22 febbraio 2018

ARUAL DEM. EMOZIONI DI CARTA

01.

Frizzante, effervescente, solare.

Così, a pelle, mi pare Laura De Martino, quando l’incontro in un pomeriggio assolato di maggio durante l’edizione 2017 di Artigianato e Palazzo, poco distante dal meraviglioso loggiato di Palazzo Corsini.

E toscana. Molto toscana!

Con un accento, che non lascia dubbi sulla sua provenienza e che ispira, come sempre succede, grande simpatia.

Artista, designer, esperta di comunicazione - la sua attività sui social non passa certo inosservata - crea gioielli contemporanei molto particolari, che, mischiando tecniche e tradizioni diverse, presente e passato, Oriente ed Occidente, sono un vero e proprio inno ad un materiale, che con i gioielli parrebbe non c’entrare nulla: la carta.

Nelle mani di Laura la sua apparente povertà acquista un valore insospettabile e i gioielli diventano oggetto di desiderio, regalo da fare e da farsi, tesori da custodire.

02

La carta è alla base delle tue creazioni. Perché questa scelta?

Io disegno da sempre e poi ho studiato disegno industriale, quindi la carta è il mio elemento naturale, quella che mi permetteva di creare dei modellini.

Successivamente ho cominciato a studiare gli origami. Ho una grande passione per il Giappone e per la cultura giapponese.

Mettici anche, che amo molto il riciclo …

03

Quali tipi di carta utilizzi?

Dipende cosa mi interessa fare. Io guardo sempre il disegno, il pattern.

Carta di giornale, ma anche libri. Ho usato fumetti, testi scolastici. In certi casi devo per forza utilizzare riviste patinate per via della loro grammatura.

04

La lavorazione della carta ha origine antichissime, ma i tuoi sono gioielli contemporanei. Quanta tradizione e quanta innovazione c’è nei tuoi lavori?

Sicuramente molta tradizione, perché gli origami sono una delle tecniche più antiche di lavorazione della carta. Anche il quilling è antico.

Io prendo l’eredità culturale della lavorazione della carta e la trasporto nel mondo contemporaneo, rinnovandola con lo studio del design, della grafica, della psicologia del colore.

Il mio è un metaprogetto, che cerca di coniugare più mondi.

Anche il fatto di creare degli oggetti dinamici, che possono modificarsi a seconda di chi li indossa, è innovazione.

C’è poi il fatto, che io creo fino ad un certo punto, perché poi chi indossa i miei gioielli continua la progettazione. Questo  aspetto mi interessa molto, deriva dal mio percorso di studi. L’interaction design è quella branca del design, che studia appunto l'interazione fra l'oggetto e l'utente, che lo utilizza.

Poi c’è un altro tipo di attività, che rientra nell’user centered design, la persona è al centro della progettazione dell'oggetto.

Quindi nel mio progetto si fondono arte, artigianato e design.

05

Qual è l'input che innesca la tua creatività?

L'input ... (ride)... la pazzia alle volte …

Beh, è un bell'input!

No, l'input viene dal giocare con i colori, con la carta. È un impatto emozionale, apro un giornale e vedo qualcosa che mi colpisce, è come un amore improvviso, un colpo di fulmine.

Poi sicuramente anche l'emozione di toccare un certo tipo di carta, vedere una certa combinazione di colori.

L’odore della carta, dei libri stampati. Avendo studiato grafica vado fuori di testa, quando vedo una tipografia. Ne sono veramente affascinata. Esplorare le cartiere ... è un progetto, che vorrei avviare … ogni cartiera ha le sue peculiarità … vorrei esplorare questo mondo.

Ecco, metto insieme tutte queste cose e creo. In corso d’opera, naturalmente, mi vengono altre idee. Alla fine anche la sperimentazione è un input. Le idee vengono una dopo l'altra. È un continuum.

06

Meglio una buona idea oggi o un'idea geniale domani?

Oddio ... è una bella domanda questa ... secondo me è meglio una buona idea oggi, meglio essere e vivere adesso. Pensare al futuro sì, certamente, ma meglio rimanere con i piedi per terra.

