21 marzo 2017

SUL FILO DELL’ARTE SI FA IN QUATTRO

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Mancano solamente due giorni all’edizione primaverile di Abilmente Vicenza e le nostre amiche de Sul Filo dell’arte sono già partite con un furgone bello pieno di novità per questo 2017.

Prima, però, di immergerci nella nuova kermesse creativa e giusto per incuriosirvi un po’, se ancora non avete sentito parlare di queste fantastiche signore, di cui peraltro abbiamo già scritto in varie occasioni, vi racconto quello che ho visto nella passata edizione autunnale, dove le stesse non sono certo rimaste con le mani in mano.

Quattro sono stati gli eventi in programma:  A qualcuno piace caldo, laboratorio dedicato a principianti e non, per realizzare un proprio personalissimo copri tazza; La tasca punciata, workshop creativo di decorazione su una tasca crochet; Caterinette e caterinotta, quasi un gioco per grandi e piccini; Effervescenze, imponente e magnifica installazione.

Vista la mia scarsa propensione a fare figuracce nei laboratori, ho preferito dedicare la mia attenzione a tutto il resto, chiedendo a Corinna Farchi, presidentessa di questa fantasiosa associazione, di accompagnarmi alla scoperta delle loro geniali iniziative.

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Per quel che riguarda, invece, Effervescenze Corinna mi ha raccontato…

Nell’estate scorsa, a luglio, ci hanno invitato ad Ameno sul Lago d’Orta, ad un evento presso una villa, che ospitava tanti artisti. Aveva una grande vasca ottagonale neogotica nel giardino e per questo abbiamo optato per un ’installazione in acqua.

Siamo partite, facendo palle su palline, ovviamente di colore azzurro. L’utilizzo di questo colore era scontato.

La domanda chiave è stata galleggeranno o non galleggeranno?  Essendo un’installazione in acqua, l’effetto galleggiamento andava considerato. Per fortuna una delle nostre associate gestisce un tennis club, così abbiamo avuto palline da tennis in abbondanza. E queste galleggiano.

Puntando noi molto al riciclo, anche per motivi economici, abbiamo però usato anche palline di gomma, che avvicinandosi l’estate erano pure in offerta, di polistirolo, palline da golf.  Quindi palle e palline di ogni tipo. Dobbiamo spesso fare i conti con ciò, che abbiamo a disposizione.

Tutto sommato, però, l’idea che alcune galleggiassero ed altre andassero sul fondo ci piaceva. Era l’effetto perfetto, che volevamo dare alle nostre Le mille bolle blu.

Questa idea delle palle è piaciuta tanto, perché si impara a lavorare in tridimensionale, che era una sfida abbastanza importante per un sacco di persone. Abbiamo lavorato sia con i ferri sia con l’uncinetto. Ne abbiamo certe con errori, perché si imparava, certe, invece, sono straordinarie … abbiamo persone che lavorano benissimo.

Quella di Ameno è stata l’installazione più divertente in assoluto - a parte i bombing notturni, in cui ti metti in moto con il cappuccio nero e devi pure stare attento a non farti beccare - perché una volta avuta questa montagne di palle, il divertente è stato buttarle in acqua. Abbiamo assoldato le persone che c’erano … abbiamo fatto pure un video … flop, flop

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Le nostre bolle, poi, sono state oggetto di un’altra esposizione molto interessante … le abbiamo messe su un’amaca!

Abbiamo partecipato ad un evento, presso la Cascina Bellaria a Milano, dove si sviluppava come tema Il sogno. Abbiamo così pensato alle dream bubbles, che poi sono anche il fumetto di quando uno sogna. Per questo le abbiamo messe sull’amaca.

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Qui ad Abilmente l’opera è diventata Effervescenze.

Le abbiamo messe sia in terra, sia sulla pedana, sia appese, in modo che facciano l’effetto delle bolle spumeggianti.

