03 agosto 2017

CHIARAMENTE UNICO. BORSE DALL’ANIMO VINTAGE

01

Una stanza.

Piccola, semplice, un po’ disadorna.

La porta un tantino scolorita, che certamente aveva visto tempi migliori.

Le pareti non perfettamente imbiancate, a tratti piuttosto scrostate.

I pavimenti in graniglia, relitti di una moda ormai quasi del tutto scomparsa.

Una location decisamente vintage, nascosta fra i vicoli e le stradine di Bienno.


Gli artigiani presenti alla Mostra Mercato, si sa, vengono ospitati non solo nelle vere e proprie botteghe, ma anche nei cortili e nelle corti, nella cantine, nelle viuzze, nelle piazze.

Scovarli non è sempre semplice in quel dedalo, che è il borgo, ma quando si trovano, non si scoprono solo le loro abilità, si viene a contatto anche con luoghi ed ambienti nuovi, a volte un po’ misteriosi, ma certamente sempre ricchi di fascino.

Ecco! La stanza, in cui ho incontrato Chiara Osello, titolare del brand Chiaramente Unico, era proprio un ambiente d’altri tempi.

Non ho potuto fare a meno di chiedermi, entrando, di chi fosse quel locale e a cosa servisse. Naturalmente non ho potuto neppure fare a meno di immaginare, vizio personale questo, come sarebbe diventato mettendoci sopra le mani, perché, insomma, quell’aria vintage, dopo tutto, aveva un suo perché.


Chiara, lì dentro, pareva decisamente a suo agio, immersa com’era nel suo lavoro.

Non pareva curarsi particolarmente dell’ambiente spoglio e forse poco accogliente. Sicuramente era troppo felice di trovarcisi.

Bienno, un dato di fatto, non più un’idea nella mia testa, si legge sul suo sito, pareva una meta fuori portata, ed invece è solo l’inizio.

Un momento speciale vissuto assieme alla sua famiglia, al suo laboratorio, smontato e rimontato per l’occasione, e alle sue borse!


Ah, sì, le borse. C’erano anche quelle.

Eleganti, raffinate, pure loro con un’aria vagamente retro.

Saranno stati i modelli, sarà stato il materiale – quella paglia di Vienna usata per le classicissime sedie – sarà stato l’animo vintage della stessa Chiara, che ad esse dava vita, ma lì dentro quelle borse ci stavano proprio benissimo!

02

Nasce tua figlia e cominci a lavorare con le mani. Semplice casualità oppure, in fondo, dentro ognuno di noi c’è un po’ di creatività?

Beh, io credo, che dentro ognuno di noi ci sia un po’ di creatività. Chi ne ha di più e chi ne ha di meno. Chi la vuole alimentare e chi, invece, non ha tempo e si mette a fare qualcosa d’altro. Credo, comunque, che ci sia qualcosa in ognuno di noi, ognuno nel suo campo.  C’è chi è abile in cucina, chi è abile con le mani, chi ha una dote per la psicologia – anche quella è creatività – e riesce a capire le persone. Io ho covato questo desiderio di fare qualcosa per molti anni, finché ho trovato un po’ di tempo per dedicarmi … no, ho voluto trovarlo.

Eri immersa in pannolini e cose varie?

Eh, per quanto si voglia bene a questi figli, alle volte diventa veramente una questione di sopravvivenza e quindi avevo questo desiderio di fare un qualcosa, che portasse la testa altrove. Il fatto di muovere le mani, porta anche un po’ ad estraniarsi, no? Mi sarebbe tanto piaciuto fare un corso di taglio e cucito, che era il mio desiderio da tanto tempo, ma non ho potuto farlo – avevo anche la macchina a casa – ma la bimba era talmente piccola, mi pareva pericoloso per lei …

Io, infatti, ho smesso di cucire, quando è nato mio figlio … aghi, forbici …

Ecco!

Siccome poi era la prima figlia, nella mia testa ho pensato, che era il momento giusto per cominciare. Poi, quando mi sono resa conto di cosa volesse dire avere un figlio piccolo in giro per casa, ho capito, che non era proprio il momento giusto! (ride)

Quindi ho dovuto aggrapparmi a qualcosa di diverso. Maglia e uncinetto non mi hanno mai preso, mia mamma lavorava anche, ma io proprio no. Così ho trovato dei corsi e l’avventura è cominciata.

02

Rimani folgorata da alcune borse hippie fatte con la paglia di Vienna. Perché ti hanno colpito? Che cosa avevano di speciale?

Ma … allora, non lo so … io, dentro di me, ho un po’ questo vintage, cioè, adesso mi vedi vestita così, molto normale, ma quando ero ragazzina, sono nata nel 1971 …

L’anno scorso ho visto delle amiche, che mi hanno ricordato questa cosa – per questo te lo racconto – mi hanno detto Guarda, Chiara, che questa cosa, che fai non esce dal nulla! Mi hanno detto, che loro si ricordavano di me a scuola con questo abbigliamento particolare, che a me non sembrava neppure eccessivamente particolare, ma io andavo a scuola al liceo con i vestiti di mia nonna.

Maddai …

Sì, avevo questi completi … tipo la gonna in camoscio o il gilet in camoscio, che era quasi fuori luogo, perché era quello il periodo dei paninari, quindi proprio non c’entrava nulla. Insomma ho sempre avuto dentro di me questa cosa. Avevo il fisico di mia nonna, mia nonna aveva una sorella, che faceva la sarta e le faceva queste cose, ovviamente legate a quel tempo, di cui io ero innamorata, per cui le indossavo.

Si vede, quindi, che vedendo queste borse il mio gusto vintage si è fatto vivo.