Si può anche sognare, però bisogna anche stare attenti, perché i sogni ti fanno prendere il volo, bisogna essere anche concreti.

Dobbiamo avere la capacità di leggere nel presente, capire quale prodotto può essere vincente oggi. Non basta essere un artista, che è sempre un po’ sognatore, questo rimane pur sempre un lavoro. Non è semplicemente un discorso legato al denaro, ma alla concretezza.

Voglio fare un prodotto che sia vincente oggi, perché rispecchia ciò, che le persone vogliono. Allo stesso tempo bisogna ispirare le persone, dando loro qualcosa su cui riflettere.

Il mio progetto veicola un messaggio di eco-sostenibilità. Si può fare con la carta qualcosa, a cui non penseresti mai. In realtà con la carta si può fare di tutto, soprattutto riciclando. L'idea è quindi quella di far pensare le persone. Essere concreti adesso, lanciando però un messaggio per il futuro.

07

Creare oggetti eco-friendly è una possibilità o un dovere?

Secondo me è essenzialmente un dovere, però non è sempre necessario.

Io utilizzo anche materiali non riciclati, però sono naturali. Utilizzo raso di seta, cotone, lana. Sono molto attenta a scegliere i fornitori, mi piace conoscere la provenienza dei prodotti, meglio made in Italy e certificati.

08

Quanto è difficile oggi essere originali?

Molto difficile secondo me. Molto.

Più che altro noto, che oggi non c’è rispetto per le idee. Io posso anche avere una buona idea, ma gli altri poi non ci pensano due volte a copiarla.

È una questione di cultura, se io ho una certa cultura non vengo a copiare la tua idea, magari mi posso ispirare ad essa, ma poi ci metto tutto quello, che so fare io. Non sarà mai, quindi, uguale alla tua.

Manca totalmente il rispetto.

09

Riutilizzare oggetti dimenticati come i bottoni, che impreziosiscono le tue creazioni, può essere considerata una sfida?

Perché no?

A me piacciono i bottoni. Qui non ne ho, perché sono le vecchie collezioni, però è uno di quei materiali, che mi ha sempre emozionato tantissimo. Il mondo dei bottoni è incredibile. Quando vado alle fiere e trovo tutti questi bottoni vintage, mi ci tufferei dentro. Sono come le palline per i bambini.

10

Che cosa significa essere artigiani oggi?

Essere artigiani oggi è molto difficile, perché bisogna avere tante competenze e devi essere molto innovativo. Molti si dichiarano designer senza aver mai effettivamente studiato e c’è molta concorrenza.

Il mondo intorno è un po' più complicato rispetto al passato, ma è uno dei lavori secondo me più belli. Creare con le mani è il massimo, perché non è semplicemente una questione tecnica, entrano in ballo le emozioni.

11

Quali sono le maggiori difficoltà, che hai trovato o stai trovando, nell'affermazione del tuo brand?

Soprattutto far capire alle persone, che la carta è un materiale, che può essere utilizzato nei gioielli. Io lavoro in questo campo da sette anni e sono un po' una pioniera. Molte persone considerano la carta un materiale povero, invece è un materiale, che ha moltissime potenzialità.

Poi, naturalmente, ci sono le difficoltà, che hanno tutti … farti conoscere, capire come muoversi....

12

Dammi un buon motivo per acquistare le tue creazioni.

Sono oggetti unici, pensati per la persona, per valorizzarla. Ogni individuo è unico, ogni donna è unica. Anche se io riutilizzo la stessa carta, ogni piega sarà diversa.

13

Qual è il tuo progetto per fiori d'arancio?

È il progetto di una bomboniera-gioiello.

La chiusura è fatta con il gioiello base, il tondo, che è fatto con la carta riciclata degli agrumi. È una carta particolare della Favini.

In ogni caso i miei gioielli possono essere adatti anche alle spose o alle damigelle.

14


Arual Dem

sito

pagina Facebook

Twitter

Instagram

Pinterest


© Federica Redi

Nessun commento:

Posta un commento

Ogni tuo commento è una coccola per il nostro cuore!