07 ottobre 2016

PRENDI L'ARTE... E RENDILA OPINABILE

 
Questo post lo avevamo programmato da tempo. Abbiamo scritto di alcuni artisti ed artigiani appartenenti all'associazione Prendi l'Arte e volevamo intervistarli tutti, per poi trovare un punto di arrivo con un articolo finale dedicato a questa meravigliosa  associazione.

Questo post invece risponde all'urgenza, secondo noi, di trovare un punto di partenza...

Oggi parliamo con Andrea Ceccherini, in arte Essere Vento, artista e artigiano della pelle, nonché socio sostenitore di Prendi l’Arte, associazione romana di artigiani “OPI” ovvero “Operatori del Proprio Ingegno”.  
Prendi l’Arte è nata 12 anni fa da un gruppo di artigiani accomunati dalla voglia di valorizzare il proprio lavoro artistico. Quanti sono gli artigiani che oggi fanno parte dell’associazione, di cosa si occupano e come in questi anni l’associazione ha operato per dare valore al vostro lavoro artistico? 
Gli associati attualmente sono circa 50. Nell’arco di questi anni abbiamo sviluppato prioritariamente progetti per la realizzazione di Mostre Mercato per OPI, questo per sopperire ad una mancanza di spazi urbani appositamente messi a disposizione dal comune dove poter esporre e vendere a costi agevolati. 
Dal 2004 abbiamo dato avvio alle nostre Mostre Mercato, alle quali hanno partecipato moltissimi artisti e artigiani OPI provenienti da tutta Italia e dall’estero, proponendo lavorazioni tradizionali, contemporanei e sperimentali. Le materie prime che utilizziamo per i nostri prodotti sono materie prime naturali o derivate da prodotti di scarto e di riciclo: cuoio, ceramica, tessuti, fili intrecciati, vetro, metalli, carta, plastica, gomma e molto altro.
 

Non essendovi spazi urbani appositamente dedicati, quali sono le alternative per un OPI per poter esporre i propri lavori e vendere?
 
Per rispondere devo fare una premessa. Come Operatori del Proprio Ingegno noi siamo una categoria che viene citata sul Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114 che disciplina il settore del commercio.
L'art. 4 - comma 2, lettera H del DL esclude gli OPI dalla disciplina commerciale contenuta nella stessa norma che regola le attività di commercio in forma professionale e continuativa.
Questo riferimento normativo quindi esclude gli OPI dall’obbligo di richiedere l’autorizzazione alla vendita, che poi è rappresentata dalla cosiddetta "licenza". Succede, però, che l’OPI, per poter esporre in strada in modo legittimo, ha bisogno di avere una concessione di occupazione di suolo pubblico, ma mancando una regolamentazione che preveda la pianificazione di aree disponibili preorganizzate dal comune, non sa dove collocarsi all’interno della comunità degli spazi pubblici.
 
 
Quindi tornando alla tua domanda: l’alternativa è quella di rivolgersi a privati, arrivando a pagare anche 200 euro per esporre un solo giorno. Come associazione, per poter evitare di essere soggiogati da questa situazione di mercato economico della rivendita di spazi pubblici ed in mancanza di spazi concessi dal municipio, ci siamo detti: perché non cerchiamo di organizzare noi i nostri mercati?
In questo modo le spese vive che l’associazione sopporta, quali ad esempio l’occupazione di suolo pubblico, le spese di illuminazione e poi tutto quello che reputiamo essere utile per la promozione del mercato, le varie attività ed iniziative che vengono portate avanti all’interno del mercato stesso, vengono pagate dagli associati. E siccome le persone che lavorano per l’organizzazione dell’associazione non percepiscono alcun reddito per questo, i costi per partecipare ai nostri mercati restano accessibili.
 
 
Su che territorio opera la vostra associazione, dove organizzate le vostre Mostre Mercato per OPI?
 
Noi siamo un gruppo romano quindi abbiamo realizzato progetti prevalentemente sul territorio di Roma, ma abbiamo fatto attività di Mercato occasionalmente anche a Viterbo, a Fara Sabina, ad Anzio, Albano Laziale… E’ chiaro che Roma, ed in particolare il centro storico, è sempre stato il nostro obiettivo più funzionale e stimolante. Ma abbiamo puntato anche su altri municipi per realizzare progetti che ci hanno dato notevoli soddisfazioni. 
 
