02 settembre 2016

DIETRO LE QUINTE DI UN MARKET: INTERVISTA A CARLA SPESSATO


Questa volta non voglio presentarvi né un artigiano, né un artista. Cambio, per una volta, prospettiva, provo a sbirciare dietro le quinte di un market, provo a capire come si organizza un mercato artigianale, un evento che vede come protagonisti artigiani e creativi.

Lo so, il cambio di prospettiva è difficile perché noi, quando visitiamo i mercati, non sappiamo (quasi) mai chi c'è dietro.

Proprio perché questa è una prospettiva inusuale ho cercato risposte alle mie domande, da chi ha fatto dell'organizzazione di questo tipo di eventi il suo lavoro e lo sta portando avanti non solo con competenza, ma anche con passione: Carla Spessato.

Carla lavora principalmente sul territorio vicentino. I suoi market hanno spesso un tema preciso, che si rispecchia non solo negli allestimenti degli stand, ma anche nella ricerca degli artigiani e delle opere esposte.

Quello che mi ha colpito di più è la grande quantità e l'alta qualità degli eventi che lei organizza.



Io ringrazio Carla per la disponibilità e per l'entusiasmo con cui ha accettato di rispondere alle mie domande.

Cosa ti ha spinto verso il mondo dell' artigianato e come hai cominciato a organizzare eventi? 

​Già da bambina avevo una grande attrazione per l'arte in genere ed ero anche dotata di una buona manualità.
Dopo le superiori avrei voluto frequentare l'Accademia di belle arti, ma per questioni famigliari non mi è stato possibile.
Ho però frequentato vari corsi, restauro, decorazione, pittura ... e ho iniziato a vendere i miei lavori in vari mercati di artigianato in tutta Italia.
​Nel frattempo ho continuato a coltivare altre  mie passioni: la musica e a fare la volontaria in varie associazioni ambientaliste.​
I primi mercati che ho organizzato riguardavano l'agricoltura biologica e i prodotti naturali, poi per qualche anno mi sono occupata di booking e segreteria musicale fino a quando ho deciso di tornare al primo amore.
Ho fondato una associazione, Come Un Incantesimo, e ho iniziato a organizzare eventi legati all'handmade e all'artigianato.

Sei molto attiva sui social. Quanto la presenza nel web è importante per  portare avanti una attività come la tua? 

Indispensabile! Non solo per la promozione, che necessita anche di ufficio stampa, cartaceo, passaparola e relazioni pubbliche, ma soprattutto per capire le tendenze, trovare creativi interessanti, ascoltare le criticità che trovano ​negli eventi che frequentano e cercare di migliorare. Per me è poi importante avere un filo diretto con chi partecipa ai miei eventi, il mio successo è il loro e viceversa e i social sono pratici e immediati.

Quali sono gli elementi indispensabili per la riuscita di un evento?

​Per me sono tanti, sarà perché sono una perfezionista.
La location, l'alto livello degli espositori, la promozione e tutte le piccole attenzioni che servono sia a chi espone che ai visitatori: trovare da mangiare e bere (bene!), qualche momento di intrattenimento per gli adulti e per i bambini, qualcuno che si occupi dei park, ​ ​se possibile un servizio di guardaroba e poi l'essere sempre presenti durante tutto l'evento.
E' difficoltoso, perché a volte significa stare sul posto anche 16 ore, ma è indispensabile per instaurare un rapporto di fiducia, sia con chi espone, che con il pubblico.

Quanto la scelta della location particolare e suggestiva favorisce la buona riuscita dell'evento? I visitatori sono interessati solamente agli espositori oppure per una buona riuscita dell' evento conta anche il contesto?

​Sicuramente una location suggestiva attira di più, però non è indispensabile.

 

La cosa più importante è la qualità degli espositori, una location "meno bella", ​ ​se promossa adeguatamente, ha la stessa validità di una villa.

 
 
Un mio desiderio è quello di organizzare un evento in zona industriale, che bella non è di certo, ma ha delle potenzialità che potrebbero rendere il tutto fantastico!
​Sicuramente, nel periodo invernale, un evento al chiuso attira di più che uno all'aperto, per ovvi motivi.​

Molti degli eventi che organizzi hanno un tema ben preciso. Come scegli i temi? Cosa ti fa pensare che un tema possa funzionare e possa avere  il consenso del pubblico?

​I temi li scelgo in base alle tendenze e a quello che mi piace, perché ho deciso che il mio lavoro deve essere anche divertimento.​
​Le tendenze, però, son quelle che indicano la direzione e per capire quale, bisogna studiare. Sì, studiare. Io dedico almeno tre ore al giorno a studiare comunicazione, partecipare a corsi online, leggere riviste, curiosare tra siti e blog, prendere appunti, fare domande.​

I creativi che vogliono partecipare ai tuoi eventi devono inviare una mail di candidatura con una loro presentazione. Come deve essere una "mail perfetta", quali sono gli errori in cui chi scrive non deve incorrere?
 
​Gli errori son tre parole che invece trovo spesso: mercatino, lavoretti, hobbista.
Fanno colpo: belle foto, la foto dell'allestimento, avere un proprio brand, essere specializzati.
 
​Cosa ne pensi dello stato di salute dell'artigianato italiano? Quali sono secondo te i limiti e quali le potenzialità?

Credo che chi tira i fili dell'economia dovrebbe prendere in considerazione l'artigianato come grande opportunità di cambiamento in positivo del nostro paese, purtroppo invece siamo ancorati  a vecchi schemi e sistemi.
Le potenzialità sono altissime, dobbiamo però evitare di fare confusione e cercare di lavorare con competenza.
Se pensiamo al lavoro manuale come potenzialità economica e di lavoro, bisogna mirare all'eccellenza. Spesso, invece, vedo eventi dove i "lavoretti" si mischiamo con chi dà al suo prodotto una forte componente di creatività e di ricerca.
Faccio un esempio, senza offesa per nessuno e dando a tutti la propria dignità, c'è differenza tra chi fa presine o bavaglini all'uncinetto la sera davanti alla televisione, da chi fa bigiotteria, disegnando il modello, cercando il materiale (magari scarto di lavorazione industriale), ridando a questo vita, curando il dettaglio, la chiusura, l'etichetta ecc ...
​L'artigianato e i lavori fatti a mano, secondo me, avranno grande successo nei prossimi anni, ma devono essere legati a studio, ingegno e creatività, non essere considerati un passatempo.

Ti va di darci  qualche anticipazione sugli eventi autunnali organizzati da te?

Volentieri!
Il 25 Settembre ci sarà un market handmade in Villa Sesso Schiavo a Sandrigo.

https://www.facebook.com/events/654990151316961/

Il 2 ottobre il market sarà dedicato alla campagna intesa come lifestyle ​in Villa Valmarana Bressan a Vigardolo.

https://www.facebook.com/events/1712946008966210/

Dal 26 novembre al 24 dicembre vari e svariati appuntamenti dedicati al Natale.
In anteprima vi anticipo un nuovo progetto "100% fatto a mano", un market itinerante per i centri storici delle città, che partirà il 15 ottobre da Vicenza.
Con Francesca dell'Associazione Centro Storico Città del Palladio riproporremo due eventi che nei mesi scorsi hanno avuto successo, uno dedicato al vintage e l'altro all'ecodesign, rispettivamente il 24 settembre e il 29 ottobre.

L'intervista a Carla risale a prima del terremoto del 24 agosto, che ha colpito il Centro Italia.
Per questo motivo io vorrei aggiungere, oltre a quelle già citate da lei, anche una bellissima iniziativa Creare per Ricostruire (link nella foto): una pagina Fb nata per riunire, sostenere e diffondere varie iniziative autonome di molti creativi che desiderano supportare, donando una loro creazione, la ricostruzione ed il sostegno alle zone colpite dal recente sisma.

 
https://www.facebook.com/Creare-per-Ricostruire-1745760672344729/

 
Potete trovare Carla Spessato su
 
 
© Barbara Fanelli

2 commenti:

  1. VEramente interessante il vedere oltre... dietro... tutto o quasi quello che hai comuni mortali è precluso e sconosciuto.
    Bravissima!

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    1. In effetti noi mica ci rendiamo conto di tutto il lavoro che sta dietro a queste manifestazioni.
      Un interessante punto di vista questo.

      Federica

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