17 ottobre 2016

RESEDA ORRU': DALLA PITTURA ALLA GIOIELLERIA E RITORNO

Ogni gioiello è una scultura in miniatura.
(Anonimo)

Sono sculture, micro sculture di argento, quelle che hanno attirato la mia attenzione sotto i portici di Eataly.

Sculture gioiello realizzate da Reseda Orrù.
 
Pittrice, scultrice, orafa, Reseda non ha mai abbandonato la passione per la pittura, ma anzi ha deciso di allargare le tecniche espressive con l'uso di materiali eterogenei.

E' stato bello e molto interessante parlare con lei per poter scoprire un po' della sua arte.
 
 
Il tuo può essere definito un viaggio dalla pittura alla gioielleria. Ci racconti un po' di questo viaggio? Quali sono state le tappe della tua evoluzione artistica?

Ho iniziato da bambina disegnando e copiando quadri e foto, è sempre stato il mio “rifugio privato”, dove trovo calma e equilibrio.

Oltre al disegno ho iniziato a intagliare le saponette di casa con forme femminili, che poi regalavo.

Dopo il liceo ho scelto un corso di oreficeria classica, che mi ha dato le basi della costruzione a banchetto, che ho poi perfezionato lavorando in vari laboratori di Roma e dei Castelli.

Frequentando questi laboratori ho imparato altre tecniche come il Cloisonnè.

Seguire un corso di modellazione della cera è stato, però, fondamentale: ho ritrovato la passione per la scultura e ho iniziato a creare sia piccoli oggetti da indossare che figure femminili stavolta da trasformare in bronzo.

 
 
Comunque quando posso torno all’antica passione per i colori. Mi piace contaminare la pittura con altri materiali, ad esempio con i sassi.


Quali sono i modelli ai quali ti sei ispirata?

I classici, sia in scultura che pittura, perché, comunque, ricerco una armonia nelle forme e nei colori. Ho eseguito qualche "copia d’autore" tra cui "Angelo della vita" di Segantini, che è un quadro che amo in modo particolare e, riproducendolo, ho voluto, in qualche modo, assimilarlo.

 
 
Altra fonte di inesauribile ispirazione è la natura: dagli animali alle piante alla struttura geometrica innata in ogni forma di vita.

 
 
 
Se dovessi scrivere la storia di un tuo gioiello cosa racconteresti? Quale è la scintilla che ti fa cominciare a creare? Come prende forma l'idea?
 
Spesso voglio dare forma a una sensazione, un movimento come quello delle onde che ha dato vita a un anello …

 
 
… o le strutture ossee che possono essere richiamate in alcune lavorazioni in cera.

 

Quale è il materiale che tu preferisci lavorare e quale la tecnica con la quale tu ti trovi più a tuo agio?

 
La cera mi permette di dare forma sia a figure classiche che astratte e mi permette di creare cose che partendo dal metallo avrei più difficoltà a realizzare.
 
 
Hai lavorato alla realizzazione di tele che hanno fatto da scenografia allo spettacolo musicale Wii 2r3 di Trafficarte. Quali sono le difficoltà di realizzare un lavoro del genere? Un lavoro su commissione, che deve dare risalto e accompagnare la musica, in che modo esalta la creatività di chi lo esegue?

Wii 2r3 è stato un esperimento entusiasmante, mi hanno lasciata libera di giocare con i colori e le sensazioni, era anche la prima volta che lavoravo con tele piuttosto grandi e il fatto che fossero scenografie mi ha portato a realizzare un effetto astratto di colori in modo da non invadere troppo la scena.

I colori delle tele avevano dominanti diverse a seconda della luce che illuminava la scena e con la musica creava un effetto interessante. Mi piacerebbe che l’”esperimento” si ripetesse.

 
© Barbara Fanelli

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