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Nel periodo di Natale verranno portate in una galleria a Monza … si chiama Villa Contemporanea … ha delle assi di legno antico sopra, dove la gallerista non ha problemi a farci attaccare i fili che scendono … sarà bello, perché ci saranno tutte queste palle, che scendono sulla testa delle persone, ma spostandosi con l’aria, faranno tutto un giro di ombre sulle pareti.

Ma poi con le palline più piccole ci faremo delle collane, perché sono magnifiche.

E’ dunque un lavoro in continua evoluzione, condiviso. Continuano ad arrivare palle, pure qui …

 

Corinna è un fiume di parole e non posso fare a meno di approfittarne.

 

Quattro eventi in programma solo per questa nuova edizione di Abilmente. Mi spieghi come nascono le idee per questi eventi? Da dove arriva l’ispirazione?

Da dove arriva … (ride) … di solito è notturna l’ispirazione e poi ci piace fare sempre delle cose diverse.

Gli stimoli comunque arrivano anche da richieste precise.

E dalla collaborazione delle persone.

 

Che cos’è la creatività per Corinna e, in generale, per la vostra associazione?

Caspita, è difficile dirlo! A noi l’aspetto che piace di più è l’accogliere le idee e gli stimoli, che vengono da tutte quante le persone e poi trasformarli in qualcosa di coinvolgente e anche d’impatto. 

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Mi avevi detto tempo fa, che la vostra associazione è composta da circa una trentina di socie. Numero stabile o in crescita? È facile o no coinvolgere altre persone?

Il numero è abbastanza stabile, ma è molto difficile tenere in piedi un’associazione, perché le persone vengono, vanno, cambiano, ad un certo punto si stufano, perché vogliono fare anche altro. Per tenere sempre alto il grado di entusiasmo, devi sempre proporre delle cose nuove. Quindi le persone vengono volentieri, ma a condizione di imparare sempre qualcosa e, soprattutto, di variare. Ora, grazie al cielo, le idee a noi non mancano, le richieste nemmeno.

Poi abbiamo comunque il problema degli spazi dove riunirci …

È un grosso lavoro star dietro a tutto questo. Noi fra l’altro lavoriamo, perché con l’associazione sicuramente non ti mantieni…

 

Le vostre attività sono rivolte sia a grandi che piccini. Da chi avete il maggiore riscontro?

Diciamo che il migliore riscontro in termini di soddisfazione è veder lavorare i bambini. Questo sempre.

Poi, però, le persone anziane, che sono spesso capaci di fare certe cose incredibili, che si ritrovano di nuovo a rendersi utili, sono una soddisfazione tale e quale.

Diciamo che non ci sono figli e figliocci nell’associazione. Ci piacciono tutti! (ride)

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Parlando sempre di reazioni … sono molto curiosa … che dice la gente delle vostre incursioni notturne? Avete mai fatto una candid camera?

No, però in realtà abbiamo provato a fare l’installazione durante la notte ed essere poi presenti già di primo mattino … senza farsi vedere, per riuscire a capire. È questo, che poi ci spinge a continuare il bombing, perché la gente arriva con la sua faccia da funerale tipica del risveglio mattutino, vede queste cose e si illumina. Quindi è bellissimo!

L’ultima incursione che ho fatto, per l’Ottobre Rosa, a sostegno della Lega Italiana contro i Tumori femminili … abbiamo trovato un posto fantastico … davanti alla Regione c’erano quelle sfere perfette, che sono i dissuasori del traffico,  ma ce ne erano due vicine e non abbiamo potuto resistere e le abbiamo fatte diventare delle tette. La speranza è che non le rubino per il primo sexy shop. Abbiamo messo il fiocchetto con scritto Ottobre Rosa, forse ci arrivano …

E niente … la gente fotografa e questo significa che queste cose piacciono. Quando le rivedi sull’Instagram di qualche sconosciuto, capisci che queste cose hanno il loro impatto.

