17 febbraio 2017

NOI … DELL’ARTE. CREATIVAMENTE PRESENTI

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Il primo incontro è stato nell’edizione autunnale di Abilmente Vicenza 2015, quando, visitando la mostra Vesti la tua sedia, mi sono imbattuta nei capolavori di Rosanna Colloricchio, Antonella Palomba, Antonella Pizzolongo e Flavia Turel.

Materiali, tecniche, abilità messi al servizio di un unico scopo: trasformare una banale sedia in una vera opera d’arte. Da esporre, da ammirare, da collezionare.

Virtuosismi creativi per dare nuova vita ad un oggetto comune, facilmente reperibile in ogni casa.

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Il secondo incontro, più recente, risale alla primavera dell’anno scorso, sempre ad Abilmente.

Stava presentando il suo nuovo progetto, ‘50 Special, una collezione di abiti vintage creati, utilizzando gli splendidi tessuti de Le Torri, da Antonietta Labarile, in arte Misspillo.

Un vero tuffo nel passato, atmosfere retro mai veramente dimenticate.

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Un associazione molto attiva Noi … dell’Arte, fortemente impegnata sul territorio, ma anche molto presente nel mondo virtuale.

L’obiettivo di valorizzare arte ed artigianato viene portato avanti attraverso tutta una serie di iniziative, che intendono certamente recuperare antiche tradizioni e dare risalto al patrimonio culturale esistente, ma non rinunciano a dare uno sguardo alla contemporaneità.

Passato e presente si fondono, quindi, per dar vita ad un futuro all’insegna dell’ispirazione, della manualità, dello stare insieme.

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Noi … dell’Arte organizza un’infinita varietà di corsi, che possono soddisfare le richieste anche dei più esigenti.

Tecniche e materiali si alternano in percorsi formativi di alto livello, per chi è alle prime armi, ma anche per chi vuole migliorare le proprie conoscenze.

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Se è vero che ognuno di noi custodisce in sé una certa dose di creatività, meraviglioso retaggio della nostra infanzia, e se è vero che spesso questo aspetto viene, per mille motivi, dimenticato, trascurato e sottovalutato, insegnare ai bambini a valorizzare il proprio talento, ad assecondare le proprie propensioni, a sviluppare la propria espressività diventa un dovere.

Ecco allora che Noi … dell’Arte dedica molto tempo anche ai laboratori per i più piccoli.

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Mostre, installazioni, eventi di vario tipo completano l’offerta di questa attivissima realtà.

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Antonella Pizzolongo, laureata all’Accademia di Belle Arti a Venezia, insegnante di design della moda, appassionata di tessitura è attualmente il Presidente dell’Associazione Noi … dell’Arte.

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A lei, con l’obiettivo di saperne di più, ho rivolto alcune domane.

 

Che cosa significa essere artigiano oggi?

In qualità di Presidente dell'Associazione Culturale Noi...dell'arte, nata proprio per valorizzare arte e artigianato, penso che per intraprendere un percorso lavorativo artigianale oggi giorno sia necessaria una buona dose di determinazione per affrontare gli ostacoli burocratici che l'artigiano incontrerà sul suo cammino e tanta creatività per potersi rinnovare costantemente.

In poche parole essere artigiano oggi significa "saper fare", ma anche essere intraprendente e sapersi proporre sul mercato in modo ragionato e continuo.

 

Si può vivere di arte e di artigianato in Italia? Quali sono le difficoltà che un giovane artista/artigiano trova nel suo percorso per affermarsi?

Penso che vivere di arte in Italia sia pressoché impossibile, solo pochi artisti con un buon "committente" riescono a farsi strada nel settore.

Di artigianato, invece, credo si possa vivere, ammesso che si sappia valorizzare le caratteristiche già citate.

Ci vuole anche un po' di fortuna, ma esistono realtà, come la nostra associazione, che aiutano inizialmente i giovani creativi nelle varie fasi progettuali di una propria idea, li guidano con il supporto dei vari soci nella realizzazione di un progetto. L'idea è che dalla condivisione sia possibile acquisire gli strumenti necessari alla futura autonomia. La speranza è che possano raggiungere maggiore consapevolezza delle loro capacità.

 

Ai nostri giorni si nota un interesse rinnovato per le attività artigianali. Moda o reale interesse?

Sì, confermo che c'è un interesse concreto, ma pochi sono ancora disposti a riconoscerne un valore economico adeguato, se non è supportato da grandi firme.

Faccio un esempio: i tessuti a telaio con cui vengono realizzati i capi moda di Chanel vengono interpretati da diversi laboratori artigianali di tessitura manuale, ma non hanno la firma, perciò vengono apprezzati di meno. Però una giacca Chanel ha un valore esorbitante, anche se il materiale ha la stessa preziosità.

 

La gente comune, non del settore, è sufficientemente informata sulla ricchezza del nostro patrimonio artigianale? In altre parole il lavoro artigianale è abbastanza valorizzato?

Secondo me la gente comune non sa (o forse non è più abituata?) distinguere un lavoro artigianale da uno fatto in serie: solo quando le persone si avvicinano per curiosità o interesse verso una pratica artigianale o creativa attraverso corsi e workshop, si rendono conto delle capacità che servono per realizzare oggetti e del valore del "fatto a mano".

 

Nelle fiere creative è lasciato abbastanza spazio agli artigiani e ai creativi oppure sono solo un contorno?

La presenza dei creativi alle fiere è necessaria per incuriosire, per stupire ed avvicinare le persone al fare, a copiare...

Per questi motivi viene lasciato abbastanza spazio.

Un bell'esempio concreto è proprio Abilmente a Vicenza.

 

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© Federica Redi

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