27 aprile 2017

CUMULUS (N.I.C.E. 2016)

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Oggetti, esperienze e ossessioni si accumulano, ripercorrendo frammenti di memoria o per mostrarne una nuova visione, alla ricerca di una diversa percezione della realtà.

Strato per strato, pezzo per pezzo, si sovrappongono, si ammassano, si accorpano, i connotati dei singoli elementi si dissolvono per acquisirne di nuovi, sedimentandosi in una forma altra.

Il senso del tempo assume un significato fondamentale, ne arricchisce il valore, diventa pratica dell’opera stessa.

La ripetizione crea il ritmo della composizione, che si manifesta nel succedersi di forme, pieni e vuoti.

Un “cumulus” di elementi ordinari, insoliti o in disuso, così reinterpretati, pongono le basi di un processo sistemico portando a una riflessione al di là dell’oggetto.

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La mia propensione all’eliminazione del superfluo – mai abbastanza spiccata, se devo dirla tutta – non mi consente di accumulare oggetti inutili oltre un certo limite.

L’accumulo, soprattutto se immotivato, mi disturba proprio. Non ho l’anima dell’accumulatrice.

Tuttavia devo riconoscere, che il mettere insieme serie di oggetti in qualche modo legati fra loro, fra di loro necessari per creare un qualcosa di unitario, esercita su di me un certo fascino.

Non faccio collezioni, ma amo le collezioni.

Adoro i luoghi, dove oggetti simili vengono conservati o venduti, siano essi biblioteche, mercerie o magazzini.

Mi piace vedere file e file di oggetti allineati, schedati, inventariati.

È proprio per questo motivo, che, girovagando per Torino Esposizioni, durante la XII edizione di Paratissima, sono rimasta davvero colpita dalla mostra Cumulus.

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Molte ed estremamente interessanti le opere esposte, fra cui Credenziali di Paola Tassetti, vincitrice del Premio Paratissima 2016.

Un’opera incentrata sul riuso di oggetti di vario tipo, la cui funzione originaria viene completamente dimenticata e che vengono rielaborati per assumere una forma totalmente diversa.

Nature morte ed oggetti inanimati, che non sono altro che il riflesso di una società decadente e basata sul consumismo.

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Ho girovagato, fotografato, ammirato e poi, spinta da una certa curiosità, ho chiacchierato con le due giovani curatrici della mostra, Ylenia Rose Testore e Corradina Rosetti.

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Ylenia, ci vuoi parlare un po’ del vostro progetto?

Cumulus è una mostra, che riflette sul tema e sulla pratica dell’accumulazione. Quindi, attraverso le opere di quattrodici artisti, abbiamo cercato di raccontare, che cosa significhi accumulare.

Cumulus è anche una riflessione sul significato degli oggetti e sulle sicurezze, che gli oggetti ci danno, possedendoli.

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Corradina, il tema di questa mostra come è stato scelto?

Il progetto è nato all’interno di Paratissima, in particolare nell’ambito del corso N.I.C.E., il corso per curatori.

Al momento dell’iscrizione ognuno di noi ha presentato due temi da sviluppare, essenzialmente due tracce.

Poi sono state formate delle coppie ed è stato scelto il progetto definitivo.

Quindi vi hanno abbinate qui, giusto?

Sì, è stata la direzione artistica.

E questo progetto di chi era?

Suo, io avevo proposto temi molto diversi, uno relativo al corpo umano, l’altro alla città.

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Quindi, Ylenia, come avete lavorato?

Una volta stabilito il tema, abbiamo fatto tutto un lavoro di studio, di ricerca, di approfondimento.

E poi siamo andate alla ricerca degli artisti, che volevamo inserire nella mostra.

Quindi siete state voi a contattarli?

Esattamente, se l’artista trova un’affinità con il tema proposto, allora si inizia la collaborazione.

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Corradina, come è strutturato il corso N.I.C.E.?

Il corso è iniziato ad aprile (2016. N.d.A.), una settimana al mese per tre mesi.

Qui a Torino?