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I manufatti che voi create, poi, dove vanno a finire? Mi avevi detto che sono acquistabili. Come funziona? Avete un negozio online?

No, nessun negozio online.

Ci è capitato di partecipare a qualche mostra mercato, dove in realtà difficilmente riusciamo a vendere qualcosa. Ogni tanto, comunque, c’è qualche richiesta. E questo ci serve per finanziare l’associazione.

 

Urban Knitting è il vostro primo libro. Me ne parli? Che cosa contiene?

Urban Knitting è stato un parto favoloso. È una via di mezzo fra un catalogo d’arte – adesso mi vanto -  e un manuale. La Corrado Tedeschi Editori produce manuali, quindi andavano date delle spiegazioni, ma all’interno ci sono i nostri grandi progetti.

La cosa divertente è che, anche quando abbiamo esposto la camera di Van Gogh o la statua di Frida Kahlo, ci è stato sempre chiesto il pattern, la qual cosa ci lascia sempre veramente sconvolte. Noi i pattern non li abbiamo mai scritti, io in particolare non li so leggere e men che meno scrivere. Io vado ad occhio. Giulia, invece, che è più pratica e più seria, i pattern li scrive.

Visto che ci pareva assurdo scrivere dei pattern su lavori del genere, abbiamo fatto una cosa diversa. Faccio un esempio, gli Abbraccia Alberi, nel libro si spiega per bene a cosa servono, a cosa sono ispirati, ma poi il libro contiene un chiaro invito all’azione. Viene cioè spiegato come realizzare una sciarpa e dei guanti Fatti abbracciare. E ci sono le spiegazioni per questo. Tra il resto la magnifica modella è mia figlia (ride).

Quindi, partendo dalle nostre opere/installazioni, abbiamo fatto una proposta valida per tutti. Per fortuna avevamo foto favolose e il grafico di questa casa editrice ha saputo valorizzarle al massimo, usando un colore diverso per ogni progetto.

Quello che c’è dietro alle nostre installazioni viene raccontato magari attraverso aneddoti divertenti.

Il libro contiene anche le regole dell’urban knitting, la più importante delle quali, secondo me, è quella che recita acquisire un atteggiamento zen nei confronti di furti o vandalismi. C’è pure un capitolo che si intitola Boom!, nel quale ci sono alcune foto delle nostre incursioni notturne (ma anche la descrizione del kit del bombarolo, N.d.A.).

E niente … è la nostra creatura … gli vogliamo un sacco di bene!

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Parliamo di materiali. Da dove arriva il materiale per i vostri lavori? Sponsor, donazioni, acquisti?

Noi abbiamo la grandissima fortuna di aver trovato alcuni sponsor, che ci vogliono proprio bene. Avere i filati per portare avanti questi progetti è già un miracolo.

Poi ci sono persone, che svuotano le case dei genitori, per cui ci arrivano sia ferri che uncinetti, spesso anche gomitoli. Per le nostre cose non servono materiali nuovi, la cosa essenziale è che i colori siano belli. Io amo tutti i colori, ho usato anche il marrone per fare le cacche, in una bellissima installazione a supporto del Comune contro le deiezioni canine, però il marrone è bandito dall’urban knitting. Marrone, grigio, beige … difficile usarli. A noi servono i colori, i colori veri. Per cui noi prendiamo tutto, ma poi usiamo questi filati per altri lavori, magari personali. Fungiamo un po’ da connettore per il riciclo.

 

Fiere creative. A parte la fortunata eccezione di Abilmente, che dà molto spazio ai  creativi, non pensi che in generale la vendita dei materiali sia troppo preponderante?

I creativi da un certo punto di vista sono un costo, anche se portano poi lustro alla manifestazione.

