20 novembre 2016

INCONTRO

05

Lungo i bivi della tua strada incontri le altre vite, conoscerle o non conoscerle, viverle a fondo o lasciarle perdere dipende soltanto dalla scelta che fai in un attimo; anche se non lo sai, tra proseguire dritto o deviare spesso si gioca la tua esistenza, quella di chi ti sta vicino.

(Susanna Tamaro)

 

Uno

01 

Breathing in / Breathing out, Belgrado, 1977

 

Marina Abramović e Ulay

Quando si conoscono, nel 1976, sono già artisti affermati. Insieme diventano la coppia di performers and lovers più famosa della storia dell’arte contemporanea.

Per realizzare la loro arte hanno bisogno di essere insieme.

Ulay: Because a single artist, a single person, can’t get the results we do. We have two impulses of two people, and there is one result.

Marina: We’re a man-and-woman. I am half, he is half, and together we are one.

Breathing in/Breathing out vuole analizzare il rapporto a due. I due artisti rimangono bocca a bocca per diciannove minuti, respirando il respiro dell’altro.

Il respiro di Marina mantiene in vita Ulay e viceversa. Ma è solo apparenza, perché, in realtà, lo scambio di aria già impoverita dopo il primo respiro porta ad un inquinamento reciproco. Più si prosegue, più l’aria diventa satura, i polmoni di riempiono di anidride carbonica, si perde forza e lucidità. Alla fine si arriva al collasso e alla distruzione.

Qui il video

http://www.marinaabramovic.com/

https://www.facebook.com/MarinaxAbramovic/

http://www.ulay.si/

https://www.facebook.com/ulayweb

 

 

Due

02

incontro fra lumaca e ranocchio, fotografia

 

Nordin Seruyan

Fotografo indonesiano specializzato in macrofotografie, che catturano insetti e piccoli animali del Sud Est asiatico in modo decisamente accattivante.

Gli incontri in natura a volte possono riservare piacevoli sorprese: qui

https://www.facebook.com/nordinseruyanphotography/

 

 

Tre

03

De Chiricus abat-jour

 

Andrea Croci

Con il suo Mobilaccio vuole realizzare mobili originali servendosi solo di materiali di riciclo o utilizzando pezzi di mobili non più utilizzati. Nulla deve essere sprecato, neppure gli scarti.

E' proprio l'incontro di cose e oggetti, che non si usano da molto tempo, che danno vita a qualcosa di unico e insostituibile.

La De Chiricus abat-jour è stata realizzata interamente a mano, utilizzando la gamba di un letto singolo in legno massello, le ruote di una bicicletta giocattolo e un modello anatomico.

https://www.facebook.com/andreacrocigioppo/

 

 

Quattro

04

Cattedrale Vegetale, 2001

 

Giuliano Mauri (1938-2009)

Raro, rarissimo esempio, nel contesto dell’arte contemporanea di artista leonardesco, che sa produrre la bellezza, sa comunicare poesia, e, allo stesso tempo, sa costruire: come un grande ingegnere del Politecnico, che mai però sognerebbe di sottoscrivere i calcoli statici delle strutture che Giuliano Mauri immagina e realizza. “Un pezzo di scienza” naturalmente posseduta, ma anche un pozzo infinito e commovente di poesia e di bellezza, trasformano queste forme-strutture in opere d’arte”. (Gino di Maggio, Fondazione Mudima)

La sua Cattedrale Vegetale è stato il progetto principale dell’edizione 2001 di Arte Sella in Trentino e ne costituisce ancora una delle principali attrattive.

Le dimensioni sono quelle di una vera cattedrale gotica: 3 navate formate da 80 colonne di rami intrecciati, alte 12 metri e di 1 metro di diametro. All’interno di ognuna è stato messo a dimora un giovane carpino. Le piante cresceranno di circa 50 centimetri all’anno. La struttura ha un rettangolo di base di 82 metri per 15 e copre un'area di 1.230 metri quadrati. I tagli e le potature daranno vita nel tempo ad una vera e propria cattedrale vegetale.

Quest’opera, come tutte quelle di Arte Sella, celebra l’incontro fra arte e natura.

http://www.giulianomauri.com/test/cattedrale-vegetale-orobie/

http://www.artesella.it/index.php

 

 

Cinque

05

Hide and Seek, 2015, fotografia

 

Kamil Kotarba

Fotografo polacco, che con il suo progetto Hide and Seek vuole evidenziare quanto l’uso di smartphone ed altri dispositivi elettronici influenzi negativamente il nostro modo di interagire con gli altri.

Con una serie di fotografie, che catturano scene di vita quotidiana, evidenzia quella che lui ritiene essere una vera dipendenza dalla tecnologia. Le persone ritratte nelle sue foto sono state letteralmente smembrate, rimangono solo braccia e mani che armeggiano con lo smarphone.

Ciò che vuole dirci è che incontriamo gli altri senza incontrarli realmente e intanto la vita vera scorre intorno a noi, sfuggendoci.

https://www.facebook.com/kotarbakamil/

 

 

5xwhat? + 5xwho? + 5xwhere? + 5xwhy? + 5xhow?

=

5xcreativity!

 

 

© Federica Redi

2 commenti:

Ogni tuo commento è una coccola per il nostro cuore!