14 settembre 2016

ANNA BORRELLI. LA CREATIVITÀ IN CINQUE PUNTI

Ho dato un tema, tempo fa, ai miei alunni.

Non il solito tema, legato ai programmi scolastici. No, qualcosa di completamente diverso, che però mi piaceva un sacco ed avevo in testa da tempo.

Li ho osservati a lungo i miei ragazzi in questi mesi e vederli così creativi, persino geniali a volte, mi ha scaldato il cuore e riempito l’anima.

Cosa sarebbe la vita senza creatività? Quale tristezza infinita, quale noia, quale monotonia?

Erich Fromm ha detto In ogni attività creativa colui che crea si fonde con la propria materia, che rappresenta il mondo che lo circonda. Sia che il contadino coltivi il grano o il pittore dipinga un quadro, in ogni tipo di lavoro creativo l’artefice e il suo oggetto diventano un’unica cosa: l’uomo si unisce con il mondo nel processo di creazione.

Adoro questa frase, sapete? Esprime al meglio quelle che sono anche le mie convinzioni.

Non importa, infatti, il cosa. L’importante è il come.

Quando c’è un forte coinvolgimento emotivo, quando riusciamo a stupirci, quando diventiamo un tutt’uno con la materia, quando ci concentriamo al massimo, dimenticando il mondo … questo è l’atteggiamento giusto.

Questa è l’essenza della creatività.

Questo è essere creativi.

Questa, in fondo, è la vita.

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Lo ammetto, sono rimasta sorpresa da ciò che ho letto in questi elaborati, i ragazzi riescono spesso a stupire. Sono una vecchia insegnante e ho una certa esperienza in materia e loro sanno davvero sbalordire, se vogliono.

Mi è impossibile, ora, parlare di tutti, mi piacerebbe tanto, ma non posso, dovrei scrivere un’intera enciclopedia sulla creatività e non è questa la sede. Voglio però mostrarvi, a titolo di esempio, il lavoro di una ragazzina, che promette davvero bene. Ho idea che farà molta strada, perché lei la creatività ce l’ha nel sangue. Lo si capisce al volo.

Si chiama Anna, Anna B., e fatevi bastare il nome, che in questi tempi moderni la privacy dei minori va tutelata e non posso dire di più.

Alta, bionda, di favella pronta e sciolta, sicura, spigliata, con un bel sorriso sempre stampato sul viso, Anna, da quando la conosco, è sempre con un’idea nuova in testa, sempre con le mani impegnate in qualcosa.

Sì, lo devo proprio confessare, ho un debole per lei, anche se non dovrei, ma sono umana e l’imparzialità al 100% mi risulta un tantino difficile. Arrivo attorno al 90%, il resto è solo questione di emozione, perdonate.

Il componimento di Anna è particolare, mi ha abbastanza spiazzato, perché i suoi cinque punti, elencati come fossero una lista della spesa, mi sono parsi davvero scarni, troppo stringati, un po’ tirati via a dirla tutta. Certo ci ha messo qualche citazione ad hoc per rendere il tutto un po’ più corposo e per dare fondamento alle sue convinzioni, ho apprezzato la ricerca, ma mi è parso poco, ecco.

Poi però ho visto il resto ed ho dovuto ricredermi.

Ma andiamo con ordine, per carità, sennò facciamo confusione.

 

Vicenza - 18.10.2015

“La creatività in cinque punti”

 

1.

Prima di realizzare un oggetto c’è sempre una costruzione progettuale, mentale, di partenza.

Si studia il materiale a disposizione.

Si fa una scelta.

 

Per fare un film di successo non basta avere un mucchio di idee: è indispensabile presentarle con cura e avere una totale consapevolezza della forma.

(Alfred Hitchcock - regista)

Creatività è solo un altro nome delle normali attività. Qualsiasi attività diventa creativa, quando chi la svolge ha cura di farla bene. O meglio.

(John Updike - scrittore)

Adatta la tecnica all’idea, non l’idea alla tecnica.

(Bill Bernbach - pubblicitario)

 

2.

Unire competenze.

La creatività non è soltanto cucire, ricamare, dipingere, ma è anche mescolare le competenze.

Altrimenti sarebbe una musica monotòno.

Contaminazioni.

 

Spesso le idee si accendono l’una con l’altra, come scintille elettriche.

(Friedrich Engels - filosofo)

La creatività ha sempre una radice nel sapere dell’altro, è il miglioramento di qualcosa che c’è già.

(Elio Fiorucci - stilista)

La creatività è l’arte di sommare due e due ottenendo cinque.

(Arthur Koestler - saggista)

 

3.

