30 novembre 2017

RISCALDARSI CON CREATIVITÀ. I TERMOARREDI DI ALESSANDRO NANNINI

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Supponiamo di far visita ad un amico oppure ad un conoscente.

Immaginiamo di trattenerci nella sua dimora per un tempo sufficientemente lungo, per poter osservare bene l’ambiente.

Cerchiamo poi di farne una descrizione dettagliata, elencando quanto di bello abbiamo visto.

E rispondiamo, senza pensarci troppo, alla domanda che cosa ti ha colpito maggiormente?


Proviamo, quindi, ad invitare a giocare con noi altre persone, uomini e donne, grandi e piccini, e confrontiamo le loro risposte.

Che cosa uscirebbe, secondo voi, da un esperimento del genere? Quali risposte andrebbero per la maggiore?

Verranno messe in evidenza, con ottime probabilità, le dimensioni della casa, la fruibilità degli spazi, la disposizione delle stanze, ma anche la tipologia dei mobili, i più comuni complementi di arredo – lampade, quadri, tappeti – e certamente tutta quella serie di apparecchi, che ci consentono di essere connessi al mondo esterno, siano essi televisori, radio, impianti stereo, computer, dispositivi mobili di vario genere. Con un po’ di fortuna verrebbero notati pure i libri, anche se su questo non metterei la mano sul fuoco.


Andiamo avanti.

Realisticamente parlando, secondo voi, quante persone citerebbero i termosifoni? Quante rimarrebbero colpite dal loro colore o dalla loro forma? Quante ne ricorderebbero le particolarità?

Poche o nessuna, ne sono certa, perché normalmente c’è ben poco da ricordare.

Oggetti indispensabili presenti praticamente in ogni casa, vengono scelti principalmente in base a principi, che con l’estetica hanno poco a che fare.

I caloriferi, insomma, sono sempre stati e continuano ad essere un tantino bistrattati.


Eppure c’è chi su questo oggetto anonimo ha fatto una scommessa e, valorizzandone le potenzialità, ha permesso la sua trasformazione da Brutto Anatroccolo ad elegante Cigno.

Questo qualcuno è Alessandro Nannini, titolare del marchio Caskel, che dopo una laurea in ingegneria e dopo una lunga sperimentazione su materiali e processi produttivi, ha dato via ad un progetto molto interessante, che riesce a coniugare competenze tecniche e creatività in perfetto stile made in Italy.


Ho incontrato Alessandro durante l’ultima edizione di Artigianato e Palazzo, nell’ambito dell’iniziativa Blogs & Crafts.

Ecco la nostra chiacchierata.

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Radiatori e termo arredi di design. Come ti è venuta l'idea di specializzarti proprio in questo tipo di prodotti?

Ma … è l'oggetto fosse meno curato in ambiente domestico. È molto curata la zona bagno, ma è molto trascurata la zona living. Abbiamo, quindi, cercato  di avere un buon prodotto, per coprire completamente l’indoor.

03

Come riesci a coniugare le esigenze di tipo tecnico e quelle di tipo estetico?

Il nostro percorso è partito circa cinque anni fa con un prodotto, che era abbastanza grossolano, anche se aveva avuto un discreto successo. Poi, pian piano, siamo riusciti a perfezionarci nelle forme, trovando nuove soluzioni e nuovi escamotage ingegneristici, per poter assimilare le due funzioni.

Ma è difficile avere un’idea valida da un punto di vista estetico e poi metterla in pratica?

Riuscire a fare un unico pezzo non è poi così complicato. La difficoltà maggiore sta nel produrre più pezzi, che possano soddisfare le esigenze di tutti i clienti, mantenendo un alto standard qualitativo, che comporta una continua ricerca di soluzioni innovative, di nuovi assemblaggi, di nuovi materiali.

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Due linee - Camaleonte e Skeletron - in che cosa si differenziano e quale delle due ti dà maggiori soddisfazioni?

Allora … a livello di soddisfazione commerciale forse quella che dà maggiori soddisfazioni è Skeletron, ma non abbiamo ancora dei parametri precisi, visto che la linea Camaleonte è stata rinnovata da poco, da circa tre mesi.

La linea Camaleone ci sta dando buoni risultati all’estero, dove è molto apprezzata per la possibilità di personalizzare al massimo. La linea Skeletron non permette una personalizzazione così estrema.

Ma per te personalmente? Al di là dei risultati commerciali qual è quella, che ti soddisfa maggiormente?

Skeletron!

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Come nasce l'idea per un nuovo modello? Che tipo di caratteristiche deve avere per entrare a far parte della famiglia Caskel?

Anzitutto il design e poi la personalizzazione.

Tutti i nostri prodotti nascono dall'esigenza di poterli personalizzare sia nei colori sia nelle texture. È attorno a questo, che poi nasce il progetto. Se già in partenza non è possibile una personalizzazione estrema, non è la nostra strada. La nostra filosofia aziendale è rendere ultra personalizzabile il proprio oggetto di design.

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Parliamo di materiali. Quali utilizzi e quali invece ti piacerebbe utilizzare?

Allora … noi utilizziamo in tutti i nostri radiatori materiali riciclabili al 100%. Ogni nostro radiatore può essere smontato e completamente riciclato senza alcun impatto ambientale.

Noi usiamo rame ETP, che è rame puro al 99% con un basso contenuto di ossido di ferro, alluminio EN AW e veriglass, che è un materiale composto di pasta di vetro e polimero.

Ma c’è un qualche materiale, che vorresti sperimentare o che si potrebbe utilizzare?

