06 aprile 2017

DENTRO GUERNICA

02

Ero curiosa, curiosissima.

Le sue anticipazioni non potevano certamente essere ignorate ed io ci sono andata.

Il Guernica 3D, opera magnifica, de Sul filo dell’arte è stato presentato nella recente edizione primaverile di Abilmente Vicenza.

Non delude, perché va oltre.

Oltre l’idea, oltre la bravura, oltre il significato.

È un tributo, un monito, un augurio, di cui tutti noi abbiamo un gran bisogno.

 

Ecco ciò, che Corinna Farchi mi ha raccontato.

 

Non è la prima volta, che la vostra associazione si cimenta in progetti grandiosi, che rendono omaggio ad artisti di fama mondiale. Qual è la molla, che vi spinge in questa direzione?

Beh, è l’amore per l’arte e per la storia dell’arte, per le cose meravigliose, che sono state fatte fino ad ora.

Frida Kahlo è stata una delle prime cose che abbiamo realizzato, perché proprio ci appassionava come figura di donna; La stanza di Arles, perché … vabbé … Van Gogh è un grande; abbiamo fatto Keith Haring, perché ci piace tantissimo; abbiamo fatto qualcosa di Andy Wahrol, anche su Dalì a dire il vero, anche se è durata poco …

Dalì mi manca …

Sì, l’abbiamo venduta … avevamo fatto una sedia con l’orologio che si scioglie …

Beh, meno male!

Sì, meno male.

Adesso abbiamo voluto cimentarci con qualcosa di ancora più complicato, rendendo tridimensionale un’opera di questo livello.

 

Guernica perché?

Anzitutto, perché ci piace tantissimo, la troviamo veramente un’opera straordinaria, ma soprattutto il 26 aprile di quest’anno ci sarà l’ottantesimo anniversario del bombardamento.

 

Guernica è considerata forse l’opera più impegnata civilmente di tutti i tempi e anche Picasso, che non fu mai tanto coinvolto in politica, si schierò in quell’occasione in maniera chiara. Al di là del credo politico, l’essere impegnati socialmente che importanza ha? Voi, come associazione, appoggiate cause ed iniziative di ogni tipo …

Sì, sì, sì. Appena possiamo lo facciamo. Lo facciamo nella maniera il più leggera possibile, però su cose importanti.

L’ultima cosa fatta è stata alla festa della donna, che non ci ha interessato assolutamente in quanto tale, ma come movimento di piazza in questa lotta anti Trump. Abbiamo fatto tutti quei pussy hats, quei cappellini da gattina, che hanno dilagato dappertutto negli Stati Uniti. Tutto lavoro manuale di donne! Noi li abbiamo messi anche alle statue, quindi sfidando le forze dell’ordine e le critiche della gente … come al solito …

Facciamoci riconoscere?

Esatto! Abbiamo voluto sostenere il CADOM, che è il Centro di Aiuto per le Donne Maltrattate, colorando la città di Monza e riempiendo tutte quante le parigine, i dissuasori del traffico, di cappellini. Ne abbiamo fatti un centinaio, tutti fucsia.

Bravissime!

 

Questo progetto è partito due anni fa in collaborazione con un liceo. Qual è stato l’aspetto più stimolante di questa collaborazione?

Siamo partite con una terza liceo, che ci ha aiutato assieme al loro professore, che è anche un nostro fan.

Hanno costruito tutte quante le strutture di polistirolo, che poi sono state sistemate e indurite con la resina e poi ricoperte.

Ad un certo punto, però, i ragazzi sono spariti, perché ci siamo resi conto che era veramente un lavoro pazzesco, su cui c’era tanto da rifare nella parte di scultura, nel processo di indurimento.

La parte più stimolante è stata riuscire a capire, di volta in volta, come riuscire a procedere, perché fai e disfa, aggiungi ricami … certe cose vanno riviste in prospettiva …

È stata veramente complicata come cosa, soprattutto il passare dalle due alle tre dimensioni, perché non volevamo sconvolgere le espressioni. Si poteva correre il rischio di farne una caricatura, cosa che non poteva assolutamente essere fatta.  L’opera doveva mantenere la sua drammaticità.

 

Gli studenti hanno lavorato su sagome di polistirolo. Mi avevi accennato che questo aveva creato anche delle difficoltà tecniche. Mi racconti quali?

Sì, esatto, ci sono state delle difficoltà. Il polistirolo, se vai dentro con l’uncinetto in maniera seria, si buca e poi si sgretola.

Abbiamo dovuto usare il poliuretano spray, per riuscire poi a coprire i buchi. Ma abbiamo dovuto imparare ad usarlo! Si gonfia e poi devi scartavetrare.

Ci siamo veramente trovate davanti molti ostacoli, ma a noi gli ostacoli piacciono!

 

E le vostre difficoltà quali sono state? A parte ovviamente il lavoro in 3D.

