27 ottobre 2017

LA RETE DI INDRA (N.I.C.E. 2016)

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Immaginate una rete di ragno multidimensionale, coperta di primo mattino da gocce di rugiada.

E che ogni goccia contenga il riflesso di tutte le altre gocce.

(A. Watts)

La rete di Indra rappresenta la connessione di tutte le cose nell’intero universo.

La metafora ricorda che ogni persona è parte di connessioni, più o meno visibili, e che le azioni di ciascuno ne influenzano l’intera e complessa struttura.

Reti neuronali, sociali ed informatiche, permettendo scambi di informazioni ed esperienze, superano confini e barriere.

Fili visibili, tessendo una trama fatta di strade, formano città e uniscono terre lontane, mentre legami invisibili, come onde virtuali, collegano in modo sottile ma ormai imprescindibile il globo intero: reti ancestrali e moderne si mescolano, facendo sì che tutto il mondo sia connesso.

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L’uomo, anche se spesso non se ne rende conto, fa parte di un tutto ed è legato agli altri uomini, così come pure agli altri elementi dell’universo, da legami indissolubili.

Questa rete infinita di legami unisce singole identità, autonome, che si definiscono ed hanno un senso solo attraverso la relazione con tutte le altre. Con questa condizione dobbiamo misurarci ogni giorno, perché le nostre azioni hanno delle conseguenze dirette o indirette sugli altri, sia nello spazio sia nel tempo.

L’interdipendenza sta alla base di tutto quello, che accade nel mondo.

Proprio attraverso questi legami e queste relazioni, grazie alla continua interazione con gli altri, possiamo arrivare a comprendere il nostro vero io. Senza relazionarci con gli altri, non potremmo mai comprendere chi siamo, quanto siamo vivi e importanti.

La rete, però, attenzione, può anche essere una trappola, che imprigiona, che ostacola, che isola, che dà vita – soprattutto nel mondo moderno così fortemente e costantemente connesso – ad identità falsate, deformate, non autentiche.

C’è dunque la possibilità di essere connessi, rimanendo se stessi? Fare parte di un tutto, mantenendo una propria individualità?


La mostra La rete di Indra – Tutto il mondo è connesso, che ho visitato l’anno scorso a Paratissima, era incentrata proprio su questi temi.

Me l’hanno raccontata le giovani curatrici Rachele Re e Licia Marie Toccaceli.

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La rete di Indra. Come è nato il vostro progetto?

Licia

Questa nostra mostra parla di interdipendenza. Ognuno di noi è infatti connesso sia con gli altri sia con l’ambiente, che ci circonda.

Abbiamo preso spunto da una metafora buddista. Un principe indiano aveva steso sul suo regno una sorta di rete, questa rete non è altro che la rappresentazione dell’universo. Su ogni nodo della rete era incastonato un gioiello prezioso, che rifletteva tutti gli altri, proprio ad indicare l’interdipendenza del tutto.

Partendo da qui abbiamo indagato i molti significati della parola rete.

Abbiamo cominciato con il suo significato più semplice, la rete come strumento ancestrale, usato dall’uomo da sempre per procurarsi il cibo.

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Poi ci siamo spostate sui legami umani.

Il legame umano per eccellenza è quello materno, che ognuno di noi sperimenta nella propria vita. Legame, che può essere bello, ma anche difficile, in ogni caso importantissimo.

Qui la fotografa vuole mostrarci il forte legame con la madre, che viene messo a dura prova dalla malattia, ma che ne esce fortificato, superando le difficoltà con il sorriso.

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Un altro nostro artista ha sviluppato il tema, indagando il legame con il proprio io. Ha quindi scelto una strada più intima. Il legame con le proprie emozioni è stato rappresentato attraverso un’esplosione di colori.

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Abbiamo poi chi si pone su un piano più concettuale ed astratto. Il legame è rappresentato da queste funi, che tirano, che uniscono. Il legame fra le varie civiltà si concretizza attraverso i linguaggi e la storia.

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Interessante anche la rappresentazione delle interconnessioni sotto forma di una scossa di terremoto …

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… o sotto forma di una grande farfalla. Chiaro il riferimento all’effetto butterfly di Lorenz … il batter d’ali di una farfalla in Brasile, può provocare un tornado in Texas. Ogni causa ha un suo effetto, anche su scala globale.

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Rachele, vuoi continuare tu?

Rachele

Sì, certamente.

Abbiamo indagato i forti legami urbani, che esistono all’interno delle città, attraverso l’opera di Villelas.

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E ci siamo addentrate in un’altra interessante dimensione, quella virtuale, che presenta spesso legami piuttosto complessi ed intricati e non certo sempre sinceri.