Sinceramente non lo so, forse in un qualche prossimo progetto.

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I tuoi radiatori non si vedono certo nelle case di tutti. Che tipo di clientela hai?

Abbiamo una clientela di fascia medio-alta, anche se, a dire il vero, non è tanto la disponibilità economica il fattore discriminante, che può indurre a scegliere un nostro prodotto. A vederli potrebbero sembrare prodotti molto costosi, in realtà sono, sì, un po’ sopra la media, ma il prezzo non è certamente inaccessibile. È piuttosto una questione di cultura.

Mi pare, però, che siano radiatori molto particolari non adattabili a tutti i tipi di case. Sbaglio?

No, no, tu li puoi fare come vuoi. Abbiamo l’effetto legno o l’effetto marmo, l’effetto pietra o l’effetto opale, ma puoi farlo tranquillamente monocolore, anche bianco.

D'accordo, ma la gente è pronta per un prodotto del genere?

È quello, che dicevo prima. Non è una questione economica – non è che un termosifone costi ventimila Euro … oddio, ci sono anche termosifoni così, volendo, ma ne vendi uno in dieci anni – è il fatto, che non tutte le persone sono preparate ad avere oggetti ricercati in casa. Avere oggetti innovativi in casa, oggetti di design, non è sempre e solo una questione di gusto. Spesso è una questione di tempo e di voglia. Inoltre la gente qui da noi non azzarda più di tanto. All’estero, invece, il pubblico è più variegato e accetta meglio gli oggetti innovativi.

L’età dei tuoi clienti?

Dai trent’anni in su.

08I tuoi prodotti possono essere personalizzati nel colore, nella finitura, nelle dimensioni e nelle prestazioni. Hai mai avuto richieste di modelli unici creati appositamente per clienti specifici?

Oddio … beh, come finitura sì, per noi è la normalità. Invece un radiatore disegnato appositamente con determinate forme, no.

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Sul tuo sito si parla di sensibilità artigianale applicata ad un settore altamente tecnico. Ti senti più artigiano o più designer?

Un artigiano!

Ma davvero?

Sì.

Ma, sai, una volta alla mia collega, feci un esempio … quello del sarto. Adesso tutti si definiscono disegnatori d'alta moda, ma poi fondamentalmente nessuno è capace di prendere realmente ago e filo in mano. Allo stesso modo tutti oggi si definiscono designer, ma in fondo basta saper disegnare un po’ per definirsi cosi. La tecnologia informatica oggi aiuta molto in questo senso, basta essere in grado di utilizzare un buon programma. Nel web, poi, c’è una tale diffusione di immagini, che non penso ci sia mai stata nella storia dell’uomo. Una volta bisognava farsi prestare i cataloghi d’arte per poter vedere determinati oggetti. Oggi, invece, chiunque ha la possibilità di vedere un oggetto d’arte o di design, anche il disegno di un bambino di cinque anni, messo nel web.

Definirsi designer quindi … non è un termine poi così appropriato. Diciamo che sono un bravo sarto dell'artigianalità.

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Un artigiano moderno che caratteristiche deve avere per essere veramente tale? È ancora l’artigiano della bottega o è più aperto verso l’esterno?

Se tu pensi, che gli artigiani moderni lavorino come nel ‘500 con il fuoco, la pietra e il martello, sbagli, perché anche a livello artigianale noi abbiamo le nostre tecnologie. Piccole, se paragonate a quelle industriali, e che richiedono sempre l’intervento umano, ma pur sempre tecnologie sono.

Nel nostro caso non è che tagliamo i tubolari di alluminio con il seghetto … (ride)

Beh, lo immagino!

… e alle nostre botteghe, anche se sono piccole, anche se non hanno tutto il glamour, che possono avere i grandi marchi o le grandi boutique di livello internazionale, non manca proprio nulla. Magari non avremo il pavimento in ceramica, come quelli dove cuciono i volanti delle Ferrari a Maranello, ma anche noi, con il nostro normale pavimento, usiamo la tecnologia.

Diciamo, che la differenza sta nel fatto, che la grande industria tende a tecnologizzare tutto, mentre nell’artigianato la tecnologia ha un ruolo di sostegno all’operatore umano.

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Che significa essere stato selezionato per Blogs and Crafts?

Artigianato e Palazzo è sicuramente un evento importante. È una buona vetrina, che dà una buona visibilità, sia per il contesto stesso di Blogs and Crafts, sia per il tipo di persone, che visita la manifestazione.

Oggi, per la comunicazione via web, i blogger sono i migliori influencer possibili. Siete un po’ come Montanelli negli anni ‘60 (ride), perché quello, che diceva, aveva un certo peso. Voi avete visto chi siamo, come lavoriamo. Spesso chi scrive non ha neppure l’opportunità di toccare con mano il prodotto. È quindi per noi una buona pubblicità.

Ma poi siamo a Firenze, che è una città internazionalizzata. Qui non c’è solo il pubblico fiorentino venuto a fare una passeggiata, perché è una bella giornata. Qui ci sono anche tanti turisti, che per caso o perché conoscono la manifestazione, vengono al Giardino Corsini.

Qui poi arrivano persone anche molto qualificate, grazie alla selezione, che viene fatta. Sai, fare una fiera è abbastanza facile, nella quasi totalità dei casi basta pagare per esporre. Invece qui siamo stati invitati e selezionati, per cui per noi è sicuramente un grande successo.

Ma poi noi siamo di Lucca … è un po’ come giocare in casa.

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© Federica Redi

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