05 maggio 2017

CIBO

05

Tutta la storia umana attesta che la felicità dell’uomo, peccatore affamato, da quando Eva mangiò il pomo, dipende molto dal pranzo.
(George Gordon Byron)

 

Uno

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Amazzonia

 

Barbara Oggero

Scrittrice di viaggi e fotografa, opera a Torino.

Si occupa soprattutto di comunicazione, raccontando aziende, luoghi, persone, ma con un occhio attento alle storie, che stanno dietro.

Il suo progetto Mini Car & the Big Food nasce per caso, quando, rientrando a casa con la spesa, trova per strada un modellino di 500.

Era minuscolo, azzurro e ruvido al punto da farmi pensare, che fosse una zolletta di zucchero. Inutile negare la simpatia, che quel piccolo oggetto ha suscitato in me fin da subito, perché mi ha ricordato la mia prima auto (che era un vecchio cinquino giallo paglierino) e quella attuale, restyling della gloriosa utilitaria.

Le borse della spesa piene di frutta e verdura diventano lo scenario ideale per la piccola citycar.

Il semplice gioco, così carico di possibilità creative, diventa un progetto vero e proprio e nei mesi seguenti Barbara crea composizioni sempre nuove e suggestive.

Il progetto è attualmente ancora in corso.

 

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Due

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poltrona Bon Bon

 

Daniele Menichini

Architetto e designer, nato in Svizzera nel 1968.

Laureato nel 1995 presso la Facoltà di Architettura di Firenze, fonda nel 1996 lo Studio di Architettura Daniele Menichini, che si occupa di progettazione, allestimenti, design, comunicazione.

Particolarmente attento ad una progettazione sostenibile, ha dato vita ai progetti Green room e Green_zero, che propongono soluzioni e prodotti, che hanno un basso impatto sull’ambiente e che favoriscono il risparmio energetico.

La poltrona Bon Bon fa parte di una collezione di sedute, poltrone e divani, che si ispira al mondo del cioccolato.

Capostipite del concept è stata realizzata, partendo da un semplicissimo disegno, basato sulla distorsione di un cubo nelle sue tre dimensioni, ottenendo una forma, che richiama un famoso cioccolatino degli anni ‘80.

 

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Tre

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Lemonade

 

Yayoi Kusama

Eccentrica artista giapponese di fama mondiale, vive dal 1977, per sua scelta, presso un ospedale psichiatrico.

Il suo primo disegno con i pois risale al 1939, all’età di dieci anni. Quei primi puntini, che lei ha definito allucinazioni, sono diventati con il tempo il marchio della sua produzione artistica.

Un pois ha la forma del sole, che è un simbolo di energia per tutto il mondo e per la nostra esistenza, e anche la forma della luna, che è calma. Rotondi, morbidi, colorati, senza senso e inconsapevoli. I pois diventano movimento ... i pois sono un mezzo verso l'infinito.

Ormai ultraottantenne è fra i precursori della Pop Art, del minimalismo e dell’arte femminista.

Nel 1993 collabora con Peter Gabriel per la realizzazione del video Lovetown. Nel 2012 la Maison Louis Vuitton la chiama per realizzare un’intera linea di accessori ispirata ai suoi puntini.

Una vita intera dedicata ad esprimere il suo mondo, il candido nulla di una rete tenuta insieme da un corpo celeste di gocce.

Lemonade è un’opera del 2000.

 

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Quattro

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miniatura

 

Shay Aaron

È un artista israeliano, che realizza microscopiche ed estremamente dettagliate riproduzioni di cibo in scala 1:12.

Utilizza paste polimeriche quali il cernit o il fimo.

Questi piccoli oggetti, estremamente dettagliati, diventano anche simpatici bijoux.

Una goduria per gli occhi e (quasi) per il palato la sua gallery su Instagram.

 

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Cinque

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collana di peperoni

 

Agnese Z’graggen

Food designer, che vive e lavora a Locarno.

La sua Officina del Gusto è un laboratorio creativo, che offre servizi di vario tipo, che hanno come comune denominatore il cibo: dal più semplice catering a vere e proprie food performances. È pure possibile avere una cuoca in valigia per serate private.

Gioielli in una notte è un’iniziativa (2002-2007), già presente a Torino nell’ambito del Food Design e presso il Salone del Gusto, che ha come obiettivo la creazione di oggetti pensati come gioielli e realizzati a partire dai prodotti della natura.

Sono opere effimere, che vanno guardate, indossate e consumate. L’interazione con il pubblico diventa fondamentale.

Attraverso i gioielli di verdura io desidero mostrare quanto sia straordinariamente bella la natura, il mio legame con essa, provando un senso di gratitudine.

 

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5xwhat? + 5xwho? + 5xwhere? + 5xwhy? + 5xhow?

=

5xcreativity!

 

© Federica Redi

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