24 aprile 2017

SOGNI NELLE MANI - MERLETTI DA SOGNO

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Il tombolo è l’arte dell’intreccio di fili continui grazie all’uso di fuselli sui quali è arrotolato il filo.

Per secoli le sapienti mani di donne hanno intrecciato fili, creando dei capolavori di perfezione: i merletti a tombolo.

Un’arte antica, dicevo, che può essere fatta risalire all’epoca degli Etruschi.

A me il pizzo a tombolo ha sempre affascinato  molto. Sarà perché a me lavorare con i fili piace, sarà perché bisogna seguire delle geometrie, ma rimango incantata  e affascinata a vedere questo tipo di lavorazione.

Si lavora con il tombolo un po’ in tutta Italia.

A Isernia, capoluogo molisano, la signora Maria di Benedetto si è lasciata incantare dai fuselli e dalla maestria delle signore isernine.

L’introduzione del tombolo nella città di Isernia ha origini antichissime. Si fa risalire la sua diffusione al XIV secolo, ad opera di suore spagnole.

La regina Giovanna d'Aragona amava molto questo tipo di merletti, infatti durante il suo soggiorno nella città apprese la lavorazione da maestre locali.

La cosa che più contraddistingue il tombolo isernino rispetto agli altri è, oltre alla finissima fattura, un tipo di filo prodotto in zona, di colore avorio, che rende tutto il lavoro luminoso ed elegante.  

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Tombolo fustelle e merletti. Come nasce la passione?

Io ho iniziato che avevo 5 anni. Vivevo in un piccolo paese del Molise. A Isernia avevo una sorella sposata e tutte le volte che mia mamma andava a trovare mia sorella mi portava.

A Isernia, dalla piazza centrale, si irraggiano dei vicoletti e in questi vicoletti le signore si mettevano a lavorare a tombolo.

Quello che a me ha affascinato non è stato il merletto, ma il fruscio che facevano i fuselli e che a me sembrava musica.

Da lì è nata la passione per il tombolo. 

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Il ricamo e il merletto sono da collocare tra gli antichi mestieri. Quanto c’è di antico e quanto, invece, di moderno nei suoi lavori a tombolo?

Io l’ho un po’ modificato.  Si modifica prima di tutto nell’idea e poi dell’idea bisogna farne un progetto.  

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Questo anche per far avvicinare un po’ i giovani, che difficilmente si avvicinano a progetti tradizionali, mentre sono più attratti da progetti moderni.

 

Quanto si avvicinano i giovani al tombolo?

Il problema non è dei giovani, ma dei genitori, che non li lasciano avvicinare alle antiche arti. Loro pensano che sia una cosa vecchia e finita e invece non è vero. Le nostre mani sono il nostro futuro. 

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Io due mesi fa ho avuto un ordine di gioielli di 500 pezzi e ho dovuto rifiutare, perché non c’è mano d’opera. Noi abbiamo tante richieste, ma non c’è chi le realizza. Per questo il tombolo rappresenta un’ottima possibilità anche di lavoro.

In famiglia di solito si tramanda. Solo che non si lascia andare fuori dalla famiglia, si è gelosi delle tradizioni familiari. Così, se si hanno in famiglia giovani interessati, bene, altrimenti non si dà la possibilità a chi non è di famiglia di imparare. Io cerco, con la mia scuola di tombolo, di dare la possibilità a tutti.

 

Dove si svolge il suo lavoro?

Il mio laboratorio è a Largo Colli Albani. In giro per Roma sono ospitata nelle parrocchie di Monte Verde e di Monte Sacro, dove organizzo i miei corsi. Poi giro molto anche all’estero.

 

Che consiglio può dare a chi vuole approcciarsi al tombolo e che non sa nulla.

Passione e buona volontà.

La prima cosa è la passione: deve piacere. Poi c’è la buona volontà: con la buona volontà si può riuscire a fare tutto. 

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Io sono una, che se il lavoro non viene come dico io, lo disfo. Si può disfare il tombolo?

Sì certo. Si è più veloci a guastare che a fare!

 

Per quanto riguarda la sua esperienza di artigiano, bilancio positivo o negativo?

Bilancio positivo  specialmente con la tecnica del tombolo applicata al gioiello.

Il lavoro non è tanto, però, soprattutto utilizzando filato prezioso, il risultato è eccellente. 

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Quale è l’età di chi si dà al tombolo?

La più piccola ha 3 anni e mezzo e la più grande 93. Tutte le fasce l’età, sia uomini che donne. Bisogna avere le idee.

 

Ho promesso alla signora Maria, che la andrò a trovare nel suo laboratorio per provare anche io a intrecciare fili e a realizzare piccoli sogni con le mie mani.

 

Sogni nelle Mani

sede dei corsi

Roma

Via Marino Laziale, 23

Via Nomentana, 514

Via Valesia, 12

 

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© Barbara Fanelli

2 commenti:

  1. Risposte
    1. Sì, sono d'accordo!
      È una delle arti, che sarebbe bello imparare!

      Federica

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