03

Se pensiamo alla paglia di Vienna la prima cosa, che salta in mente, sono le note sedie. Vuoi spiegarci, perché questo materiale è adatto pure per le borse? Quali sono le sue caratteristiche?

Beh, la paglia di Vienna è bamboo intrecciato. È il cuore del bamboo, che viene sfilato ed intrecciato, come fosse una tessitura. Si può fare sia manualmente sia con la macchina. Quello che io compro, ovviamente, è fatto a macchina, perché quello artigianale ha dei prezzi improponibili. Le famose sedie sono fatte artigianalmente.

Il materiale l’ho scoperto per caso, vedendo appunto quelle foto. Ho constatato, che era paglia di Vienna e ho voluto, quindi, comprarla. Ho fatto un esperimento, volevo vedere come funzionava. Ho cominciato ad assemblare cose, che trovavo sul mercato.

Mi sono resa conto, che questo materiale è sì resistente, ma anche molto elastico. Lo puoi piegare, come credi. Per romperlo si deve proprio tagliare. Con il tempo, poi, acquisisce morbidezza. In più si integra perfettamente con la pelle, anzi, volendo, è ancora più resistente della pelle, perché la pelle vicino ad una cosa tagliente si rovina, la paglia di Vienna deve proprio essere recisa. Diciamo che è anti rapina (ride).

04

Quali altri materiali usi per le tue creazioni? Manici, fondi, chiusure, decorazioni … sono fatte di? E dove vanno le tue preferenze?

Beh, allora, inizialmente assemblavo cose, che già trovavo sul mercato, perciò ho cominciato ad acquistare manici in ecopelle oppure in corda e i fianchetti – quelli che servono per fare le borse in fettuccia – che adesso sono anche di gran moda.

Io, poi, li ritagliavo e li facevo della misura, che mi interessava, cercavo quindi di creare delle cose diverse.

Dopo un certo tempo, quando avevo ormai capito, che tipo di modelli volevo creare, mi è capitato di incontrare un amico di mio marito, che lavora la pelle. È stato lui a spiegarmi le tecniche della lavorazione della pelle, per cui ho cominciato a fare veramente quello, che volevo.

Perciò adesso si può dire, che il materiale, che io uso in prevalenza e che preferisco assolutamente, è la pelle. Per qualche articolo, invece, parlo in particolare per le borse mare, uso anche la plastica e la corda, perché il vantaggio di questi materiali è che rendono la borsa lavabile. La borsa risulta facilissima da utilizzare e molto pratica.

05

Come funziona il tuo processo creativo? Hai l’idea e …? Progetti su carta oppure passi subito all’azione?

No, progetto sulla carta. Mi piacerebbe passare subito all’azione, ma non ne ho il tempo (ride). Da quando mi viene l’idea a quando posso realizzarla passa sempre parecchio tempo.

Quando la bambina sarà più grande …

Il prossimo inverno vorrei ritagliarmi maggiori spazi, perché ho avuto delle richieste superiori alle mie aspettative, quindi dovrò trovare del tempo da dedicare alla sperimentazione.

06

Le idee per le tue borse sono completamente originali, ti vengono suggerite dalle clienti oppure ti ispiri a modelli noti, presenti e passati?

Beh, anche a modelli noti. I bauletti ad esempio …

Sono dei classici!

Ma sì! Anche le borse rotonde.

Tutto sommato mi sono resa conto, che c’è qualcuno che fa borse così … non proprio così, ma simili. C’è ad esempio una casa produttrice di fettucce, che propone un kit per assemblare le borse, insegnano anche la tecnica. Io ho visto, come fanno, non è che non mi sia ispirata, però i miei modelli poi sono completamente diversi. Sono tutti miei. E poi loro non utilizzano la pelle, non la lavorano. Propongono un kit in ecopelle, parti stampate, due o tre modelli, ma basta. 

07

C’è una qualche creazione alla quale sei particolarmente affezionata?

Oddio … non lo so … mi piacciono molto le borse sul celeste.

08

Pensi che in un momento, in cui i prodotti di bassa qualità stanno invadendo il mercato, l’handmade sia sufficientemente apprezzato e valorizzato?

Io penso, che sia sicuramente apprezzato. Poi, certo, c’è un momento di mercato debole adesso, purtroppo, e questo lo sappiamo bene. Qui si tratta solo di portare pazienza, di credere in quello, che si fa. Tutto sommato io sono contenta, perché vedo che riesco a vendere. Non faccio grossissimi numeri, ma …

Beh, ma non è neppure molto, che hai cominciato, no?

È un anno, che ho cominciato e quindi sono più che contenta.

09

Cosa significa, secondo te, essere artigiani oggi?

Questa è una domanda difficile, perché …

Allora, io vedo attorno a me persone, che sono molto più artigiani di me. Hanno proprio la tecnica nelle mani, nel senso che hanno molte capacità, sanno fare molte cose. Però non penso, che oggi sia sufficiente questo. Conoscere le tecniche certamente è indispensabile, ma bisogna anche avere la capacità di guardare avanti.

E poi bisogna conoscere bene il mercato. Non si può – passami il termine – fare l’artigiano da garage, perché l’artigiano da garage non sopravvive.  È un illusione pensare di stare a casa propria e farsi le proprie cosine senza andare ai mercatini. C’è chi lo fa, ma si accontenta. Bisogna accontentarsi tanto secondo me. Invece penso, che bisogna avere anche un certo spirito imprenditoriale. Allora sì, che ce la si può fare.

10

Dammi un buon motivo per acquistare una tua borsa.

Sono uniche. (ride)

Idee chiar-issime!

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© Federica Redi

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