13 novembre 2016

SPAZIO

00B

Guardate le stelle e non i vostri piedi.

Provate a dare un senso a ciò che vedete e chiedervi perché l’universo esiste.

Siate curiosi.

(Stephen Hawking)

 

 Uno

01

 Mauro Benetti

Nasce a Beinasco (TO) nel 1958.

Diplomato all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, inizia ad esporre nel 1985 partecipando alla mostra Versante discreto presso la Promotrice delle Belle Arti di Torino, sino a tenere diverse mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero.

Tornato nel 2002 a vivere a stretto contatto con gli elementi e i processi naturali, rielabora l’icona della Luna, dando una dimensione visionaria all’arte contemporanea.

Questa maestosa Luna incarna Ecate, Dea della Notte e figlia di Asteria, divinità delle stelle. La visione notturna di questo grande corpo celeste fluorescente sembra sospesa in un’atmosfera magica e silente, in cui rocce, pianure e crateri prendono forma dal riverbero ultravioletto della lampada di Wood.

 

Mi piace pensare che la luna è lì, anche se io non guardo.
(Albert Einstein, fisico)

 

Due

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Edoardo Romagnoli

Nasce nel 1952 a Milano, dove vive e lavora.

Si dedica alla fotografia grazie alla sua passione per i viaggi e ai grandi maestri Giulio Confalonieri e John Goodman.

Dagli anni ‘90 sviluppa la propria ricerca artistica in una simbiosi dialettica con la Luna, essenziale protagonista delle sue sperimentazioni.

Nel 2005 partecipa alla collettiva I maestri della fotografia al Guggenheim di Venezia e nel 2009 realizza il progetto grafico per il libro Lune per la casa editrice Springer.

La Luna è la protagonista assoluta di varie serie prodotte, in cui l’artista continua ad indagarne forma ed essenza.

Le sue composizioni di scie luminose sono in realtà frutto di un solo scatto, senza nessun intervento di post-produzione.

 

Qui uomini dal pianeta Terra fecero il primo passo sulla Luna.

Luglio 1969 d.C.

Siamo venuti in pace per tutta l’Umanità.

(inciso sulla targa lasciata dai primi uomini che hanno messo piede sulla Luna)

 

Tre

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 Giovanni Albanese

Nasce nel 1955 a Bari, vive e lavora a Roma.

Laureato in architettura al Politecnico di Torino, è oggi titolare della Cattedra di Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Artista e regista cinematografico di fama internazionale, nel 2011 è presente con l’opera Costellazione alla 54° Biennale di Venezia con la Fondazione Pino Pascali.

La sua ricerca è una raffinata interpretazione del senso e della natura delle cose, che evidenzia il mutamento costante dei significati.

La scultura di Albanese è in ferro ed è circondata da lampadine fiammeggianti.

La composizione esposta è dominata da una grande Eclissi fatta di ombra e di fuoco. La rappresentazione del fenomeno di oscuramento totale del disco solare riunisce in sé la luce e le tenebre.

 

Nessun animale è abbastanza intelligente né abbastanza immaginativo da supporre che un’eclissi è l’opera di un serpente che divora il sole.

E’ il genere di spiegazione che non può che nascere nel cervello dell’uomo.
(Aldous Huxley, scrittore)

 

Quattro

04

 Gilberto Zorio

Nasce ad Adorno Micca (BL) nel 1944, vive e lavora a Torino.

Dopo gli studi all’Accademia Albertina di Torino, inizia la sua attività espositiva a Torino e nel 1969 tiene la sua prima mostra personale presso la Galleria Ileana Sonnabend di Parigi.

Dal 1967 si attesta come uno dei principali esponenti dell’Arte Povera, dedicandosi all’arte processuale, che sostituisce alla tradizionale rappresentazione la presentazione diretta dei materiali.

La costante che attraversa la sua intera opera è l’energia.

La stella è una sorta di figura ancestrale, che ne racchiude l’essenza.

 

Tutta la materia di cui siamo fatti noi l’hanno costruita le stelle.

Tutti gli elementi dall’idrogeno all’uranio sono stati fatti nelle reazioni nucleari che avvengono nelle supernove, cioè queste stelle molto più grosse del Sole che alla fine della loro vita esplodono e sparpagliano nello spazio il risultano di tutte le reazioni nucleari avvenute al loro interno.

