23 aprile 2017

MANI CHE LAVORANO. L’ESSENZA DI ARTIGIANATO E PALAZZO

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Nel caso dell'artista come in quello dell'artigiano, si vede in modo chiarissimo che l'uomo meno di tutto riesce a possedere ciò che gli appartiene più strettamente.

Le sue opere lo lasciano, come gli uccelli il nido in cui furono covati.

(Johann Wolfgang von Goethe)

 

Chi lavora con le mani, sia esso creativo, artigiano o artista, possiede una dote, che va oltre, molto oltre, la capacità intrinseca del dar vita a qualcosa di concreto, visibile, tangibile.

Ha la possibilità di donare una parte di se stesso.

Ammirare o acquistare un oggetto fatto a mano, quindi, non è semplicemente trovarsi davanti ad un manufatto più o meno pregiato, è soprattutto stabilire una connessione con il suo creatore.

L’oggetto diventa un medium, il tramite per entrare in contatto con personalità, modi di essere, espressività di una o più persone, ma anche con conoscenze, abilità, tradizioni.

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Artigianato e Palazzo questo lo sa bene.

Ed è per questo motivo, che gli artigiani espositori, durante la manifestazione, non si limitano a presentare il risultato finito del proprio lavoro, ma vengono invitati a dimostrare dal vivo, come questo prende forma.

Tanti piccoli laboratori, distribuiti nel Giardino Corsini e nelle sue limonaie, costituiscono le tappe di un percorso espositivo unico nel suo genere.

Un itinerario per scoprire, per conoscere, per imparare.

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In un’intervista del 2015 la Principessa Giorgiana Corsini, organizzatrice della mostra insieme a Neri Torrigiani, racconta:

Ogni volta io imparo qualcosa di nuovo. Quest’anno ho imparato l’uso della lana cotta, vale a dire della lana normale, che poi lavorata con acqua calda e sapone si infeltrisce e fa un vero e proprio tessuto. L’anno scorso ho imparato l’uso della calce al posto del cemento nelle costruzioni. In effetti la calce è sempre stata usata per tremila anni prima che arrivasse il cemento ed era la cosa più solida e più dura. Ho imparato l’uso della pelle, che si può applicare su tutto, anche sulle bottiglie di vino, facendole diventare dei veri e propri oggetti d’arte oppure su una Vespa, come un nostro espositore, che è qua. Insomma io tutte le volte imparo qualcosa!

Io, poi, sono curiosa e faccio tante domande. Per questo, forse, imparo di più.

Gli artigiani, devo dire, spiegano, raccontano, non hanno segreti. Sono entusiasti di rendere partecipi gli altri del loro “savoir faire”.

Le mani che lavorano, quindi, diventano veicolo di cultura.

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L’Italia ha un patrimonio artigianale vastissimo, in ogni regione vi sono eccellenze, che meritano di essere fatte conoscere e di essere valorizzate.

Noi di Artigianato e Palazzo – dice Neri Torrigiani in un’altra intervista - cerchiamo in giro per l’Italia i migliori talenti e li invitiamo a Firenze, facendo una selezione a nostro giudizio molto rigida sui criteri di qualità, di bravura. Sia nell’affrontare la lavorazione, sia nel prodotto finale.

Artigianato e Palazzo più che una mostra di artigianato è una mostra di artigiani. Il contatto umano con i singoli partecipanti è fondamentale. Noi vogliamo che il pubblico interagisca con loro.

Ed è bello anche vedere come dei ragazzi, che si sono formati qui, adesso fanno gli artigiani con successo.

Non è scontato, è sempre una sfida, che si affronta esclusivamente con le proprie forze, con le poche istituzioni sensibili ad ascoltare questo bisogno e a promuoverlo.

Mani che lavorano, dunque, per avvicinare la gente, per sensibilizzare, per rendere partecipi a problematiche spesso ignorate.

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Continua Torrigiani:

È una mostra che ogni anno si rinnova.

Credo siano veramente tantissimi i mestieri, che abbiamo selezionato in questi anni e non ci sono mai delle duplicazioni. Nella mostra, anche se ci sono novanta espositori, magari ci sono tre o quattro argentieri, possono esserci tre o quattro falegnami, ma ciascuno farà una cosa diversa.

Troviamo che non abbia senso mettere in competizione degli artigiani, che fanno delle cose belle, ma magari vengono da una stessa tradizione, anche stilistica.

Ancora mani che lavorano, per mostrare la varietà, l’infinita gamma di possibilità di una creazione artigianale.

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Ciò che viene creato con amore, passione, pazienza non è fatto per rimanere.

E’ destinato a prendere il volo.

Noi di Vite a regola d’arte siamo pronti ad accogliere i doni, che le mani degli artigiani presenti ad Artigianato e Palazzo ci vorranno fare.

E le nostre storie, ci auguriamo, li aiuteranno a volare.

 

Qui potete trovare la lista degli espositori 2017 e qui gli artigiani selezionati per Blogs & Crafts.

 

A domenica prossima.

 

© Vite a regola d’arte

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