01 febbraio 2018

L’ARTE ENTRA IN OASI

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"Il dialogo con la natura resta, per l’artista, conditio sine qua non.

L’artista è uomo, lui stesso è natura, un frammento di natura nel dominio della natura"

(Paul Klee).

Silvia Filippi l’ho conosciuta in occasione della tappa romana dell’ultima edizione di Riarteco. Da allora ci siamo tenute in contatto tramite i canali social ed è così che ho scoperto questo nuovo, affascinante progetto.

Immaginate di camminare in un sentiero di un’Oasi protetta e di incontrare, ogni tanto, un’opera d’arte.

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Si parla molto, in questo periodo di fruizione immersiva dell’opera d’arte, ma se noi provassimo ad andare oltre?

Proviamo a vedere tutto con una prospettiva diversa.

Proviamo a pensare, come Klee, all’arte come opera di un artista che, in quanto uomo, è frammento di natura nel dominio della natura.


Ringrazio Paul Klee che è stato un genio nel sintetizzare così bene un concetto così difficile e ringrazio Silvia Filippi che ci ha dedicato del tempo a spiegarci il bellissimo progetto “Un’Oasi di Arte” .

Che cosa è Un'Oasi di Arte?

Un'Oasi di Arte è un progetto che si inserisce all'interno di un'oasi protetta sotto la giurisdizione della Città Metropolitana di Roma, il Monumento Naturale della Palude di Torre Flavia che si estende per 40 ettari sulla linea costiera compresa tra i comuni di Ladispoli e Cerveteri.

Un gioiello di biodiversità tutelato a livello comunitario (Zona di Protezione Speciale ai sensi della Dir. 79/409/CEE con oltre 500 specie di piante ed animali, di cui 180 specie di uccelli alcuni razze a rischio estinzione), caratterizzato da un'articolata varietà di paesaggio che alterna micro-aree umide a canali e stagni più ampi (che consentono all'avifauna migratoria di soggiornare e riprodursi in un ambiente ideale), alle dune, quasi del tutto scomparse dal litorale laziale, per declinare con dolcezza dove la spiaggia incontra il mare.

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La frequentazione della zona risale all'età del Bronzo, testimoniata dal ritrovamento di interessanti reperti tali da sollecitare l'ipotesi dell'esistenza di un vasto sistema di lagune e paludi alla base degli insediamenti del complesso Tolfetano – Cerite, di cui la stessa Oasi facesse parte vista la sua posizione  interposta tra l'antico centro di Alsium e la via che conduceva ad una delle più più importanti città della dodecapoli etrusca, Caere ossia l'attuale Cerveteri.

Anche sotto il periodo romano la Palude continua ad essere utilizzata, come risulta dai resti di una domus ormai sepolta in mare. Di questa costruzione è stato possibile analizzare solo parti di strutture murarie in opus reticulatum, parzialmente visibili ancora a ridosso degli scogli, mentre è ben visibile che i materiali lapidei e laterizi della stessa villa sono stati posto alla base di Torre Flavia.

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Questa ultima fu edificata per volontà di Flavio Orsini in occasione dei “lavori grandiosi” ordinati da Papa Leone X, allo scopo di prevenire le incursioni saracene. La struttura presenta elementi di novità nell'abbandono della tradizionale pianta circolare per l'adozione di quella quadrata, con il vantaggio di una maggiore resistenza contro l'artiglieria navale.

Pesantemente danneggiata durante l'ultimo conflitto mondiale ed oltraggiata dall'erosione, Torre Flavia è ancora una memoria storica ed archeologica di notevole rilevanza e la sua immagine che si staglia sullo sfondo della spiaggia evoca visioni epiche e racconta il passare del tempo con la sua storia.


Quando nasce il progetto e con quali intenzioni?

Il progetto “Un'Oasi di Arte”, nel riproporre il connubio arte e natura, si propone l'obiettivo di  contribuire al processo formativo di nuove strategie d'intervento orientate alla conservazione, preservazione e valorizzazione del patrimonio naturalistico e storico-archeologico dell'area in questione tramite il linguaggio multiforme dell'arte e concretizzantesi in percorsi aggregativi e collaborativi basati sulla creatività e condivisione delle esperienze, finalizzati all'adozione di “buone pratiche” per la sua difesa.

L'idea di operare all'interno dell'Oasi è maturata anche sull'esperienza precedentemente fatta dall' Associazione MAREVIVO (partner del progetto) in Sicilia dove, un'Oasi danneggiata dalla malevolenza dell'uomo, è stata recuperata grazie alla sensibilità degli artisti.

La nostra idea è quella di creare dei cammini tra le Oasi distribuite sul litorale laziale impreziosite da opere di artisti contemporanei.

Tutte queste esperienze e connessioni si sono rivelate vincenti.

Il 5 novembre scorso, in occasione della giornata difesta per la nidificazione del Fratino (Charadrius alexandrinus) con  la mostra “No Waste, Yes Art”, abbiamo presentato il nostro progetto.

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Quanti sono gli artisti che attualmente fanno parte del progetto?

Attualmente gli artisti che hanno esposto con noi sono venti: Nadia Cesarini, NiK Spa (Nicola Spanò), Giuseppe Portulano, Stefania Zini, Piergiorgio Maiorini, Anna Tonelli, Andrea Puca, Gigalle Romeo, Biagio Castiletti, Chicca Savino, Gianluca Taranto, Stefania Verderosa, Roberto Cortigiani, Monica Di Folco, Alessia Ziccardi, