05 ottobre 2016

ANTICO, MODERNO, QUOTIDIANO: LE MOLTE FACCE DEL PATCHWORK

Due incredibili esposizioni l’anno scorso ad Abilmente Vicenza nell’Atelier del Patchwork.

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Molto diverse fra loro hanno dato modo agli appassionati del genere di ammirare capolavori straordinari e hanno contemporaneamente avvicinato i non esperti ad un mondo dalle infinite e inaspettate potenzialità.

 

LOG CABIN: ENTRE TRADITION E MODERNITÉ

 

Il Log Cabin è uno dei motivi più noti del patchwork, ricco di storia e di valore simbolico.

I suoi disegni presentano una struttura universale, che si ritrova già nell’antichità, in particolare sulle piastrelle romane o sulle mummie animali egiziane, ma anche sui sachets de senteurs delle dame del XVII secolo.

Molto popolari alla fine del XIX secolo, presentano sempre un riquadro centrale rosso: il centro della casa. Le strisce che lo circondano, rappresentano invece gli elementi costitutivi della casa stessa. Non è un caso, quindi, che le coperte con questo tipo di lavorazione siano sempre state considerate un regalo benaugurante.

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In questa mostra undici artiste contemporanee hanno rivisitato undici capolavori del passato, avendo come unico vincolo il modello e il colore.

Undici ispirazioni e undici stili diversi per far rivivere undici quilts antichi.

Il confronto fra passato e presente, fra originale e interpretazione, per evidenziare un altro punto di vista, un’altra possibilità.

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REDIRECTING THE ORDINARY

 

Il quotidiano, che noi tanto spesso diamo per scontato, può essere facilmente trasformato.

Basta una piccola modifica, un leggero ritocco, un’insignificante correzione e ciò che apparentemente non ha valore lo può acquistare.

La routine può essere reinterpretata ed essere resa interessante.

Con l’obiettivo di portare l’attenzione sulla quotidianità, gli artisti selezionati hanno scelto e rappresentato un oggetto o una situazione precisi.

Ombre, carote deformi, lavoro a maglia, natura e ossidazione dei metalli.

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Un anello nuziale legato ad un orologio, il terreno e i ricordi, il riflesso sui vetri di un centro commerciale, delle semplici tazze.

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Le pale del ventilatore a soffitto, la luce del sole e l’ispirazione notturna. Trucioli di matita e la camicia di uno sconosciuto.

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Il mondo online accanto a scaffali di libri. Un omaggio alle bambine degli anni ‘50 e ai francobolli. Azioni banali, che consentono di ricaricarsi e di prendere fiato in un mondo frenetico.

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Il volo e le posate. La bellezza del testo scritto e un punto di rottura nel flusso dei pensieri. I simboli alla base della nostra comune esperienza: cerchi, quadrati, croci, che si fondono nell’immagine dello scarico di un lavandino.

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Forbici per tessuto accanto ad una mosca. Riflessi di luce e una natura morta, creata per rallegrare una grigia giornata invernale. Bicchieri di vino.

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Semi che si trasformano in piante di avena, un gruppo di forchette con qualche elemento non esattamente funzionale, la corteccia di un albero, cravatte di famiglia e cubetti di ghiaccio.

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L’ordinario, insomma, può essere redirected verso qualcosa di straordinario.

Straordinario come le opere di queste artiste.

 

Ad accompagnare Angela e me lungo i due percorsi espositivi la Sig.ra Gul Laporte, grande esperta di patchwork e quilting e membro del SAQA – Studio Art Quilt Associates.

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LOG CABIN: ENTRE TRADITION E MODERNITÉ 

In collaborazione con l’International Quilt Study Center & Museum (Lincoln, Nebraska, USA)

 REDIRECTING THE ORDINARY

In collaborazione con SAQA – Studio Art Quilt Associates

 

GUL LAPORTE

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© Federica Redi

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