22 novembre 2017

LA XILOGRAFIA SECONDO XILOCART

mariaelisa-leboroni

Oggi vi voglio raccontare una storia. La storia della xilografia, una delle più antiche tecniche incisorie.

E’ una storia lunga che comincia in Cina Nel I sec. e prosegue in Europa nel XV sec. una storia più complessa di quanto si creda. Il lavoro xilografico è tutto incentrato sul legno che viene tagliato, disegnato, inciso, impregnato di colore e infine viene usato come timbro su carta.

Pare facile detto così e invece non lo è affatto. La precisione, la minuzia dell’intaglio e la sovrapposizione dei colori fanno sì che le opere xilografate siano dei veri e propri capolavori.

La xilografia a colori raggiunse un altissimo livello in Giappone soprattutto nei sec. XVIII e IX portando anche fino a 20 il numero dei legni usati.

Le sue origini in Occidente rimangono imprecisabili. Probabilmente l’uso della carta è fondamentale spinta per l’utilizzo della xilografia.

Dopo l'invenzione di Gutemberg della stampa a caratteri mobili, la xilografia ha trovato un potente alleato per la sua sopravvivenze nel suo parente stretto, il libro, che, essendo per sua natura fatto per durare, ha salvato anche le immagini che vi erano inserite.

Non è quindi difficile trovare xilografie della fine del Quattrocento, ma si tratta sempre di tavole da libri.

Il periodo d’oro della xilografia come tecnica incisoria è da farsi risalire tra il Quattrocento e il Cinquecento, ma per fortuna, anche se con alti e bassi, questa tecnica è riuscita ad arrivare pressocchè immutata fino ai nostri giorni.

Io a Maggio, a Firenze, durante Artigianato e Palazzo ho avuto il piacere di incontrare Mariaelisa Leboroni.

Maceratese di nascita, da anni vive a Perugia. Da più di cinquanta anni si dedica all’all’antica tecnica della xilografia e più di 30 anni fa ha fondato la Xilocart, l’unica azienda presente nel settore della xilografia.

La particolarità della sua grafica è il risultato di una ricca esperienza e di un lungo processo artistico in continua evoluzione. Ha partecipato dal 1955 ad oggi, ad oltre duecento mostre collettive e ha tenuto settantuno rassegne personali in Italia e all’estero, dove le sono stati assegnati numerosi premi.

Ringrazio la signora Mariaelisa per la disponibilità nel rispondere alle mie domande.


Quanto c’è di antico e quanto, invece, di moderno neil suoi lavori?

La tecnica che utilizzo è una tecnica antica, mentre le immagini, i disegni sono moderni, anche se non sono astratti.IMG_3049-xilokart_thumb

Alla base della xilografia c’è l’utilizzo del legno.

Esatto, la matrice dei disegni è incisa sul legno.

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Che caratteristiche deve avere il legno?

Intanto non è quasi mai un unico pezzo di legno, perchè il ciocco deve essere “tagliato per testa”, ma tanti pezzi assemblati insieme dopo che dal legno sono stati tolti i nodi. Poi il legno deve essere durissimo e deve essere inciso con i bulini. I legni più indicati sono quelli provenienti dagli alberi da frutto come ad esempio il pero. I blocchi di legno intagliati sono poi inseriti nel torchi tipografico a piano o a rulli.


Quali sono i colori predominanti nelle sue opere?

Tutti. Non sono mai colori puri perchè poi io li mescolo. Nelle mie opere io uso molti colori e il colore finale viene fuori a seconda della necessità e a seconda delle sovrapposizioni.

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Però ci saranno dei colori che le piace di più utilizzare.

Beh sì a me piacciono molto gli azzurri e i verdi. La natura, in genere, è quella che a me colpisce di più.


Su quali materiali è possibile realizzare stampe xilografiche?

Le xilografie si possono realizzare su carta e su tessuti.

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Che cosa è per lei la creatività?

E’ qualche cosa che viene da dentro e che si manifesta, che viene fuori, spontaneamente.

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Come ha imparato questa tecnica.

Ho frequentato l’Accademia delle Belle Arti. Uno dei miei insegnanti è stato Pietro Parigi.


Ci sono giovani che si avvicinano alla xilografia?

No. E’ un lavoro lungo, di pazienza che la gente non capisce.


E’ pessimista?

No non sono pessimista. Purtroppo è la realtà.

Le cose che lei vede qui esposte, per il pregetto che c’è dietro dovrebbero costare un patrimonio, però la gente dice “in fondo è un pezzo di carta stampato, perchè dovrebbe costare così tanto?

La maggior parte delle persone non sa quanto lavoro c’è dietro a una xilografia perchè non sa più cosa c’è dietro a una xilografia.

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Non può essere tutto negativo. Ci sarà chi apprezza il suo lavoro!

Gli apprezzamenti li ho dagli stranieri. Ho lavorato molto all’estero e lì ho avuto molte soddisfazioni.


Quale Nazione l’ha accolta meglio?

Sono stata accolta benissimo negli Stati Uniti e in Francia.


Ha preparato qualche cosa per il tema di quest’anno di Artigianato e Palazzo di quest’anno “fiori d’arancio”?

Sì ho preparato queste partecipazioni di matrimonio.

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Xilocart

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©Barbara Fanelli

2 commenti:

  1. Bello. Capisco l'artista perché conosco la tecnica e ho visto personalmente il lavoro che c'è dietro. Lo trovo molto affascinante, proprio per la sua antichità.
    Marina

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    Risposte
    1. Ciao, Marina.
      Questi artisti hanno capacità superiori, che noi comuni mortali possiamo vagamente intuire.
      E si portano dietro storie incredibili e tradizioni secolari.
      Non si smette mai di scoprire.

      Baci

      Federica

      Elimina

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