Personalmente siamo molto contente, perché ogni anno ci allarghiamo un po’ di più. Quest’anno abbiamo avuto l’ingresso da fare, che è stata una sfida enorme, anche perché negli anni precedenti ci sono stati Luisa De Santi, che è quello che è, e i DAMSS, che sono un mito, quindi per noi avere quello spazio è stato veramente strabiliante. Poi avevamo molte altre cose diverse, abbiamo avuto il nostro spazio.

Anche a Bologna abbiamo avuto molto spazio. Invece siamo andate in visita a Bergamo, dove c’erano molte cose da comprare, ma zero spazio per i creativi.

Pensi sia quindi una questione di spazi più che di scelta?

Non so, forse nelle fiere piccole è diverso.

 

Perché, secondo te, si assiste da qualche anno a questa parte a questo incredibile boom di creatività?

Che bello! Mamma mia, io sono contentissima.

Secondo me è anche un po’ moda – e meno male – alla gente piace farsi anche un po’ le cose da sola.  Ed è bellissimo questo. Noi non abbiamo neppure il tempo di farci un cappellino o uno scaldacollo. Noi facciamo solo cose inutili … per scelta … (ride) … e ci divertiamo tanto. Infatti la dedica del libro dice Questo libro è dedicato alla bellezza, primo dei bisogni secondari dell’umanità.

A noi piace questo aspetto, fare delle cose belle, delle cose che piacciono, delle cose che coinvolgono, che emozionano.

Farle, stando insieme, poi, è un’emozione. Nei nostri incontri si passa dalle crisi isteriche di risate, perché ci stiamo divertendo troppo, ai racconti intimi, importanti. Diventano luoghi dove si fa una terapia di gruppo.

Si tira fuori dalle persone il meglio. Magari arrivano e dicono di non saper fare nulla e poi realizzano belle cose.

Quindi tutti abbiamo un po’ di creatività?

Ce l’abbiamo, ce l’abbiamo. E’ più difficile tirarla fuori agli uomini, anche se adesso per fortuna, ci sono gruppi come I Magliauomini, che la fanno uscire. Con i bambini maschi riesci fino ad una certa età, a condizione che i genitori siano abbastanza intelligenti.

Speriamo di coinvolgere ragazze più giovani. Il fatto di lavorare anche più in fretta, grazie a strumenti più grossi, e di realizzare qualcosa di utile e di carino magari attira un po’ di più.

 

L’incontro con Corinna e la sua associazione si è concluso così.

Vi voglio però regalare alcune anticipazioni su un grandioso progetto, che Sul filo dell’Arte presenterà ad Abilmente Vicenza nella prossima edizione primaverile.

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Ecco quello che la stessa Corinna mi ha raccontato.

Abbiamo in ballo un progetto enorme, la copertura delle figure tridimensionali del Guernica di Picasso, che stiamo realizzando in collaborazione con un liceo.

Ci stanno lavorando molte persone a seconda della loro abilità, anche se un conto è mettere insieme il pavimento o lo sfondo a maglia rasata, un conto è andare intorno ad un toro ad un cavallo o ad altri pezzi. È un tipo di lavoro, che possono fare in pochi. Io stessa mi tiro fuori.

Il lavoro preparatorio è stato molto grande. Un professore del liceo ha fatto sperimentare alla propria classe l’uso del polistirolo.

Il 2017 è l’anniversario del bombardamento di Guernica, quindi ci saranno grosse celebrazioni, speriamo di riuscire a portarlo in Spagna.

Il nostro grande sponsor, Metz Cucirini, ci ha fornito il cotone necessario per questo lavoro. Abbiamo chiesto il cotone, perché nei filati sintetici non era possibile trovare tutte le sfumature di grigio necessarie alla realizzazione dell’opera. Loro non hanno fatto una piega, ci supportano, è stata una grande fortuna.

 

Non so voi, ma io ho già prenotato il biglietto del treno.

E giovedì andrò a gustarmi quello, che dalle anticipazioni, pare essere un capolavoro.

 

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© Federica Redi

Si ringrazia Angela Ladiana per la collaborazione

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