Abbiamo lavorato come associate, quindi ciascuna a seconda delle proprie capacità. C’è chi ha fatto le parti più semplici, magari le mattonelle sotto, la base insomma. Le persone più brave, invece, hanno potuto portare avanti il lavoro sulla tridimensionalità, lavorando in tondo su certe parti, in modo da non avere neppure cuciture e cambiando magari il punto, per poter utilizzare lo stesso filato, ma con una sfumatura diversa. Un lavoro veramente complicato.

Il fatto è che siamo partire in tante, ma quelle meno brave, una volta esauriti i lavori facili, non hanno potuto continuare. Alla fine, quindi, si sono trovate in due, quelle che avevano la capacità di poter veramente andare dentro, sopra, sotto … sono delle artiste!

 

Parliamo delle tecniche usate: ferri, crochet … che altro?

Ricamo, che viene fatto o con l’ago o con l’uncinetto e la catenella.

Ci sono poi anche delle parti, che sono state fatte con i carboncini e la lacca per fissarli. Ci sono quindi anche delle ombreggiature, aggiunte in un secondo tempo. 

 

Guernica, come tutti sanno, è un’opera praticamente in bianco e nero, perché Picasso si è ispirato ai reportage fotografici di guerra. Per voi che siete abituate a lavorare con tutti i colori del mondo, che effetto vi ha fatto lavorare solo sui toni del grigio?

Non abbiamo potuto proprio non aggiungere un po’ di colore. Abbiamo voluto alleggerirlo un pochettino, aggiungendo qualche tocco … le fiamme rosse, il giallo della lampada, il fiorellino … spesso non si nota neppure dentro al quadro, ma c’è! È la speranza, che nasce in questo disastro tremendo, che ha coinvolto soprattutto donne e bambini, un bombardamento civile orrendo.

È faticoso, comunque, lavorare con questi colori, con il bianco poi … è sporchevolissimo … è un disastro … devi proteggere mentre lavori, perché altrimenti ci lasci le ditate.

Il cotone poi è un materiale estivo, bianchi ne trovi, ma grigi non è poi così facile, la gente non si veste di grigio in estate. Meno male che Metz ne ha un certo numero. Ma per avere qualche sfumatura in più, siamo dovute andare su linee, che magari in Italia non ci sono.

Colore ne abbiamo messo, poi, nelle bombe, che sono una nostra personalizzazione, così come la colomba, completamente bianca.

 

Ottant’anni sono passati dal bombardamento di Guernica. Nel 2017, quindi, molte saranno le commemorazioni in Spagna. Vi vedremo lì?

Speriamo! Adesso ci stiamo lavorando.

Devo venire in Spagna?

Devi venire in Spagna!

 

Un lavoro come il vostro, che è un capolavoro, merita una collocazione importante? Dove vi piacerebbe vederlo esposto?

Io lo vorrei vedere esposto proprio a Guernica, più che a Madrid o in un altro posto importante.

E se rimanesse in Italia?

Vabbè io sono nata a Roma, anche se vivo al nord, quindi avrei una predilezione assoluta per portarlo lì … è la città più bella che c’è!

Discorso chiaramente di parte …

(ride) In una Biennale, in una Triennale … vediamo se riusciamo ad infilarlo nel Fuori Salone di Milano, che sarebbe già un bello spazio.

Ci auguriamo, che possa girare il più possibile, perché c’è dentro talmente tanto lavoro, vorrei che fosse ammirato.

 

Ho pensato e ripensato come raccontarvi questa meravigliosa opera di creatività collettiva.

Penso che, questa volta, le parole non servano.

Basta guardare, riflettendo in silenzio.

Oppure ci si può indignare, al suono di Guernica dei Bleeding (Senza Riflesso, 2005)

 

 

Parlano di civiltà

o di dittature e di miserie

01

bombe su di noi fra le macerie

nero s'alzerà il sole di domani.

02

Brucia un fuoco amaro e senza fine

(stessa rabbia)

03

non sarà mai più com'era prima

(mai! mai!)

04

tutte le speranze martoriate

scorre il sangue sulle strade

i corpi sulle barricate!

05

Nuda l'arroganza dei soldati

servi di un miraggio del potere

06

Spagna sotto le camice nere

piove morte cupa giù dal cielo.

07

Brucia un fuoco amaro e senza fine

(stessa rabbia)

08

non sarà mai più com'era prima

(mai! mai!)

09

tutte le speranze martoriate

scorre il sangue sulle strade

i corpi sulle barricate!

10

Urla in un inferno di rovine

(Guernica!)

11

guarda queste case massacrate

(Guernica!)

12

piangono le donne disperate

(Guernica!)

13

morde nella gola fumo acre

(Guernica!)
14

Brucia un fuoco amaro e senza fine

(stessa rabbia)

15

non sarà mai più com'era prima

(mai! mai!)

16

tutte le speranze martoriate

scorre il sangue sulle strade

i corpi sulle barricate!

 

 

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© Federica Redi

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