Purtroppo, quando c’è una moda, poi, c’è assuefazione.

Invece bisogna anche un po’ diversificare.

 

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

(Martha Medeiros - giornalista e scrittrice)

La creatività è senza dubbio la risorsa umana più importante. Senza creatività non ci sarebbe progresso e ripeteremmo sempre gli stessi schemi.

(Edward De Bono - saggista)

Il mondo, il nostro mondo, esiste dalla notte dei tempi, ma ogni giorno noi dobbiamo crearlo di nuovo. Se noi non camminassimo sulla terra, essa non esisterebbe. 

(Breyten Breytenbach - scrittore)

 

4.

Bisogna sperimentare, sperimentare tanto.

Mettere in conto di buttare tanto. Non ha importanza.

Voi, intanto, avete sperimentato, avete conosciuto il materiale, le vostre potenzialità.

E sapete che, la prossima volta, potete anche fare meglio.

 

La creatività vuole coraggio.

(Henri Matisse - pittore)

Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio, la torre di Pisa.

(Gianni Rodari - scrittore)

Sto lavorando duro per preparare il mio prossimo errore.

(Bertold Brecht - drammaturgo)

 

5.

I bambini sono i creativi per eccellenza.

Loro non hanno contaminazioni.

Quella è creatività pura.

 

Devi tenere vivo il bambino che è in te: senza di lui non si può creare.

(Joni Mitchell - cantante)

Ogni bambino che nasce è in qualche misura un genio, così come un genio resta in qualche modo un bambino.

(Arthur Schopenhauer - filosofo)

La creatività consiste nel mantenere nel corso della vita qualcosa che appartiene all’esperienza infantile: la capacità di creare e ricreare il mondo. È l’onnipotenza del pensiero propria dell’età infantile.

(Donald W. Winnicott - psicoanalista)

 

Anna B.

 

Il resto, si diceva …

Il resto è l’elaborazione perfetta di questi cinque concetti. È la realizzazione concreta di questi pensieri. È il mettere in pratica, dare forma, rendere visibile.

Il resto è Vestire la casa secondo Anna B.

E secondo Maria Rita M., ché le due - secondo me - un po’ si sono aiutate.

Contaminazioni … scolastiche le chiamano!

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Ho incontrato Anna Borrelli durante l’edizione autunnale 2015 di Abilmente Vicenza, dove, insieme a Maria Rita Macchiavelli, ha curato una mostra nell’ambito della manifestazione Vestire la casa.

L’ho incontrata, quando ISPIRAZIONINFIERA  non era ancora VITE A REGOLA D’ARTE e quando ISPIRAZIONINFIERA era appena nata da una costola di ISPIRAZIONI AND CO.

L’ho incontrata grazie alla nostra amica Angela Ladiana, che con il suo incredibile entusiasmo mi ha letteralmente trascinata a conoscere questi due mostri sacri della creatività.

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Questo incontro e tutti quelli di quell’edizione incredibile hanno dato l’input per questa nostra avventura. Senza il confronto con questi grandissimi creativi, senza il loro apprezzamento per la nostra piccola idea appena nata, Vite a regola d’arte non esisterebbe e noi non saremmo qui.

Contaminazioni, no? 

 

Anna Borrelli

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© Federica Redi

9 commenti:

  1. Federica,ma come fai ad essere così brava e piena di fantasia. Sei stata ultra brava in questa presentazione di Anna.brava brava brava....La ritroveremo ad Abilmente 2017. 💗💗💗💗💗

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    1. Angela, in fantasia me la cavo, in bravura non lo so. Non sta certo a me giudicare.
      In ogni caso, grazie di cuore.
      Come 2017? La vediamo fra meno di un mese, eh!!!
      E sarà la scusa perfetta per vederci anche noi.

      Federica

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  2. Contaminazioni... vuol dire anche ampliare il proprio sguardo e vedere cose fanno gli altri e anche oltre.

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  3. Interessanti questi cinque punti ed anche le citazioni. Pare quasi che alcuni temi di Ispirazioni & co. abbiamo preso spunto dalla piccola Anna B. :)
    Marina

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    1. Interessante commento, Marina.
      Non ho mai fatto questo collegamento, ma ci mediterò di sicuro.

      Federica

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  4. Io non so che aggiungere...però credetemi se vi dico che ho un leggero brivido che sembra quasi una scarica elettrica, alcuni la chiamano "emozione". Vi ringrazio di cuore per queste scariche elettriche, ho paura che tornerò spesso a rileggerlo, per elettrizzarmi ancora. Grazie ❤️

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    1. E noi ti aspettiamo ancora, Anna, per elettrizzarci con te!!!
      Un abbraccio

      Federica

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