15 marzo 2017

I NUOVI MO(N)DI CREATIVI DI LUISA DE SANTI

01

Quando incontri un personaggio famoso, c’è sempre una sorta di timore reverenziale.

Anche se lo hai già incontrato, se ci hai già parlato, se ne hai già scritto, per te rimane sempre quello celebre, c’è poco da fare.

Eppure il web, che avvicina, coinvolge e unisce, ha la capacità di creare comunque un certo legame, che rende tutto molto più facile.

 

Luisa De Santi non è certo persona che intimorisce, sia chiaro, anzi è proprio l’esatto contrario e rivederla, dopo giusto un anno, ad Abilmente Vicenza, edizione autunno 2016, è stato come riabbracciare una vecchia amica.

Sedute ad un tavolino, in uno dei rari momenti di pace, lei un tantino raffreddata, io felice di averla riagguantata, dopo averla incrociata nel corso dell’anno in altri eventi, abbiamo chiacchierato un po’ delle sue novità.

A distanza di qualche mese a queste se ne sono aggiunte, naturalmente, altre. Ci sono state partecipazioni ad altre fiere della creatività, con il normale corollario di installazioni, mostre a tema e corsi. Iniziative online dal nome vagamente misterioso si sono alternate a giornate passate a correggere bozze. Ritorni ad antiche passioni sono stati conditi con influenze, in cui i filati rimanevano, nonostante tutto, la miglior terapia.

 

Insomma i suoi mo(n)di creativi si sono ampliati, arricchiti, alimentati.

Di nuove idee, di altri progetti, di differenti prospettive.

Un percorso senza mai fine, come succede ai grandi creativi.

 

Quello che vi regalo oggi ne è solo un frammento.

 

Un progetto espositivo tutto nuovo per questa edizione di Abilmente Vicenza. In cosa consiste?

Dunque … io ho presentato un po’ dei miei lavori più rappresentativi, quelle che chiamo le mie solite cose, anche se, magari, chi non mi conosce può avere interesse a vederle per la prima volta.

A queste cose - monili, moduli, ecc. -  ho affiancato i lavori delle signore, che hanno seguito i miei laboratori di primavera e che poi hanno continuato a seguirmi online. Sono signore, che vengono un po’ da tutta Italia. Abbiamo fatto questo gruppo di lavoro su una piattaforma, che ci ha consentito di lavorare insieme, confrontandoci. Io ho dato consigli, ognuna ha detto la sua sul lavoro delle altre. Tutte hanno fatto delle cose, che poi hanno portato qui in mostra.

Ci sono creazioni sui manichini e nelle bacheche e sono tutte rielaborazioni di quelli che sono i miei motivi, i miei pattern di base. C’è parte del mio lavoro, quello che ho insegnato loro. Ma questo è solo il primo step, perché poi io vorrei, che loro si affrancassero un po’ da tutto questo e trovassero un loro proprio modo di utilizzare i miei insegnamenti, magari inserendo anche altri materiali.

Questo è, in pratica, solo l’inizio di un progetto, che vorrei portare avanti proprio come gruppo. Uno dei miei ruoli è proprio insegnare e il lavoro di queste signore mi rappresenta alla grande. Avere qui i loro lavori è per me un grande orgoglio, significa che ho fatto bene il mio lavoro. Sono tutte brave, tutte volenterose e hanno imparato davvero tantissimo. Se penso al loro inizio e se guardo come sono ora, vedo un grande miglioramento. È stato un bel percorso, per alcune anche difficile, perché magari avevano l’intenzione di portarlo avanti, ma non avevano ancora le competenze.

02

Senti … e la tua fantastica scultura? Che cosa mi racconti in proposito? Devo andare a vederla meglio, era pieno di gente …

Sì … purtroppo non si vede troppo bene, perché l’hanno messa un pochino troppo in alto. Avremmo dovuto avere una pedana un po’ più bassa, certi elementi non si riescono a vedere, non si comprende appieno tutto il lavoro che c’è dietro.

03

Quali sono le tecniche che hai usato per realizzarla?

Fondamentalmente sempre il crochet. Punti base di crochet, quindi mai cose troppo elaborate.

La novità sta nel fatto che ho utilizzato anche altri materiali, non solo filati: plastica, gomma … c’è un bel lavoro di riciclo in realtà, perché sono andata a pescare in giro … ho messo all’interno anche delle corde di basso …

 

Com’è nata l’idea? Da dove ti è arrivata l’ispirazione?

Non so risponderti!

Nel senso … tu sai che io non faccio disegni prima … la mia partenza è … metto sul tavolo i gomitoli e poi mi metto a fare. Io lavoro così. Non ho premeditato niente. Poi, strada facendo, mi vengono le idee, ma sono idee collegate a quello che già sto realizzando, non sono idee astratte, che io voglio tradurre. Ho cominciato a creare delle robe ad appuntarle sul manichino ed è nata questa cosa qui.