Per cui noi siamo veramente figli delle stelle.

(Margherita Hack, astrofisica)

 

Cinque

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 Michael Najjar

Nasce a Landau nel 1966, vive a Berlino dal 1988.

Lavora con la fotografia e il video, focalizzando la sua ricerca su elementi chiave della società moderna informatizzata.

Artista e avventuriero, trasforma la scienza, la storia e la filosofia, in visioni e utopie di strutture sociali emergenti dall’impatto con tecnologie all’avanguardia.

Ha esposto i suoi lavori a livello internazionale in numerosi musei, gallerie e biennali.

Le sue opere sono oggi presenti in collezioni di tutto il mondo.

È stato il primo artista a lasciare la Terra per compiere un volo suborbitale.

L’opera a.l.m.a. rappresenta il più grande osservatorio astronomico esistente sul pianeta, munito di sessantasei impressionanti antenne ad alta precisione tecnica.

 

Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.

(Jurij Alekseevič Gagarin, cosmonauta e aviatore)

 

Sei

06

 Daniele D’acquisto

Nasce nel 1978 a Taranto, vive e lavora a Piacenza.

La sua ricerca artistica parte da considerazioni di carattere empirico sulla materia e ruota intorno alle leggi che ne regolano i comportamenti.

Usa tecniche produttive che sfruttano prevalentemente procedure di elaborazione sistematiche, analogiche o digitali, a seconda delle specifiche esigenze del progetto e con l’intenzione di trasformare le dinamiche fisiche della realtà in oggetti capaci di veicolare significati.

Nelle White Icons ritrae astronauti e cosmonauti, eliminando il colore a favore dell’uso di un bianco totale. Questi ritratti sono costruiti per mezzo dell’intaglio manuale di strati di carta.

 

Decidere di fare l’astronauta non è come decidere di fare l’avvocato o l’architetto.

Si devono verificare una serie di condizioni e ci vuole anche una buona dose di fortuna.

(Samantha Cristoforetti, aviatrice, ingegnere, astronauta)

 

Sette

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 Mario Pandiani

Nasce nel 1957 a Torino, dove vive e lavora.

Dopo la maturità artistica svolge le attività di ritrattista e illustratore editoriale.

A seguito di importanti collaborazioni nel settore del restauro e del teatro, avvia Studio6m, uno studio di progettazione e realizzazione di mobili e oggetti di arredamento, produzioni artistiche e poetiche.

Definisce il suo un lavoro di deprogettazione, poiché analizza il rapporto tra estetica e utilità degli oggetti, dando nuova vita alla tensione tra arte e funzione.

La Nuotatrice è una vera e propria navicella spaziale in stile steampunk.

 

Mentre vagavo nello spazio, un pensiero continuava a ronzarmi nella testa:

ogni parte di questo razzo è stata fornita da quelli che hanno fatto l'offerta più bassa.

(John Glenn, astronauta e aviatore)

 

Otto

08

Andrea Marini

Nasce nel 1948 a Firenze, dove vive e lavora.

Dopo la laurea in architettura, inizia alla fine degli anni ‘80 la sua attività artistica, riproducendo una realtà in cui il rapporto uomo-natura è soggetto a continue manipolazioni e alterazioni.

Dal 1990 a oggi partecipa a numerose collettive e personali, ricreando un nuovo mondo, dove il confine tra il reale e il fantastico è molto labile e la ricerca della forma diventa desiderio di metamorfosi corporea e trasformazione poetica.

Forma di vita aliene per questo artista. Creature arrivate da galassie lontane e sottoposte ad ibernazione.

 

Abbiamo grandi problemi di cui occuparci e forse non riusciamo o non possiamo occuparci anche degli Ufo.

Ma è un capitolo che non bisognerebbe lasciar cadere del tutto.

(Carlo Rubbia, fisico)

 

Nove

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 Raffaele Fiorella

Nasce a Barletta nel 1979.

Dopo l’Accademia di Belle Arti di Bari indirizzo Scultura e la specializzazioni in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo, frequenta un Master in Multimedia Content Design presso la Facoltà di Ingegneria Informatica di Firenze.

In bilico tra poesia e vita ordinaria, il suo lavoro agisce tra realtà e finzione ricreando luoghi della memoria e dell’illusione ovvero dei land-escape: una fuga dagli spazi reali per rifugiarsi in un mondo altro, ricordato o anche semplicemente simulato.

Un paesaggio rarefatto e desolato, che ospita siluri e globi spaziali, in queste opere di Fiorella. Un paesaggio dove Cose che non accadono, sono in realtà l’immagine di ciò che un giorno, forse, potrebbe accadere.

 

L’unica maniera di scoprire i limiti del possibile è di oltrepassarli e finire nell’impossibile.
(Arthur C. Clarke, autore di fantascienza e inventore)

 

Dieci

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 Luisa Valentini

Nasce nel 1954 a Torino, dove vive e lavora.

Si laurea in Germanistica all’Università degli Studi di Torino e in Scultura all’Accademia Albertina.

È titolare della Cattedra di Plastica Ornamentale all’Accademia di Belle Arti di Urbino.

Il suo lavoro è in collezioni private e pubbliche, tra cui la Fondazione della Banca del Lavoro di Roma, il MUSMA Museo d’Arte Moderna di Matera, la Fondazione Joseph Beuys di Bolognano (PE), la Fondazione IGAV a Saluzzo (CN) e il Landes Museum di Linz, Austria.

L’opera di Valentini ripropone in forma di scultura la nota astronave Enterprise del Capitano Kirk.

 

Signor Sulu: velocità WARP!

(Capitano James T. Kirk, personaggio immaginario, Capitano dell’Enterprize)

 

Undici 

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 Karel Thole

Carolus Adrianus Maria Thole è nato nel 1914 a Bussum ed è mancato nel 2000.

Dopo la Scuola di Disegno del Rijksmuseum di Amsterdam inizia la carriera di illustratore in ambito pubblicitario ed editoriale.

Nel 1958 si trasferisce a Milano e collabora con la Rizzoli, per passare nel 1960 alla Arnoldo Mondadori Editore.

È noto per le copertine de I romanzi di Urania, collana nota intorno al 1950 e tuttora esistente, produzione che colloca tra i più originali artisti visionari di fantascienza.

Questi romanzi ebbero un ruolo rilevante nella diffusione della letteratura fantascientifica. I più noti scrittori di genere come Asimov, Ballard, Dick e Le Guin sono apparsi per la prima volta in Italia proprio in questa serie.

 

La fantascienza non è scritta per gli scienziati più di quanto le storie di fantasmi siano scritte per i fantasmi.
(Brian Aldiss, scrittore di fantascienza)

 

Dodici

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 Leonardo Orazi

Nasce in Umbria nel 1970, vive e lavora a Torino.

Ingegnere elettronico e informatico, appassionato di astronomia e astrofotografo.

Laureatosi al Politecnico di Torino, ha deciso di mettere a frutto le sue capacità e conoscenze tecnologiche nella realizzazione di software e strumenti per la ripresa digitale delle meraviglie del cosmo.

Le sue fotografie sono comparse su numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali, tra cui alcune nel sito della NASA.

La Galassia di Andromeda, M31, dista dalla terra circa due milioni e mezzo di anni luce. A occhio nudo appare solo come una debole nebulosa, mentre l’immagine telescopica digitale rivela i dettagli di un nucleo giallo brillante insieme ai suoi tortuosi vicoli di polvere scura.

 

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza.

Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle.

(Carl Sagan, astronomo e autore di fantascienza)

 

Tredici

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 Enrico T. De Paris

Nato a Mel (BL) nel 1960, vive e lavora a Torino.

Inizia ad esporre nel 1990 con Guido Carbone, Corrado Levi e Luciano Pistoi.

Attento ai diritti degli uomini e del futuro dell’umanità, De Paris descrive un mondo prossimo, dove la natura è in grave pericolo, offrendo delle metafore come modello concettuale descrittivo e premonitore.

Nel 2005 partecipa alla 51° Biennale di Venezia con Chromosoma, grande installazione negli spazi dell’Arsenale Novissimo e nel 2007 realizza Inside nello spazio dell’Atomium di Bruxelles.

In queste Cosmic Map globi e scie argentee tracciano traiettorie complesse e intuitive cartografie galattiche, in cui sparuti gruppi di esseri umani galleggiano a bordo di una nuvola, persi nell’immensità del cosmo.

