01 febbraio 2017

SIMONE FRABBONI. NULLA È PER SEMPRE

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Ce l’abbiamo fatta! Il video è caricato e ho anche scritto un articolo nel mio blog.

Così mi ha scritto la settimana scorsa Simone e le sue parole non potevano certo lasciar dubbi. La sua soddisfazione era palpabile.

Per questo video abbiamo lavorato un sacco. Non volevo che fosse solo una “roba” pubblicitaria, volevo che facesse pensare. Spero renda ciò che era nella mia testa! Il video è molto particolare, durerà circa un minuto. Lo porterò ad una fiera in Germania a metà febbraio.

Naturalmente l’ho visto e non so, non posso sapere, se rifletta esattamente ciò che girava nei pensieri di Simone, ma di certo, in un tempo brevissimo, riesce a trasmettere l’essenza del suo lavoro.

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La natura, che ci avvolge, ci ispira, ci dona la materia prima.

Il lavoro artigiano, che è il tramite, che trasforma l’intuizione in qualcosa di reale.

Il gioiello, che dalla natura nasce e alla natura ritorna.

 

Perché nulla è per sempre.

 

Ho conosciuto Simone Frabboni a Paratissima, dove ho avuto modo di vedere dal vivo quei gioielli straordinari, che tanto mi avevano colpito nel suo sito web.

Impossibile non ammirarli: da essi sprigiona tutta la forza di un materiale povero, il legno, che grazie all’abilità di questo giovane artista muta, fino a diventare opera d’arte.

Gioielli semplici e ricercati al tempo stesso, mai banali, a volte audaci.

In una parola, splendidi!

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Ed ecco ciò che mi ha raccontato Simone.

 

ll nostro obiettivo è quello di creare gioielli insieme antichi e contemporanei. Come gli alberi. Trovo questa immagine estremamente evocativa. La natura, dunque, come fonte di ispirazione?

Sì, sicuramente, lavorando il legno, la natura è il punto di partenza, perché da lì arriva il materiale che utilizzo.

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L’uso di essenze prevalentemente locali mi pare sottolinei un forte legame con il territorio. È così?

Sì. Anche se adesso sto cominciando ad utilizzare legni certificati tropicali, la maggior parte è legno delle mie zone, dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Quindi sei legato alla tua terra ….

Sì, sì, certamente.

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Il legno di cui fai abbondante uso è un materiale vivo. Sceglierlo significa creare gioielli con un’anima?

(ride) Vuoi rispondere tu, Robi? (si riferisce a Roberta, sua socia, che si occupa della comunicazione, N.d.A.)

Sì – risponde lei – l’anima è nell’insieme di progetto, design, parte materica.

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Accanto al legno usi anche materiali contemporanei come la resina, ti capita mai di mischiarli fra di loro? Oppure richiedono proprio delle lavorazioni diverse?

Quando ho cominciato mi piaceva l’abbinamento del naturale, la venatura del legno, con i colori sintetici, lucidi, forti. Mi piaceva proprio questo tipo di abbinamento. Uso prevalentemente resine. La lavorazione è sicuramente diversa, anche se in realtà alla fine, per quel che riguarda le finiture, il procedimento risulta simile.

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Qual è il tipo di gioiello che ami maggiormente creare e perché?

Ah, ah … quelli dove c’è più materia, gli oggetti un po’ più grandi, magari i bracciali.

Danno più soddisfazione? C’è più sostanza?

(ride) Sì, ecco, più sostanza e più possibilità di gioco, di espressione.

Sennò gli anelli creati con il legno delle tavole da surf riciclate …

Lì ne hai di materiale a disposizione, eh?

Sì tanto, infatti lì mi sbizzarrisco.

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Mi colpisce particolarmente – l’ho visto sul tuo sito – il pendente a forma di cuore. Non si può dire che tu non abbia osato. Voglia di stupire o semplice sperimentazione?

Sperimentazione! Il primo cuore, il cuore anatomico, è nato con il bastoncino, stile lecca lecca. Poi il bastoncino è stato eliminato ed è rimasto il cuore. Il primo di legno ovviamente, poi ne sono nati altri con altri materiali.

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Quali sono, secondo te, le caratteristiche che un gioiello deve avere per diventare arte?

Eh … deve avere qualcosa da esprimere, ci deve essere qualcosa dietro, una ricerca che può essere sia personale, sia una ricerca di design … ci deve essere un ….

… messaggio da dare?

Sì, qualcosa da esprimere, altrimenti rimane … piatto … si capisce, se dietro non c’è nulla.

E il messaggio che vuoi dare tu?

(ride)

Non era preparata, ma te la sei cercata …

Lì dipende dal tipo di oggetto. Ne ho fatti più provocatori, altri più eleganti. Io vengo anche dal mondo del restauro, sicuramente spesso emergono le linee dell’arte rinascimentale, barocca … la ricerca esclusiva della linea, non di un significato particolare.

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I tuoi gioielli hanno una forte personalità, non sono esattamente per chiunque …

No, no …

… che tipo di clienti hai?

Ah, ah …. questa è una domanda che mi hanno fatto, ma …

No, perché certe cose non è che le possono portare tutti …

Quando ho cominciato mi dicevano sempre - chi era già del mestiere mi diceva sempre – che prima di tutto bisogna sapere per chi è l’oggetto che stai creando. Ops

Era già difficile?

Eh … A che età miri? Qual è l’età media del cliente? … E lì non ho saputo rispondere (ride).

Sicuramente c’è un po’ di tutto, ci sono oggetti che – mi rendo conto – sono più da signora, con un’età più … altri sono più giovanili. Però non è detto, prendi ad esempio gli anelli fatti con la tavola da skate. Piacciono al sedicenne, ma anche alla signora che vuol essere …

Giovane?

Sì, ecco. Ovviamente questo non lo dico alle signore (ride), perché potrebbe essere controproducente.

C’è poi chi li colleziona - interviene Roberta - , perché comunque lui rientra nel settore del gioiello contemporaneo.

In realtà – continua Simone – quando creo, non ci penso … guardo dopo a questo aspetto.

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Che cosa è l’arte per te?

Eh … ricerca! Una ricerca continua. Ricerca interiore, ma anche ricerca in quello che vivi, in quello che vedi. Le passioni … mischiare le passioni…

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Il tuo io di domani si rivolge al tuo io di oggi. Che cosa gli racconta?

Questa è tosta. Non si può improvvisare, bisogna pensarci… non comunicano!

Come non comunicano? No, ma perché? Come ti vedi tra trent’anni?

(ride) dipende dai giorni … dai periodi … (ride)

No, ma cosa dice l’io di domani? (incalza Roberta)

Cosa vorresti dicesse, allora? Correggiamo il tiro.

Mah, io spero di andare avanti così, seguendo le mie passioni. Sarei più che soddisfatto!

Allora noi te lo auguriamo!

Grazie.

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Un ultimo pensiero … non posso resistere …

Per girare "Nothing is forever" sono stati distrutti quattro bracciali della collezione Faun, ma pensiamo che ne sia valsa la pena!

perdonami, Simone … Dio, che sacrilegio!

 

Ecco, l’ho detto!

 

Simone Frabboni Jewelry & Design

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© Federica Redi

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