Sì, presso lo spazio No Space More, presso il quale Paratissima si è appoggiata.

Un corso sia teorico sia pratico sulla curatela.

Tantissimi sono stati i temi generali trattati, ad esempio il tipo di allestimento, le modalità di scrivere le schede del catalogo, ma a questi è stato affiancato il lavoro sul progetto vero e proprio.

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Voi, in questo caso specifico, avete avuto la possibilità di appoggiarvi agli spazi di Torino Esposizioni. Ma se qualcuno volesse organizzare una sua mostra, come si procede?  Il curatore deve cercare da solo gli spazi? Ylenia?

Normalmente il curatore freelance o ha un suo spazio a disposizione oppure si deve appoggiare a spazi non suoi. In questo secondo caso un bravo curatore deve crearsi una sua propria rete di collaborazioni e conoscenze.

09Corradina, qual è stata l’opera maggiormente apprezzata di questa mostra?

Direi Buongiorno, Belgrado … quell’opera là al centro con tutte le barchette, che non sono naturalmente semplici barchette.

È perché il pubblico viene invitato ad interagire scegliendo una barchetta?

Sì, certamente.

È il lavoro di un collettivo, che nel 2010 a Belgrado ha realizzato un’installazione, utilizzando le pagine di libri, sui quali vi erano gli aforismi, che il poeta serbo Dusko Radovic, ogni mattina, aveva regalato alla sua città, attraverso la radio.

È stato creato un workshop, nel quale sono state messe insieme circa quattromila barchette di carta.

L’opera è stata riproposta in varie altre occasioni ed ogni volta è diminuita di grandezza, perché la gente prendeva le barchette.

E quando l’opera sarà esaurita?

Chi avrà una barchetta, avrà un ruolo, sarà portatore di un piccolo messaggio.

Il fatto che l’opera sia legata all’acqua è importante. Così come un fiume, straripando, tende ad arrivare oltre, anche la cultura vuole arrivare ovunque.

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Mi incuriosisce molto quell’installazione lì al centro. Me ne vuoi parlare, Ylenia?

Sì, un lavoro molto interessante di STM Group. Una duplice riflessione: sul valore economico che si dà all’opera d’arte, ma anche all’arte stessa.

Domenica, ultimo giorno di Paratissima, ci sarà anche una performance. Il collettivo, in particolare Tamara, venderà le testoline in argilla policroma contenute nei vasi. E continuerà a compiere quest’azione, anche se nessuno le comprerà.

Un progetto ripetitivo, che si lega sì al tema dell’accumulo, ma al tempo stesso del consumismo.

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Grazie, ragazze, per la disponibilità!

 

Questa mostra, assieme a Infiniti Labirinti, ha ricevuto il Premio N.I.C.E. 2016.

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Artisti in mostra

Federica Cipriani - Marco Circhirillo - De Vecchi / Iera / Paulon - Davide Genna - Annamaria La Mastra - Francesca Lupo - Francesca Pedranghelu  - Riccardo Schiavon - STM Group-Marino / Troger - Renato Sabatino - Paola Tassetti - Brunella Tegas - Flavio Ullucci - Giuseppe Zanoni

 

catalogo

 

N.I.C.E. – New Independent Curatorial Experience

Corso per curatori di mostre di arte contemporanea nell’ambito di Paratissima.

Il suo obiettivo è quello di offrire ai giovani aspiranti curatori gli strumenti per costruire una professionalità autonoma.

Non solo un’occasione formativa, ma anche e soprattutto un’esperienza pratica.

info

 

N.I.C.E. 2016

IN ABSENTIA

INFINITI LABIRINTI

MUTABILIA - L’eterno divenire

CUMULUS

PARADOX - Inaudite sincronie

THE SLOW DISAPPEARANCE OF MEANING AND TRUTH

UNDER CONTROL

LA RETE DI INDRA - Tutto il mondo è connesso

LEARNING TO FLY

 

Corradina Rosetti

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Ylenia Rose Testore

profilo Facebook

 

© Federica Redi

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