24 febbraio 2017

THE SLOW DISAPPEARANCE OF MEANING AND TRUTH (N.I.C.E. 2016)

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Nel contesto odierno, dominato dalla rete informatica, le parole circolano accompagnate da curate elaborazioni grafiche, che si fanno opera a sé, diventando strumenti di consapevolezza, conoscenza, comunicazione o protesta.

Nel presente, dove tutti sono collegati, si crea la possibilità immediata di condivisione di esperienze patinate ma anche di barbarici atti di violenza e terrore.

Il linguaggio diventa dunque atto fondamentale, optando tra il farsi estetica o il divenire portavoce di messaggi di protesta e partecipazione.

Significato e significante coincidono e le parole diventano di carta, di suono, di luci e grafica iridescente.

La poesia visiva che ne risulta rappresenta la possibilità e la speranza di parlare al singolo per coinvolgere la sensibilità collettiva.

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Nel mondo moderno la comunicazione, già molto importante nei decenni passati, ha assunto un ruolo predominante nella nostra quotidianità. La virtualizzazione esasperata della società ha fatto sì, che tutti – anche chi in precedenza con essa non aveva nulla a che fare – non solo abbiano la possibilità di esprimere con facilità le proprie idee ed opinioni, ma avvertano un impulso irrefrenabile di farlo, quasi questa fosse diventata un’esigenza vitale.

Si comunica sempre, ad ogni ora del giorno e della notte, in mille modi diversi e grazie all’uso di sempre più sofisticate tecnologie, entrando in contatto con tantissime persone, alcune conosciute, altre perfettamente estranee, vicine oppure lontane migliaia di chilometri.

Condividere idee, pensieri, emozioni può essere considerata una delle più belle prerogative dell’individuo e la moderna tecnologia permette, anche a chi non è proprio un esperto, di comunicare non solo attraverso le parole, ma anche usando differenti modi espressivi.

Queste modalità alternative, che comunque si concretizzano anche fuori dalla vita virtuale, in certi casi, sono talmente efficaci da non essere più considerate un semplice mezzo, ma acquistano una loro propria identità, diventando esse stesse una realizzazione fatta e compiuta.

Ma, attenzione! Se da un lato la condivisione può dare magnifici risultati, dall’altro essa, se mal gestita, può diventare veicolo di negatività, dando a voce a chi comunica solo per polemizzare, per criticare, per attaccare il prossimo.

O a chi, peggio, ha ben poco da dire.


La mostra The slow disappearance of meaning and truth, curata da Francesca Pich e Eleonora Angela Maria Ignazzi, una delle nove mostre di Paratissima 2016 nell’ambito del progetto N.I.C.E., ha avuto proprio come tema la comunicazione moderna in tutte le sue forme.

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Francesca, parlami di questa mostra, come è nata l’idea?

Il progetto è nato da due persone, che inizialmente non si conoscevano minimamente, ma che avevano il medesimo interesse per la comunicazione. Sia io sia la mia collega abbia presentato agli insegnanti del progetto N.I.C.E. le nostre idee, che erano molto vicine. Loro ci hanno abbinate ed è partita questa nostra avventura.

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Ma perché proprio questo tema?

Parlo per me … adoro la street art, mi interessa per il modo alternativo di comunicare, mi piace vedere come gli artisti riescono ad esprimere il loro pensiero ed i loro sentimenti. Certo portare qui degli street artist, dato il contesto, non era proprio facile, per cui ci siamo concentrate su altri tipi di comunicazione … diciamo … alternativa.

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Come è stato lavorare con la tua collega?

Una bella sfida! Non è stato certamente facile, perché ambedue abbiamo le nostre idee, le nostre convinzioni ed è stato necessario adattare il proprio modo di lavorare ad un progetto comune.

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E l’esperienza di Paratissima?

Complessivamente direi positiva. Io sono qui per la seconda volta.

Ma sempre come curatrice?

No, l’anno scorso ho presentato un mio progetto, come artista.

Ma davvero? E che progetto era?

Ho portato una serie di foto di Torino, tutte in bianco e nero e scattate con il cellulare, usando Instagram. Non ho venduto nulla, ma non era certo quello l’obiettivo. Mi interessava fare l’esperienza e mettermi alla prova.

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Ti va di parlarmi degli artisti di questa mostra? In che modo affrontano il tema?

Sì, volentieri … allora … sono tanti, vediamo …

Alcuni bastano … solo per dare un’idea …

Deborah Rushton, artista inglese, ma residente a Torino, ha presentato delle opere in pressato, che vogliono rappresentare un tipo di comunicazione … sentimentale … lei prende spunto dai suoi sogni di bambina, partendo da diari segreti. Ritaglia molte striscioline e le incolla. È un modo di procedere tipico dei bambini e delle giovani donne.

Paolo Pallara di Ferrara, invece, ha utilizzato dei vecchi giornali parigini, carta invecchiata degli anni ‘50. La sua opera si chiama Squarcio e vuole puntare l’attenzione sulle lotte, che hanno segnato il passaggio dal passato al futuro.

Christian Costa fa una cosa molto simile con i suoi mondi ammaccati, che presentano delle citazioni da cantanti e poeti. Vuole fare una critica costruttiva nell’ottica di avere un futuro migliore.

Una delle artiste, che ha avuto maggior successo in questa nostra esposizione, è stata Adalgisa De Angelis ..

Sì, sì, l’ho conosciuta.

Quindi hai visto le sue barchette di carta?

Certo. Mi sono piaciute molto.

Poi … vediamo … Marta Cortese, di Torino, giovanissima … e molto simpatica …  la comunicazione per lei è insita nel tratto stesso …

Bisognerebbe parlare ore su ogni singolo artista … qui ne abbiamo portati quindici, tutti veramente interessanti.

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Artisti in mostra

Lucilla Campioni, Marta Cortese, Christian Costa, Adalgisa De Angelis, Giovanni De Gara, Gianfranco Ferlazzo, Saba Ferrari, Delio Gennai, Carlo Inglese, Matìas Montes De Oca, Paolo Pallara, Federica Pamio, Deborah Rushton, Farniyaz Zaker, Simone Zoccante


catalogo

 

N.I.C.E. – New Independent Curatorial Experience

Corso per curatori di mostre di arte contemporanea nell’ambito di Paratissima.

Il suo obiettivo è quello di offrire ai giovani aspiranti curatori gli strumenti per costruire una professionalità autonoma.

Non solo un’occasione formativa, ma anche e soprattutto un’esperienza pratica.

info

 

N.I.C.E. 2016

IN ABSENTIA

INFINITI LABIRINTI

MUTABILIA - L’eterno divenire

CUMULUS

PARADOX - Inaudite sincronie

THE SLOW DISAPPEARANCE OF MEANING AND TRUTH

UNDER CONTROL

LA RETE DI INDRA - Tutto il mondo è connesso

LEARNING TO FLY

 

Eleonora Angela Maria Ignazzi

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Francesca Pich

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© Federica Redi

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