27 marzo 2017

ART DESIGN FACTORY: OFFICINA DI IDEE IN MOVIMENTO

IMG_2034

 Tutto nacque da qui. Da un ferma capelli a forma di matita.

10334276_778878918853032_2767440173382174374_n

Chi, come me, ha avuto per molti anni i capelli lunghi, non può non avere memoria del gesto di raccoglierli sopra la nuca e di fermarli con la matita o con la penna.

Erano i primi anni del 2000, quando Giuseppe Colucci si mise a modellare delle bacchette di plexiglass, scarto di un lavoro per un esame universitario, creando così il suo primo lavoro di design: Eva.

Certo che da allora Giuseppe di strada ne ha fatta tanta.

La cura minuziosa dei particolari, il contrasto delle forme e dei materiali, ma soprattutto il contrasto tra sentimenti ed emozioni rendono le opere di Giuseppe uniche.

Io ho avuto il piacere di conoscerlo a Torino durante Paratissima e sono stata trasportata come in un tornado di parole, spiegazioni ed emozioni.

 

Parola chiave del tuo lavoro è “contaminazione”. Come definiresti i tuoi lavori? Prodotti industriali o di artigianato?

Io sono a metà tra l’industriale e l’artigianato, perché utilizzo macchine dal forte contenuto tecnologico, ma le utilizzo come se fossi un artigiano.

Qui a Paratissima ho portato una selezione di lavori, dove c’è molta manualità e poco utilizzo dei macchinari.

 

Quale tipo di materiale utilizzi per le tue opere?

Io utilizzo molto il materiale di riciclo. Non solo per le lampade, che sono realizzate riutilizzando barattoli di latta, ma anche per i gioielli, che sono realizzati di acciaio e legno di ulivo recuperato dalle tavole di parquet.

Inoltre, tutte le scatole dei miei gioielli sono realizzate con gli scarti del packaging industriale.

 

Cosa hai portato qui a Paratissima?

Ho portato le lampade realizzate con scatole di tutti i tipi. Ho portato anche le scatole porta sigari o porta penne, che sono realizzate con gli scarti del  packaging e scarti di pelle di una azienda, che realizza giacche.

IMG_2035art_design_factory

Per te riciclare vuol dire …

Vuol dire dare nuova vita, in modo elegante, agli scarti. Per me lo scarto è materia prima. Ogni cosa ha una seconda vita, se vista in un’ottica diversa.

 

L’idea di design di queste lampade come è nata? 

IMG_2037art_design_market

E’ sempre osservando, che nascono le idee.

Ogni volta che aprivo una scatola e la svuotavo del suo contenuto la mettevo su un pensile. L’idea era quella di utilizzarle, poi, in qualche modo.

Ho cominciato, poi, a sperimentare. Mi piacciono gli accostamenti tra materiali diversi. Ad esempio ho accostato alla lampada un tessuto damascato. Mi piace anche, per uno stesso progetto, utilizzare tecnologie diverse. Ogni lampada è formata da una scatola, dal tubo idraulico e dall’illuminazione al led. 

15171103_1275387542535498_952839749304763623_n

Mi piace sperimentare nuove tecnologie per realizzare oggetti di vario tipo.

 

Lavori anche su commissione?

Di solito lavoro a ruota libera. Mi piacciono però molto le collaborazioni. Ad esempio quella con Lodovica Paschetta, che ha rivestito alcune mie lampade con suoi quadri.

 

Come è nata questa collaborazione?

Ci siamo conosciuti tramite un’amicizia in comune. Lei fa cose molto colorate e molto gioiose.

Le ho proposto di dare una veste più simpatica e meno seriosa alle mie lampade. Lei ha realizzato qualche quadro apposta per le mie lampade.

lodoviocapaschetta

Nel nostro lavoro è fondamentale lavorare in sinergia. Se uno diffonde l’idea con gli altri, nasce sempre qualcosa di bello. I progetti più belli nascono dall’unione di idee e dalla collaborazione di più persone.

 

Le tue lampade emanano anche luce colorata. Cosa rappresenta per te il colore della luce?

A me piace molto l’atmosfera e mi piace molto esaltare l’eleganza attraverso la luce.

 

Art Design Factory è anche una linea di gioielli.

A me piace molto il settore della moda. Mi piace molto l’abbinamento freddo/caldo e acciaio/pietra.

Da qui la collezione Stone Frame: ogni pietra, ogni sasso, che trovo, lo incornicio e lo rendo unico.

stone in frame

Stesso discorso di unicità vale anche per gli anelli, per i quali utilizzo legno d’ulivo.

Questo è ad ali di gabbiano.  E’ molto avvolgente e il contrasto caldo del legno e freddo dell’acciaio lo rende unico.

10923816_795587520515505_6299178819389865121_o                                                                                      

Art Design Factory

Sito internet

Pagina Facebook

Twitter

Pinterest

Instagram

Google+

 

© Barbara Fanelli

Nessun commento:

Posta un commento

Ogni tuo commento è una coccola per il nostro cuore!