 

Ci sono solo due problemi da risolvere quando si va sulla luna.

Primo, come arrivarci; e secondo, come tornare indietro.

La chiave sta nel non partire prima di aver risolto entrambi i problemi.

(Neil Armstrong, astronauta e aviatore, primo uomo a mettere il piede sulla Luna)

 

Quattrodici

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 Dario Goldaniga

Nasce nel 1960 a Milano, dove vive e lavora.

Dal 1985 insegna Scultura al Liceo Artistico Sacro Cuore di Milano.

Scultore, per le sue opere attualmente utilizza lastre di ardesia, che così come gli scarti della fusione bronzea impiegati nei lavori precedenti, sono materiali di recupero che l’artista sottrae alla distruzione, reinserendole nel circuito della produzione artistica.

Tra le varie esposizioni si ricorda la personale Io sono qui, tenutasi presso la galleria Fabbrica Eos di Milano nel 2016.

Per queste costellazioni, disegnate con precisione tanto da mostrare quasi una credibilità scientifica, l’artista sceglie un materiale dall’alto potenziale evocativo. Le lavagne sono oggetti dal forte contenuto simbolico, depositarie di una memoria che sta scomparendo, sostituite ormai da nuovi strumenti tecnologici. Le nozioni e le informazioni che vi si depositavano, per poi essere ogni volta cancellate e riscritte, vengono così eternate tramite un’indelebile carta d’orientamento astrale che evoca la tradizione degli antichi naviganti.

 

La memoria di ciascun uomo è la sua letteratura privata.
(Aldous Huxley, scrittore)

 

Quindici

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 Santissimi

Santissimi è il nome del collettivo formato dagli artisti cagliaritani Sara Renzetti e Antonello Serra, nati nel 1978 e 1977.

I loro lavori indagano il corpo, inerme e racchiuso in involucri, traduzione in materia visiva e tattile di un pensiero scientifico-filosofico.

Uomini, donne, feti di creature mutanti o animali, tutti rigorosamente nudi, sono i soggetti che popolano in modo ricorrente il loro immaginario.

Nel 2016 si è tenuta la loro personale presso la Galleria Gagliardi e Domke di Torino.

Settimo cielo pare dare una risposta ad una domanda sempre aperta: come sopravvivere a quelle distanze astronomiche misurate in milioni di anni luce? La capsula iperbarica trasparente, che protegge al suo interno un corpo nudo, sarebbe necessaria al superamento di viaggi spaziali, bloccando l’invecchiamento. La conquista dello spazio porterebbe con sé, inevitabilmente, un altro incredibile traguardo, la vittoria sul tempo.

 

Il tempo è un’illusione.
(Albert Einstein, fisico)

 

 E inoltre …

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 NASA – JPL

Il Jet Propulsion Laboratory, centro di ricerca e sviluppo finanziato dal governo federale gestito per la NASA da Caltech, ha commissionato Visions of the future, la campagna pubblicitaria per l’ipotetico e futuro programma di turismo spaziale, a Invisible Creature, studio di graphic design fondato dai fratelli Don e Ryan Clark. Non a caso il loro nonno, illustratore del centro di ricerca Ames, ha lavorato per l’Agenzia Federale Responsabile del Programma Spaziale, immaginando il futuro delle scoperte interplanetarie per tutta la sua carriera.

Vision of the future for NASA è un progetto di dodici poster, dove i vari promo delle tanto ipotetiche quanto esotiche mete turistiche non sono azzardati, ma anzi sono stati pensati mettendo in risalto alcune caratteristiche reali dei corpi celesti, come vere e proprie attrazioni.

 

Sto tornando a bordo… ed è il momento più triste della mia vita.
(Ed White, astronauta)

 

 

Space Appel è stata la mostra di punta nella dodicesima edizione di Paratissima.

Le immagini, le biografie degli autori e le spiegazioni delle opere sono tratte dal catalogo della mostra. Si ringrazia l’organizzazione di Paratissima per avercelo fornito.

 

 

5xwhat? + 5xwho? + 5xwhere? + 5xwhy? + 5xhow?

=

5xcreativity!

 

 

© Federica Redi

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