31 gennaio 2018

15 DICEMBRE 2017: LA PRIMAVERA E L’UNIVERSO CHE RINASCE QUI

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La giornata era stata piena per tutti, le ultime cose ancora da fare in quella corsa frenetica contro il tempo, che era stato l’ultimo mese, in cui si erano alternati entusiasmo e difficoltà, determinazione e momenti di stanchezza, intraprendenza e rabbia.

Eppure alle 18.00 precise, forse poco prima, il miracolo si era compiuto e il sogno era diventato realtà.

Approfittando di quei pochi minuti silenziosi prima dell’arrivo dei visitatori, la sala di Cascina Roland completamente vuota, mi aggiravo quasi stupita, passando da un’opera all’altra, osservando dettagli, che nella frenesia dell’organizzazione non avevo notato, ammirando l’insieme di un tutto, che poche ore prima era ancora confuso, e rallegrandomi del fatto, che a quel risultato avevo in parte contribuito anch’io.

Avrei potuto citare i titoli delle opere a memoria, abbinarle senza esitazione al nome dell’artista o dell’artigiano, che le aveva create, perché le avevo viste in foto decine di volte, catalogandole con pazienza prima di inserirle nella gallery e prima di presentarle ai nostri lettori, facendole già un po’ mie.

Certo, però, vederle dal vivo era tutta un’altra cosa.

La sensazione netta di trovarsi dentro un déjà-vu non riusciva infatti a diminuire lo stupore e l’emozione di essere lì per davvero e di poterle ammirare in tutto il loro splendore.

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L’allestimento, curatissimo nei dettagli, era riuscito a dare un senso preciso ad una quantità di lavori molto diversi fra loro, che nulla avevano in comune, se non il fatto di essere stati messi a disposizione per un nobile scopo.

L’insieme risultava armonioso e gradevole e il mio vagare da un’opera all’altra, cercando di immaginare ogni singolo quadro ed oggetto dentro casa mia, decisamente piacevole.

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Con il calare delle ombre l’atmosfera si era vestita di un’aura un po’ magica e il pensiero, che la serata e l’intera manifestazione si sarebbero conclusi con un meritato successo, si faceva strada dentro di me minuto dopo minuto.

Non poteva essere diversamente, perché tanta energia positiva doveva per forza portare ad un grande risultato.

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Il tempo di un paio di foto per immortalare, giustamente, chi aveva dato l’input …

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… e anche chi era arrivato da lontano, semplicemente perché era giusto essere lì …

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… e poi via …

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… dentro l’evento …

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… fatto di persone …

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… di parole ...

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… e di fatti concreti.

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Il ricordo di quella serata, oggi, è ancora vivo e riguardare le immagini di quei momenti continua a rinforzare la convinzione, che esserci sia stata veramente un’esperienza totalizzante, come ho già detto in una mia precedente riflessione.

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Durante la serata ho avuto modo di fare quattro chiacchiere con il sindaco di Mompantero, la signora Piera Favro, che gentilmente ha risposto ad alcune mie domande.


E_le_menti a confronto, un evento fortemente voluto da artisti ed artigiani ed organizzato a tempo di record. Quando le motivazioni sono nobili, gli ostacoli sono più facilmente superabili?

Direi di sì! Io devo ringraziare Alessandra e Roberto, ma anche tutti gli altri, perché sono stati fantastici.

Alessandra mi ha presentato quest’idea nei giorni immediatamente successivi all’incendio e a me sembrava un sogno irrealizzabile. Mi pareva impossibile si riuscisse a mettere insieme tante persone con un unico obiettivo.

Ed ho avuto torto! E Alessandra ragione! Quindi, sì, i sogni si possono realizzare!


Arte, Artigianato ed Ambiente, tre “A” che determinano il valore di un territorio. In Valsusa questi aspetti sono sufficientemente valorizzati?

Secondo me, no!

Un peccato …

È un peccato, perché la Valsusa è una valle ricchissima.

Noi a Mompantero, purtroppo, non siamo ricchissimi, anche se abbiamo reperti storici importanti, anche se forse non sono molto artistici. Ma poi avevamo un ambiente, che era stupendo. Avevamo due siti di interesse comunitario, che rientravano nel Progetto LIFE, il che significa che l’Europa ci aveva speso dei soldi ... una pineta antichissima … la vetta della Rocciamelone.