Se tu guardi quella bacheca lì … quell’animalino e i gioielli … allora l’animalino è nato prima della scultura, i gioielli sono nati dopo e hanno ripreso gli stessi motivi dell’abito scultura. Faccio spesso così: un gioiello vicino ad un oggetto, da cui il gioiello stesso ha preso spunto.

04

Colori molto decisi: arancio e viola. Perché questa scelta?

Perché avevo tantissime rocche di arancione … ce n’è tantissimo … filo di cotone, da quando lavoravo per Millefili ... mi davano un sacco di materiale, filo sottilissimo da telaio industriale. Io ho messo cinque/sei capi insieme, così ho smaltito un po’ di scorte.

È comunque un colore, che mi piace molto e con il viola sta molto bene. 

05

Fiber wearable art perchè?

Perché questo abito scultura fa parte di un progetto, cui sto lavorando per poter partecipare – io mi proporrò e spero mi scelgano – ad un evento in Nuova Zelanda e Australia, che si chiama World of Wearable Art. È una meravigliosa iniziativa, che vuole raccogliere questi abiti scultura, che poi verranno indossati da ballerine o da modelle in un varietà con dei numeri musicali. Loro danno anche dei temi, che, volendo, possono fornire uno spunto.

Qui ad Abilmente non ho portato naturalmente l’abito completo, che prevede anche degli stivaletti, un bastone, delle ali.

Se mi dovessero prendere, avrò anche da fare delle modifiche rispetto all’abito indossato dal manichino, perché ci sono delle taglie da rispettare.

 

Tutti conoscono i tuoi gioielli. Che cosa li rende così speciali?

Il fatto che non nascono come gioielli.

Sono tutti piccoli pezzi delle mie sculture morbide, che poi io isolo dal contesto, per diventare decorazioni e basta. Io le ripropongo, le rifaccio, le rielaboro, magari le semplifico rispetto all’originale, le rendo copiabili, quindi le commercializzo. È la parte, in cui riesco anche a far diventare business quello che in realtà nasce solo come sperimentazione artistica.  

07

Nuovi mo(n)di: sogni attorno ad un filo sono i tuoi laboratori, in cui le partecipanti cercano di creare oggetti interessanti ed originali. Quanto è difficile creare sempre cose nuove?

Allora … non è difficile. Bisogna solo imbroccare il momento giusto. Almeno parlo per me.

Insegnarlo poi è la cosa più semplice, ma prima devo arrivarci io. E non sempre ci riesco, non sempre arriva il momento giusto. Non sempre avere i gomitoli sul tavolo, come ti dicevo prima, è sufficiente. Qualche volta stai lì, guardi e non esce nulla. Altre volte, allo stesso modo, esce qualcosa. Non so, perché sia così. È così e basta.

Magari posso fare un disegnino dopo, per farti capire cosa ho fatto. Ma non faccio mai il progetto prima. Se tu pensi all’abito di uno stilista, confronta l’abito disegnato e l’abito realizzato: non sono mai uguali. Quindi questo meccanismo non funziona solo per me.

08

Quando hai capito di voler essere un’artista?

Boh! Me lo dicono gli altri che sono un’artista.

Beh, tu sei un’artista …

Io, per me, sono una, che tenta di fare solo le cose che le piacciono. Non posso darmi un’etichetta.

 

Se non fossi una fiber artist che altro tipo di artista vorresti essere?

C’è una cosa, che mi dispiace non aver fatto: non mi sono mai dedicata allo sport. È una cosa che ho scoperto in età adulta, ma sono naturalmente fuori tempo massimo. Pur avendo uno zio, che per anni ha fatto il giudice di gara di atletica leggera e che ha tentato di coinvolgermi, io non sono riuscita a capire, che sarebbe stata una cosa, che poi mi sarebbe piaciuta.

09

Che cos’è la creatività per te?

È un modo di esprimerti senza parole.

 

E vi pare che ci sia altro da aggiungere?

 

Crochetdoll

web

pagina Facebook

Twitter

Google+

Youtube

Instagram

Pinterest

blog

 

Luisa De Santi

profilo Facebook

 

 

© Federica Redi

2 commenti:

  1. Luisa sei grande!!!Ho partecipato ai tuoi mistery...ne sono fiera,la distanza e'tanta ed e'pari alla voglia di continuare a seguirti...buon tutto lo meriti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti do ragione, Rossella, Luisa è veramente super.
      Grazie di essere passata.

      Federica

      Elimina

Ogni tuo commento è una coccola per il nostro cuore!