21 aprile 2017

INTRECCI

05

Tutta la natura si tocca e si intreccia.

Tutta la natura si abbraccia.

(Ernesto Cardenal)

 

 

Uno

 

01

cesto

 

Maria Raimonda Pinna

San Vero Milis, in provincia di Oristano, è uno dei più importanti centri per la cestineria tradizionale.

Questo piccolo paese sardo, infatti, sorge in una zona ricca di stagni, che forniscono la materia prima per questo tipo di lavorazione.

Giunco, paglia di grano, pagliola, ma anche – nelle strutture più rigide – lentisco, mirto, salice, olivastro, corbezzolo vengono intrecciati dalle artigiane del luogo, seguendo regole precise.

La tecnica sarda a spirale prevede un ordito a forma di spirale appunto, sul quale viene avvolta la pagliola o la paglia di grano, che viene cucita punto dopo punto, utilizzando un ago di ferro.

Nei cestini, che possono avere forme molto differenti, vengono realizzati disegni, intrecciando la pagliola colorata, di solito nei toni del rosso, del nero, del blu e del verde.

Nella parte centrale del cesto, come decorazione, viene creata una rosa o una stella.

Molto raffinati i cesti, nei quali una pezza circolare di broccato viene applicata sul fondo.

Fra le depositarie di questa antica arte c’è la signora Pinna, che nella sua casa-laboratorio produce manufatti in giunco, canna ed essenze della macchia mediterranea.

 

 

Due

 

02

 Abito Andrea Martha Maria

 

Ivano Vitali

Scultore e performer di Argenta (FE), inizia il suo percorso artistico negli anni ‘70.

Grande importanza viene data al recupero dei materiali più diversi (sacchetti di carta e di plastica, carta stagnola, riviste, saponette, cartucce usate …), mettendo in luce un forte interesse per la causa ecologista.

Con il tempo il recupero della carta stampata diviene una priorità.

Nel 2002 decide di imparare a lavorare a maglia e all’uncinetto e questo determina una svolta molto importante nella sua carriera.

Le pagine dei giornali vengono trasformate in gomitoli di varie dimensioni. Strisce create senza usare acqua, colla o forbici. Non vengono usati neppure colori.

Le opere diventano una sorta di archivio, visto che, osservando questi lavori da vicino, parole e lettere vengono facilmente riconosciute.

Parlando di se stesso, Vitali dice: Sono ecologista, scultore e performer.  Queste  tre identità insieme mi hanno portato ad usare la carta stampata per le mie creazioni. Amo sentire la carta nelle mani, sperando che gli altri possano essere ispirati dal mio lavoro a riciclare. Amo pensare che sia possibile salvare il nostro ecosistema e che le future generazioni beneficeranno del mio lavoro come artista. Amo vedere nelle mie opere finite la rigidità, che le fa assomigliare agli alberi dai quali provengono. Amo creare delle specie di archivi non solo con i miei “tape-stries” e “tape-centres” , ma con ogni nuovo lavoro che raccoglie storie, immagini, pubblicità del passato.

L’abito della fotografia è stato creato nel 2013. La mantella è stata realizzata, attorcigliando a mano la carta celeste dell'elenco telefonico Das Oertliche di Wiesbaden. Il velo e il gomitolo, invece, attorcigliando strisce dall'elenco telefonico di Wiesbaden.

 

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Tre

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Huaraches, sandali chiusi intrecciati

 

Monkey Art Factory

È il brand di Viki Aldini, artigiano della pelle.

Borse, zaini, calzature, grembiuli, cinture, portafogli completamente handmade, prodotti con le più antiche tecniche dell’arte della pelletteria.

Le huaraches sono dei sandali tipici messicani ed hanno origini molto antiche, addirittura precolombiane. Vengono realizzati, utilizzando vari materiali, ma soprattutto la pelle.

Qui il post su Viki Aldini.

 

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Quattro

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 bracciale con labradorite

 

MacrAmorArte

È il brand di Barbara Tzigåna e di Ruben Costa.

Nasce dall’amore per l’arte, intesa come legame di culture e di civiltà, che si concretizza attraverso i nodi del macramé, tecnica antichissima diffusa fin dal Medioevo in tutta l’area mediterranea.

I modelli creati traggono l’ispirazione da mondi molto diversi fra loro e da tradizioni del passato, che però vengono rivisitate in chiave moderna.

Vengono utilizzati ornamenti di origine naturale (legno, semi, terracotta, rame, ottone, pietre semipreziose).

Il bracciale qui sopra è interamente fatto a mano e presenta oltre alla bellissima labradorite delle piccole decorazioni in ottone. La labradorite, per chi crede nel potere delle pietre, è una pietra, che protegge dalle paure e dalle insicurezze, rafforza la fiducia in se stessi, dona forza.

Di MacrAmorArte abbiamo già parlato qui.

 

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Cinque

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sedia Kiti
 

Paola Lenti – Francesco Rota

Questa società, che prende il nome dall’omonima designer, è specializzata nella produzione di tappeti e sedute da interno e da esterno.

Fondata nel 1994, ha sede a Meda, al centro di uno dei più importanti distretti italiani del mobile di design.

Modernità e tradizione, forme semplici e materiali pregiati caratterizzano i prodotti di questa azienda.

Kiti è una sedia impilabile creata dal designer Francesco Rota.

Ha una struttura in acciaio verniciato nei colori avorio e grafite.

Il rivestimento, fisso, viene intrecciato a mano in corda, monocolore o bicolore.

È dotata di un materassino in poliuretano sfoderabile.

 

Paola Lenti: web, pagina Facebook

Francesco Rota: web

 
 

5xwhat? + 5xwho? + 5xwhere? + 5xwhy? + 5xhow?

=

5xcreativity!

 

© Federica Redi

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