L’installazione di Ionico è suddivisa in due parti, una in alto, che vuole rappresentare il mondo degli adulti, rappresentato dai rettangoli, che sono delle forme chiuse, e il mondo dei bambini, che sono puri, rappresentato dalla sfera. Adulti poco propensi ad ascoltare davvero e bambini, che sono molto più aperti mentalmente, sono tutti spesso inconsciamente avvolti in questa rete, che è il mondo virtuale.

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Quest’altra installazione si compone di due opere ben distinte. Quella di sinistra ricorda ovviamente il profilo Facebook, infatti è stato utilizzato il colore blu tipico, e mira a criticare l’omologazione, cui portano i social network. Non a caso la scultura è di vetro, materiale che riflette, ma deformando. Quella di destra è una rete fatta di giornali. Vuole evidenziare il bombardamento quotidiano di notizie ed informazioni, così massiccio da rimanere imbrigliati.

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Sicurella, invece, con questa fotografia analizza il rapporto fra individuo e società, posizionando l’individuo dietro una rete. A volte la società impone delle regole, che facciamo fatica ad accettare e non ci permettono di essere completamente liberi, di essere ciò, che vorremmo.

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Sulla stessa scia si colloca il trittico di Topino. Una donna legata in modo differente, ma pur sempre legata. La presenza massiccia del bianco sta ad indicare, che c’è sempre una luce, una speranza, una possibilità di rivalsa.

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L’opera di Federico Piccolo indaga l’identità attraverso i segni sul foglio. Nascono due immagini, che riproducono uno spazio primordiale. L’opera è allo stesso tempo sia un luogo di nascita sia un luogo di morte.

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La grande installazione al centro è opera di Gerardo Rosato. Vi sono degli uomini dentro delle gocce d’acqua, che possono anche essere assimilabili ad uteri, che lottano per liberarsi dai legami, che ci tengono stretti ed imbrigliati. Da questi uteri nascono nuove forme di vita, che riusciranno a creare legami più veri ed autentici.

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WOW! Veramente bellissimo. Grazie della spiegazione così approfondita.


Perché avete scelto proprio questo tema per la vostra mostra?

Licia

È un tema molto attuale!

Lo abbiamo portato avanti entrambe con tantissimo entusiasmo. È il nostro tema ed uso volutamente l’aggettivo plurale.

Rachele

Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli artisti, che spesso hanno messo in luce sfaccettature, che noi non avevamo colto. Noi avevamo individuato varie isole tematiche, ma sono stati loro, spesso, a farci riflettere su altri aspetti. È stato un continuo arricchimento.

Licia

Sì, perché è stato uno scambio continuo. Una grande soddisfazione dall’inizio alla fine.


Quanto tempo vi è servito per organizzare questa mostra?

Licia

Il corso N.I.C.E. è cominciato ad aprile e si è svolto all'inizio con delle lezioni teoriche, che ci hanno fornito le basi.


Quale è stato la reazione della gente, dei visitatori, davanti alla vostra mostra?

Rachele

Per adesso positiva. Certo abbiamo ricevuto anche delle critiche, ma sono state assolutamente costruttive. Credo faccia parte del gioco.


Come è stata quindi questa esperienza a Paratissima?

Rachele

Faticosa, ma sicuramente bella!

Licia

È stato particolarmente interessante, perché le ragazze, che hanno partecipato, hanno tutte background diversi. Questo ha dato vita ad un vivo scambio di idee. Per me è stata un’esperienza ottima.


Artisti in mostra

Luciano Caggianello, Federico Piccolo, Gaia DalFe, Vito Finocchiaro, Federica Molfese, GilVillelas, Nicola Ionico, NoSense Art, Gerardo Rosato, Astrid Serughetti, Giampiero Sicurella, Walter Topino


catalogo

 

N.I.C.E. – New Independent Curatorial Experience

Corso per curatori di mostre di arte contemporanea nell’ambito di Paratissima.

Il suo obiettivo è quello di offrire ai giovani aspiranti curatori gli strumenti per costruire una professionalità autonoma.

Non solo un’occasione formativa, ma anche e soprattutto un’esperienza pratica.

info

 

N.I.C.E. 2016

IN ABSENTIA

INFINITI LABIRINTI

MUTABILIA - L’eterno divenire

CUMULUS

PARADOX - Inaudite sincronie

THE SLOW DISAPPEARANCE OF MEANING AND TRUTH

UNDER CONTROL

LA RETE DI INDRA - Tutto il mondo è connesso

LEARNING TO FLY

 

Rachele Re

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Licia Marie Toccaceli

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© Federica Redi

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