 
Ad esempio, sono 12 anni che a Natale, a Cinecittà, organizziamo il nostro Arts and Crafts Market più importante. L’Arts and Crafts Market che si tiene nel periodo di Natale a Cinecittà ospita ben 32 artigiani per un periodo che può arrivare anche a 20 giorni. Questo consente la partecipazione anche dei soci che provengono da altre regioni, che chiaramente non possono partecipare alle Mostre Mercato che durano un solo giorno.  
 
 
Le vostre Mostre Mercato sono peculiari per molti aspetti tra cui il fatto che cerchiate di diffondere la cultura dell’artigianato attraverso laboratori dimostrativi che sono sempre presenti accanto ad ogni vostro stand espositivo, vero?
 
Si. Nelle nostre Mostre Mercato l’artigiano è protagonista. Questo vuol dire che la persona che realizza i propri lavori ed espone deve essere sempre presente all’interno del suo spazio espositivo ed è obbligato ad avere accanto all’esposizione un piccolo laboratorio con i propri strumenti di lavoro, dove poter mostrare le varie fasi di lavorazione dei suoi manufatti. Per noi è importante dare alle persone che si fermano davanti ad uno stand, la possibilità di soddisfare la propria curiosità, di farsi raccontare dall’artigiano quale storia c’è dietro le proprie creazioni, qual è la sua ispirazione, quali tecniche utilizza.
 
 
Inoltre organizziamo, all’interno dei nostri spazi espositivi, quando questo ci è permesso, anche laboratori interattivi per il pubblico, dove adulti e bambini sono invitati a provare in prima persona lavorazioni sempre diverse sotto la guida di un abile artigiano.
Questa nostra forma di Mercato - Laboratorio è diventata oggi una fucina artistica unica nel suo genere a Roma.
 

Dimmi qualcosa di più di questi laboratori interattivi… come si svolgono?
 
Invitiamo un artigiano esterno alla Mostra Mercato, che quindi non espone e non vende, ma si dedica esclusivamente al laboratorio interattivo. Questi laboratori interattivi sono ogni volta diversi e le persone possono fermarsi e sperimentare le lavorazioni guidati dal maestro che spiega come poter realizzare particolari lavorazioni. Mi ricordo laboratori interattivi molto interessanti e particolari proposti a Cinecittà: dalla lavorazione del vetro soffiato, alla lavorazione del ferro battuto con forge a carboni, alla liuteria realizzata con materiali di riciclo grazie ad un liutaio che produceva chitarre di cartone. Ma abbiamo fatto anche laboratori di ceramica, feltro… tante sono state le lavorazioni che abbiamo portato in strada. Sono state sempre ben accolte dal pubblico sia di grandi che bambini.
 
 
L’associazione, attraverso le proprie quote sociali di partecipazione alla Mostra Mercato, finanzia la realizzazione dei laboratori interattivi e quindi la giornata lavorativa dell’artigiano che se ne occupa. E’ tutto incentrato su autopromozione e autofinanziamento e finalizzato a promuovere la diffusione della cultura dell’artigianato tra la gente e ad incentivare il lavoro di altri artigiani.
 
 
Da settembre la vostra associazione sta vivendo una situazione un po' particolare. Cosa è successo?
 
In sintesi, noi svolgevamo, in Largo San Giovanni de Matha (Piazza Sonnino) a Trastevere, una Mostra Mercato mensile grazie ad un bando che l’associazione Prendi l’Arte ha vinto nel 2007 e che ci dava la concessione della disponibilità della piazza una volta al mese per due anni. Quando il bando è scaduto, l’associazione ha chiesto le necessarie proroghe per poter continuare a realizzare le nostre Mostre Mercato fino alla pubblicazione di un nuovo bando. In accordo con il municipio abbiamo iniziato un percorso complesso di richieste e proroghe mensili che impegnavano sia noi, nella stesura dei documenti necessari, sia gli uffici di competenza. Questo fino al giugno 2011, quando il municipio ci ha concesso una proroga fino ad espletamento di un nuovo bando che ad oggi non è stato fatto.
 
 
Nei giorni scorsi purtroppo la situazione è cambiata.  Il mercato è stato congelato dagli uffici del commercio. Non si vuole più riconoscere la proroga in quanto emessa troppi anni fa, ma in realtà ancora in corso di validità.
 
 
Cosa avete fatto, quindi?
 
Il 29 settembre, nel corso della seduta del Consiglio Municipale, abbiamo avuto modo di esporre la nostra situazione e di richiedere al Municipio di sbloccarla, facendo tutto il possibile per incentivare lo sviluppo delle piccole arti all’interno del proprio territorio.
L’obiettivo comune è quello di favorire lo sviluppo di nuovi spazi artistici nella nostra città, ma anche di dare finalmente un riconoscimento ufficiale alla categoria di OPI ed al valore sociale e culturale che incarna chi svolge questa professione. 
 