Io non so definire tutta le devozione, che c’è attorno alla Madonna della Rocciamelone. Non so, se sia solo fede oppure se sia ambiente e montagna o se, in qualche modo, sia anche arte … il famoso Trittico … o artigianato … la statua della Madonna …

Sicuramente sono tutti valori importantissimi, che non sempre vengono valutati a sufficienza. Si riscoprono, quando si perdono, quando ci si rende conto del valore immenso, che avevano.


Oggigiorno c’è una riscoperta di quelle competenze, che le macchine non possono rimpiazzare: manualità, ingegno, creatività. Perché secondo lei?

Io posso dire, che questa terribile esperienza dell’incendio ha messo in evidenza tutto questo, ma prima ancora la coesione.

La gente, che senza piangersi addosso dice che cosa posso fare? e si ingegna per fare qualcosa, qualunque cosa!

Io ho visto gente, che ha fatto venire dei bilici per portare acqua; gente, che ha riempito d’acqua i bidoni dell’immondizia; gente, che con le roncole è andata a tagliare rami ed alberi; ho visto chi, semplicemente, non potendo fare altro, ha confezionato panini e li ha portati in comune, affinché li portassimo ai ragazzi, che stavano spegnendo l’incendio. Una ragazza è arrivata in comune, dicendo io non ho niente, e mi ha abbracciato forte forte!

Come dicevo prima, la grandissima solidarietà, che abbiamo sentito attorno a noi, era veramente palpabile. Si sentiva, che tutti stavano lottando e trepidando con noi. Questo è uno dei valori aggiunti. Sono le cose, che si apprezzano davvero proprio in questi momenti, perché si capisce, che esiste una comunità con la voglia di lottare insieme.

Tutto questo significa, che c’è speranza per il futuro.


Arte ed artigianato, in generale, possono essere considerati la risposta alla crisi?

Secondo me sì, ma aggiungerei anche l’agricoltura, un’agricoltura più a misura d’uomo non certo quella intensiva.

La forza di questo terribile incendio ha messo a nudo – e la cosa mi ha molto colpito – tutti i campi di un tempo. Si è ritornati a cinquant’anni fa, quando quei campi erano coltivati, quando c’erano viti, c’era la segale, le patate, le cipolle … viene quasi la voglia di dire perché no? perché non ricominciare? … poi, certo, sono prodotti poveri, sono piccoli appezzamenti, però forse un ritorno non solo all’artigianato, ma anche all’agricoltura genuina, a chilometro zero, come si dice adesso, potrebbe essere un vero ritorno al futuro …come nel film.


E_le_menti a confronto, seconda edizione. Ci sono i presupposti per fare il bis? Senza incendio, naturalmente …

Io ringrazio di nuovo per questa prima edizione, che è stata magnifica.

Penso, comunque, sia un’ottima occasione per trovare artisti, che si mettono in gioco per valori molto grandi.

Sì, penso potrebbe essere un ottimo modo per scambiare idee, per confrontarsi, un momento diverso per crescere.

Ci vediamo il prossimo anno, allora?

Ma, speriamo di sì! (ride)

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La speranza di tornare in Valsusa si era fatta largo in me, ancor prima della fine della serata, inutile nasconderlo, e le mezze parole, i sottointesi, gli sguardi di chi era presente in qualche modo avevano rafforzato fin da subito l’idea, che in un futuro non troppo lontano un nuovo evento sarebbe stato di certo possibile.

La primavera e l’universo che rinasce qui aveva scritto Giorgio Cattaneo. Ebbene, mi piaceva pensare, che E_le_menti a confronto in quella serata avesse vissuto solo la sua primavera e che il futuro, frutto di un impegno così grande, fosse solo iniziato.

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Ma era certamente troppo presto per fare programmi e per pensare al futuro.

In quella serata era giusto godersi il presente, festeggiando un successo, che era stato di tutti.

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© Federica Redi

2 commenti:

  1. E per forza poi non ci sono mai sul web... sempre in giro le due comari 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣
    Bel reportage!

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    1. Ahahaha, Patri, ma noi vi informiamo sempre sui nostri spostamenti!

      Federica

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