero.

 

Fatte queste premesse, risultano facilmente comprensibili i motivi per cui le opere di Crizu mi hanno tanto affascinato.

Non è solo una questione di abilità – innegabile, evidente – è l’idea che sta dietro.

È l’amore per il libro come elemento reale.

È la passione che va oltre il tempo della lettura.

È la convinzione che ci possa essere altro.

 

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Come non immaginare occhi che, guardando, centrano l’essenza?

Come non pensare a menti che, analizzando, aprono prospettive?

Come non vedere mani che, piegando e ripiegando, danno forma all’incredibile?

 

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Ho potuto ammirare le sculture di Crizu a TAD - Treviso d’Arte Diffusa.

Impressionano.

Paiono visioni …

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… giochi della fantasia …

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… scherzi della mente …

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… sogni.

07b

Purtroppo non ho potuto parlare personalmente con la Signora Anna Bonino, che tuttavia, molto gentilmente, ha risposto via mail alle mie domande.

 

Tutto è partito da un libro esposto in una vetrina. È la dimostrazione che basta un niente per far esplodere la creatività?

Certamente è stata una felice combinazione di più eventi! Mia madre molti anni fa, camminando per le strade di New York, vide in una vetrina un libro orientale a cui erano state tagliate le pagine. Questa visione la colpì moltissimo tanto che una volta a casa provò a replicarne l’effetto. Non si sentì però di tagliare le pagine, quindi le piegò. Da quel momento certamente è esplosa la creatività! Oggi ho ripreso in mano il suo progetto di allora, chiamando infatti, in segno di tributo a mia madre, il marchio CRIZU (da Cristina, nome di mia madre).

 

Come nasce l’ispirazione?

L’ispirazione che mi spinge è il grande amore per i libri. Il libri che vengono scelti sono libri ormai obsoleti e che sono destinati al macero. Noi gli diamo una seconda vita!

 

Il libro è un oggetto il cui utilizzo è universalmente noto. Usare i libri come materiale per le vostre creazioni riflette il tentativo di voler trasmettere un messaggio comprensibile a tutti?

Sì, il libro è un oggetto universalmente noto e trasversale a tutte le culture. E’ difficile non trovare qualcuno che non ne sia naturalmente attratto e certamente i nostri libri racchiudono molti messaggi: come la trasformazione di un oggetto di uso comune in arte, il recupero di un materiale, comunque importante come la carta, destinato al macero, la passione per il libro che ritrova vita e significato, e molto altro. In verità è molto interessante vedere come ogni persona vede sempre qualcosa di molto personale e unico nei nostri libri.

 

Dimensione, tipo di carta, provenienza, colore della pagina, contenuto. Con quali criteri vengono scelti i libri?

La scelta del libro è importante quasi quanto il lavoro di piegatura. Deve avere una determinata qualità di carta, un certo numero di pagine e deve soddisfare, in termini di ossidazione della carta, il risultato che si vuole ottenere. Ma, nonostante tutte queste considerazione e attenzioni, quando si incomincia a piegare un libro non si ha mai la matematica certezza di come sarà il risultato. E’ sempre il libro a scegliere! Per quanto riguarda il contenuto, non abbiamo particolare restrizioni, se non che non pieghiamo libri religiosi e difficilmente pieghiamo romanzi. Il problema vero è che più il libro è interessante, più tempo ci mettiamo a piegarlo, perché ci distraiamo nella lettura!

 

Il libro viene utilizzato nella sua interezza, copertina a parte, che a quanto ho letto viene conservata. Vi è mai capitato di trovarvi a metà di un’opera con poche o troppe pagine a disposizione? Non ditemi che, a quel punto, si deve ricominciare tutto da capo …

No, per fortuna non capita. La tecnica e la bravura maturata ci protegge da questo!

 

Ridare nuova vita ai libri destinati al macero. Quanto è importante creare, rispettando l’ambiente?

Per noi è molto importante, per un discorso di salvaguardia dell’ambiente, ma anche per la passione verso i libri. Per noi è una felice e ben riuscita combinazione delle due.

 

Se ogni pagina viene piegata a mano con una precisione millimetrica, i tempi di realizzazione di un’opera risultano molto lunghi oppure, acquisito il metodo, si innesta il pilota automatico?

Si, ogni pagina viene piegata con precisione millimetrica e i tempi di realizzazione non sono banali. Tutto il lavoro viene fatto a mano, ma, diversamente da come si pensa, si finisce per usare il tatto piuttosto che la vista. E’ un lavoro lungo che richiede perizia e metodo, ma è anche una sfida che dà grande soddisfazione.

 

Le vostre sculture sono senza dubbio straordinarie, ma permettetemi una domanda pratica. Come si possono preservare dalla polvere? Che tipo di manutenzione richiedono per mantenerle pulite e in ordine?

Certo! Una domanda che ci viene posta spessissimo! Noi consigliamo l’uso di un piumino con piume di struzzo o un asciuga-capelli con un soffio moderato. Abbiamo introdotto anche a questo proposito i libri in teca, per vuole togliersi il pensiero. Noi comunque abbiamo in casa dei libri piegati che hanno più di  vent’anni e sono sempre più belli!

 

Nei vostri gioielli la carta si mescola ad altri materiali. Sono questi altri materiali che sono valorizzati dall’uso della carta oppure è la carta che acquista valore accanto a cristalli, pietre e metalli?

Credo che tutti e due gli aspetti trovino giovamento reciproco. La carta è un materiale ancora insolito nel mondo dei bijoux: è leggero e affascinante. Le pietre e i metalli aggiungono colore e mi permettono di caratterizzare i diversi modelli.

 

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Essere creativi oggi che cosa significa?

Per me oggi essere creativi significa essere coraggiosi. Portare avanti la propria creatività comporta tanto lavoro e fiducia nel proprio lavoro. E quando si comincia ci si rende conto di quanto si è piccoli e quanto sia grande il mondo. Ma non bisogna scoraggiarsi: la soddisfazione è altrettanto grande.

 

È passato già più di un mese da quando mi hanno portato via.

Non l’avrei detto, ma andare in pensione è una meraviglia.

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Crizu - Folded Books

Corso Magenta 31-10

16125 - Genova

 

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© Federica Redi

3 commenti:

  1. Ciao Fede, anch'io amo i libri come oggetti dotati di vita loro, oggetti che attraverso le loro pagine mi parlano, mi spiegano, mi raccontano.
    Non li presto assolutamente. Sono molto possessiva! Però li sottolineo, ci faccio annotazioni e sempre penna perchè poi la matita non la leggo.

    Sono stupende queste opere d'arte ma... i libri sono fatti per essere letti, annusati, sfogliati, valutati nei loro contenuti, pensieri e parole.
    Mi spiace vederli trasformati così!

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    1. Patri, sei un'imbrattatrice di libri? Non avrei mai detto!!!
      Perché ti spiace? Sono libri che andrebbero comunque al macero.

      Federica

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    2. Non di tutti ma di qualcuno che mi fa pensare sì... viaggio al termine della notte ad esempio.

      Ecco! Hai detto la parola terribile Macero!!!! No! Io non butto niente figurati se butto i libri....

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