 
Abbiamo inoltre richiesto un regolamento in cui sia definito con chiarezza chi sia un OPI e qual è la sua collocazione funzionale all’interno della città.
 
 
Ad oggi qual è la situazione?
 
Abbiamo quindi avuto un successivo incontro, il 5 ottobre, durante il quale l’amministrazione ci ha accolto nella discussione, impegnandosi a prendere in mano la situazione con l’intento di risolverla.
Abbiamo, preliminarmente all’incontro, parlato con altri rappresentanti OPI che lavorano da singoli, cioè non in associazione, e ci siamo confrontati su punti di comune interesse per la categoria. Questo perché comunque viviamo dimensioni diverse.
 
 
Un punto centrale in comune che abbiamo portato in discussione è quello dell’ottenimento, in tempi brevi, del riconoscimento della figura dell’OPI e della realizzazione di un “Registro OPI” attraverso modalità prestabilite e condivise, ma anche della istituzione di una Commissione competente che stabilisca chi è un OPI e chi non lo è.
Questo è il primo obiettivo che abbiamo formulato e che condividiamo noi dell’associazione e gli OPI singoli.
 
 
Il municipio si è impegnato, da qui a dicembre, a portare avanti questo discorso.
Nel precedente mandato, la giunta municipale aveva elaborato una proposta di regolamentazione della materia che prevedeva l’istituzione di uno specifico Albo e l’individuazione di luoghi nei quali gli OPI potessero svolgere la propria attività. Purtroppo il Consiglio di allora non riuscì a trovare un accordo e tutto si è fermato.
 
 
L’incontro che si è avuto tra rappresentanti OPI e Assessori Municipali del Commercio e della Cultura ha dato l’occasione di riprendere questo lavoro, dandoci inoltre la possibilità di partecipare alle successive commissioni che si occuperanno di questo argomento. Quindi stiamo aspettando degli inviti per partecipare a questi tavoli di lavoro.
 
 
Altro argomento di cui si è parlato è stato quello di bloccare i sequestri da parte dei Vigili Urbani per gli OPI che lavorano in modo individuale. Un regolamento che fornisse la possibilità di spazi adibiti dedicati, risolverebbe questo grosso problema.
 
 
Infine, per quanto riguarda nello specifico la nostra associazione, si è fatta richiesta di poter continuare a lavorare con il nostro mercato a Trastevere almeno fino a quando il municipio non ci darà soluzioni alternative, attraverso un apposito Regolamento o nuovi Bandi.
 
 
Auspichiamo che finalmente la figura dell’OPI abbia un riconoscimento quindi… e che sia chiaro finalmente che un OPI non è né un commerciante né tanto meno un hobbista, giusto?
 
Assolutamente si. Quello che desideriamo è avere degli spazi dove poter esporre e vendere, pagando l’occupazione del suolo pubblico. Secondo me dovremmo essere una categoria da tutelare e proteggere, come avviene per altre categorie che sono agevolate per problemi tecnici specifici ovvi.
 
 
Se si vuole non omologare le produzioni artigianali alla realizzazione dei prodotti seriali, ma si vuole mantenere la possibilità che si creino opere uniche di qualità, c’è bisogno che ci sia una tutela. L’OPI è una singola persona che ha in capo tutta la gestione del processo produttivo e di vendita dei propri lavori.
Lavorare in Mercati dedicati, dove vi siano solo artigiani intorno aggiunge valore e riconoscimento alle nostre piccole produzioni. Le Mostre Mercato sono luoghi creativi, di scambio e di confronto dove la gente vede e può acquistare lavorazioni diverse. Un Mercato artigiano porta con sé un contenuto e un messaggio chiaro e di estremo valore oltre che artistico, anche culturale per il proprio territorio.
 
Grazie Andrea e buon lavoro a tutti e in tutti i sensi, da parte nostra!
 
 
Prendi l'Arte
 
 
© Fabiola Di Girolamo

2 commenti:

  1. Leggendo questo post e vedendo le foto e la varietà di artisti mi sono chiesta una cosa. Ma c'è un limite all0'arte? NO! Non può esserci.Dove c'è fantasia e creatività c'è arte. Dove c'è la forza di superare determinati problemi c'è arte.
    Bravi tutti! Anche le "reporter" ovviamente!

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    Risposte
    1. No, non credo ci sia limite.
      Penso ci siano persone che con la loro opera suscitano emozione.
      Questa è arte.

      Federica

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