14 novembre 2017

LA WUNDERKAMMER DI LUCIA TORRIGIANI MALASPINA

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Wunderkammer, letteralmente stanza delle meraviglie, è un termine tedesco, che indica quelle incredibili raccolte, che a partire dalla metà del Cinquecento custodirono oggetti provenienti dalla natura o prodotti della natura modificati in modo artistico.

Questo tipo di collezionismo nacque dai molteplici interessi di una classe dominante, che, inseguendo il mito dell’enciclopedismo, volle affermare la sua supremazia anche nel campo dell’arte, delle scienze e delle lettere. Lo studiolo rinascimentale, quindi, divenne con le sue naturalia e le sue artificialia, il punto di partenza di una tradizione, che venne portata avanti anche nei secoli successivi.

La Wunderkammer, raccogliendo inoltre numerose mirabilia, cioè oggetti collezionati con il solo scopo di destare stupore, costituiva anche una forma di investimento, perché in caso di necessità era facile rivendere ciò, che essa conteneva.

Le prime Wunderkammer nacquero nell’Europa settentrionale, ma si diffusero rapidamente anche in altri paesi.

Come mi ha spiegato Lucia Torrigiani Malaspina, che ho incontrato ad Artigianato e Palazzo e che da questa antica tradizione ha preso spunto per i suoi lavori, le collezioni di Palazzo Pitti derivano in gran parte dalle stanze delle meraviglie dei Medici.

Anche in Italia, dunque, le Wunderkammer divennero di moda, anche se ben presto, a causa di un diverso interesse verso il mondo classico, cominciarono a contenere persino reperti archeologici ed antiquari come statue, frammenti, monete, vasi, cammei, pietre preziose.

Mettere insieme le cose - racconta la Signora Torrigiani – un po’ come succedeva nel Rinascimento: questa è la mia idea di partenza, anche se io non è, che volessi fare proprio una Wunderkammer. Mi sono semplicemente ispirata a questa tradizione.

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Lo stand della Signora Torrigiani, che nell’ultima edizione della mostra fiorentina ha vinto il primo premio per l’allestimento, era davvero bellissimo ed il premio certamente meritato.


Il suo stand ha vinto il primo premio per l’allestimento. È contenta?

Beh, certo, una bella soddisfazione!

È la prima volta, che lo vince?

Sì, la prima volta … dopo tanti anni è il premio fedeltà (ride).


Ma che cosa può aver colpito la giuria? Ad Artigianato e Palazzo gli stand sono tutti molto belli. Perché, quindi, questo e non un altro?

Io non conosco le motivazioni della giuria e non credo sia neppure importante conoscerle, ma posso raccontarvi le mie sensazioni davanti a quell’esposizione.

Non erano tanto i singoli, eleganti oggetti disposti ordinatamente sugli scaffali o appesi alla parete a colpire, quanto piuttosto il loro insieme, il gusto degli accostamenti, l’armonia dei colori, l’equilibrio delle forme.

E l’atmosfera, che si respirava.

Tutti insieme essi trasmettevano un’idea di casa. La casa come luogo, in cui si tiene non solo ciò che serve, ma ciò che piace. La casa come specchio della propria personalità. La casa come scrigno, in cui custodire i propri personali tesori.

La casa, soprattutto, come luogo di memoria e come punto di incontro fra passato e presente, perché anche un piccolo santino recuperato da un cassetto o un pizzo ritrovato per caso possono raccontare una storia.

E le storie, da sempre, emozionano, meravigliano, stupiscono.

Proprio come una Wunderkammer. 

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Come e quando si è resa conto di avere un’anima creativa?

Da sempre! Fin da bambina!

Questo per me non è propriamente un lavoro. È il mio hobby, la mia passione.

Io sono una raccoglitrice di cose, per cui dove vado, c'è sempre qualcosa da raccattare. Faccio le cornici con le conchiglie, i santini con le cose vecchie … mescolo insieme ….

