04 ottobre 2017

BRUNELLA TEGAS. IL POTERE DELLA MEMORIA

01

Che cosa saremmo noi senza il ricordo?

Di ciò che siamo stati, di ciò che abbiamo vissuto, delle esperienze che abbiamo fatto.

Ma anche delle persone incontrate, dei luoghi visitati, dei libri letti, della musica ascoltata.

Noi siamo il prodotto di molti fattori, che, combinandosi insieme nei modi più svariati, portano a risultati sempre diversi.

E questo determina, inevitabilmente, l’unicità del nostro essere.


La storia, che tutti noi ci portiamo dentro, è come un libro, che va a comporre l’infinita biblioteca dell’umanità.

Ci sono capolavori indiscussi, che tutti conoscono e che hanno letto almeno una volta nella vita; ci sono libri meno noti, che rimangono appannaggio di pochi; ci sono, infine, volumetti sconosciuti, che attirano l’attenzione solo di rari estimatori.

L’intenditore non si ferma all’apparenza, al sentito dire, all’opinione comune, porta avanti la sua ricerca, seguendo un filo logico, che in molti casi è soltanto suo. Va a ricercare ciò, che è in linea con i suoi interessi e che stimola le corde della sua sensibilità.

A volte la sua passione può risultare incomprensibile, spesso bizzarra, ma sicuramente non manca di coerenza.


Proprio come un vero collezionista opera Brunella Tegas, artista pugliese di stanza a Bologna, che dal 2004 porta avanti uno straordinario quanto particolare progetto. I Quadritos.

Nato in Messico, dove la morte non assume la connotazione negativa tipica della nostra cultura, dà forma ad un’opera in divenire, che è un vero e proprio inno alla vita.

I piccoli, colorati, altari pagani, che paradossalmente in certi casi possono persino essere definiti deliziosi, sono un omaggio a personaggi noti e meno noti, in certi casi praticamente sconosciuti, che hanno lasciato, secondo la personale visione dell’artista, un’impronta importante nella memoria collettiva.

E per questo devono essere ricordati.


Ho incontrato Brunella a Paratissima, nel novembre scorso, ecco la nostra conversazione.

02

Attrice di strada, cantora della tradizione popolare, giocattolaia, girovaga. Tutto questo fa presupporre un forte legame con la gente. È così?

Il mio progetto si basa sulla gente!

Si basa sul racconto, che io faccio, e sulla risposta, che nasce dalle persone, che mi viene data. Perché molti dei personaggi, che io ho dentro il mio progetto, mi sono stati suggeriti.

Quindi l’interazione è assolutamente necessaria.

03

Il progetto, che hai portato a Paratissima, in qualche modo è legato a questo tuo percorso?

Assolutamente sì!

04

Racconti alle persone storie di altre persone. Vuoi essere una specie di ponte? Un collegamento?

Io sono più una valigia, un contenitore. Nel senso … io racconto, ma anche la gente racconta … a tal punto, che talvolta si arriva a fare un lavoro sul privato delle persone.

05

Con quali criteri scegli i personaggi, di cui vuoi raccontare la storia?

La vita privata!

Quindi cosa scatta dentro di te?

Mi scattano delle molle … come dire? … alcuni personaggi all’interno del progetto sono molto famosi, altri non lo sono per niente. Quello, che mi fa scegliere, nel bene e nel male, è sempre il privato.

La coerenza con alcuni valori, che sono assolutamente miei e per questo soggettivi. Ti faccio un esempio: Peter Sellers. È un attore incredibile, molto cool, se lo vogliamo definire così, ma nella vita privata non mi piace e quindi viene scartato a priori.

06

Le fotografie, mi pare di vedere, sono tutte in bianco e nero, mentre le scatoline, che le racchiudono sono colorate. È un modo per evidenziare lo stacco fra presente e passato?

No, non è solo legato al bianco e nero.

Io parto da personaggi, che sono stati fotografati. Ho dovuto darmi un po’ un limite … per non arrivare a Platone … e questo limite mi aiuta ad indagare più facilmente nel privato di queste persone. Andando indietro, quando la fotografia ancora non esisteva, diventerebbe un tantino più complicato. La fotografia funge da spartiacque.

Il bianco e nero è una scelta estetica.

07

Come realizzi le decorazioni attorno alle fotografie? Che materiali usi? Con quale criterio crei la composizione?

I quadritos hanno sempre, al di sotto della fotografia, un oggetto significativo ed emblematico per la vita del personaggio, che mi permette di poterlo raccontare.

Poi ci sono sempre dei fiori, perché sono dei piccoli altarini.

Sopra la fotografia, poi, c’è sempre un trittico decorativo, quindi un numero tre in forma di decorazione.

Lo schema è fisso.

08

Tu sei parte integrante della tua stessa opera, così come lo è la gente, che ti sente raccontare. Questa interazione rende più vivo il ricordo di questi personaggi?

Assolutamente sì, perché per quanto io possa aver studiato … io ho 217 personaggi, per ora, nel mio progetto … la vita di ciascuno di essi, anche in maniera approfondita, incontro sempre qualcuno, che li conosce meglio di me e quindi mi trasmette delle informazioni, che io assimilo e passo a chi arriva dopo. 

09

Quali sono le reazioni della gente alla tua performance?

La maggior parte delle volte è … ma sono tutti morti? (ride).

10

Una definizione mi ha colpito sulla tua pagina Facebook, laddove si parla del piccolo cimitero errante di Brunella Tegas. Non pensi, che questa sia una definizione un tantino macabra? In fondo il tuo progetto mi pare un inno alla vita…

Per me non è macabra, tanto che ho messo su uno spettacolo teatrale, che ha debuttato solo cinque giorni fa a Parma e che si chiama La Santeria ed è assolutamente un piccolo cimitero errante e colorato, in cui io invito la gente a fare con me delle visite guidate a tema.

Quindi la gente fa parte integrante dell’opera?

In qualche maniera sì. 

11

Quanto è importante tramandare la memoria?

È fon-da-men-ta-le! Non saremmo quello, che siamo, se queste persone non avessero fatto ciò, che hanno fatto. Ma non fatto in senso eclatante, ma nel loro quotidiano.

Il gesto eclatante lo ricordiamo tutti, ma le piccole scelte sono fondamentali per me.

12

Piccole scelte nascoste dietro ad una fotografia …

13

… vite vissute …

14

… custodite fra le pagine della biblioteca di Brunella.

15


Brunella Tegas

sito

pagina Facebook

profilo Facebook

Twitter

Pinterest

Instagram

Youtube


© Federica Redi

2 commenti:

  1. Molto interessante questo post, mi sono ritrovata nelle risposte che ha dato questa artista nella scelta dei personaggi della mia rubrica
    "Un tè con"....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Effettivamente, Verbena, il senso è questo.

      Federica

      Elimina

Ogni tuo commento è una coccola per il nostro cuore!