17 giugno 2016

QUADRI CHE PRENDONO VITA: LE SCULTURE DI GIUSEPPE DIGIACOMO


Passeggiando per via Margutta, a Roma, in occasione della mostra dei Cento Pittori, sono stata inevitabilmente attratta dalle opere di un giovane artista emergente, Giuseppe Digiacomo.

Interessante la chiacchierata che abbiamo fatto insieme e ancor di più la scoperta delle sue opere e del suo linguaggio artistico.

E pensare che è cominciato tutto con un copri termosifone.

Assi di legno che sorreggono trame, metafora dei momenti della vita, e danno vita a intrecci, metafora degli incontri con le altre persone, delle occasioni trovate e delle occasioni perse.

La sua prima vera opera è la "Rinascita", la mano che esce dalle trame della vita.



Nelle sue opere il quadro si fa materia e fuoriesce dalla cornice. La scultura viene incorniciata da assi di legno ricoperte da fili colorati.

Ogni quadro rappresenta un passaggio della vita, un pretesto per fermarsi e riflettere.

Così Giuseppe indaga alla ricerca dei ricordi. Dalla massa cerebrale fuoriesce una scatola di legno piena zeppa di tangibili ricordi: lettere, cartoline, lapis, volantini, scatole di caramelle.


Una parte importante nella vita di tutti è la musica. Giuseppe la rappresenta con un piccolo grammofono ancora funzionante che fuoriesce da una massa di spartiti musicali che lo sorreggono e lo spronano a fare musica.

Alcune delle sue opere sono legate a poesie scritte da Italo Sinopoli. Io ne ho scelta una legata a una scultura che mi piace molto per la sua forza e per la sua intensità.

Ricordi

 
"Tic Tac Tic Tac
lento, inesorabile,  il tempo sfoglia il libro.
Pagine di ricordi si consumano con la vita
fino a dissolversi nel fuoco"

Potete seguire Giuseppe Digiacomo sul suo sito Artigianato Artistico e su Facebook oppure potete trovarlo nel suo atelier in via Francesco Soave, 3 a Roma.

©Barbara Fanelli


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