Quindi è una cosa, che fa da sempre?

Sì, da sempre.

Ma proprio questo tipo di cose oppure ha anche altre passioni creative?

Direi, che sono soprattutto una … mettitrice insieme (ride), che dà grande importanza alle forme e al colore.

Se lei mi chiede, quale sia la varietà delle conchiglie, che io uso, non glielo so dire. Le metto insieme secondo il mio gusto. È semplicemente una questione estetica.

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Che cos'è la creatività per lei?

È un momento molto emozionante, in cui siamo fuori dal mondo e creiamo qualcosa, con la quale diventiamo tutt’uno!

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Qual è l'input, che le dice adesso creo? Come nasce l'ispirazione?

Parto sempre dal materiale.

Vedo una conchiglia e penso subito cosa posso farne, mi piace il corallo e immagino come metterlo insieme …

Quindi l’ispirazione viene, quando viene?

Sicuramente sì.

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Nei suoi lavori vengono usati anche materiali recuperati dal mare. Quanta importanza ha per lei questa componente casuale?

Direi, che è piuttosto divertente.

Io amo moltissimo il mare, che mi porta delle cose, che io poi riutilizzo a modo mio, dando loro una nuova forma. È come ricevere dal mare dei veri e proprio regali.


Recuperare, in generale, significa anche andare contro lo spreco. Che cosa pensa del fatto, che sempre più artisti usano materiali di recupero per le loro opere?

Penso, che l’esigenza sia soprattutto quella di rispondere ad un’esigenza creativa. L’uso del materiale di riciclo è strumentale.

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Le sue creazioni hanno il sapore dei tempi andati. Il passato per lei è fonte di ispirazione?

Assolutamente sì!

Io sono un'appassionata di luoghi, di cose, che conservano la memoria. Mantenere o rinnovare un oggetto significa tenere in vita una storia, per questo amo conservare e modificare piuttosto che cambiare.


Quanto c'è di lei e della sua storia personale nei suoi lavori?

Beh, io uso i coralli … sono mezza napoletana … è il mare.

Tutti i santini, che io mi diverto a recuperare, mi ricordano mia nonna. A casa sua, a Napoli, c’erano tutti questi santini, ma pure un sacco di statuette. Questi oggetti erano un po’ il cuore della casa e questo mi è rimasto dentro sicuramente.

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Qual è la creazione, alla quale è maggiormente affezionata e perché?

Non saprei. Sicuramente amo moltissimo i miei santini, perché si portano dentro tutta una storia … ho accumulato materiale per tantissimi anni … c’è tutto un lavoro dietro …


L'artigianato può essere la chiave per una rinascita economica?

Io penso di sì. Credo si debba puntare su questo, soprattutto al giorno d’oggi, che vengono prodotti oggetti tutti uguali.

Trovare gli artigiani sta diventando difficile. Penso, che il loro lavoro debba essere valorizzato, che la gente debba essere informata, che debba essere spiegato il valore del loro lavoro, il valore della manodopera, che non è certo quella sottopagata delle grandi distribuzioni.

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Qual è l'arma vincente di Artigianato e Palazzo?

Intanto direi sicuramente l'esuberanza della padrona di casa!

Poi il luogo, che è veramente speciale.

Infine l’aver capito, che questo tipo di lavoro – quello artigianale – va mostrato.

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Il tema della mostra, quest’anno, è il matrimonio. Ha preparato qualcosa di particolare?

Sì, io ho preparato una bomboniera, usando i miei materiali … queste sono due conchiglie a forma di cuore …

Ma si trovano così in natura? Io non le ho mai viste …

Sono piuttosto rare. Non si trovano nei nostri mari. Io le ho trovate a Torre del Greco, dove c’è un grandissimo negozio, che importa conchiglie di tutti i tipi. Non mi chieda il nome, perché non lo ricordo. Sono doppie, vede?

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Lucia Torrigiani Malaspina

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© Federica Redi

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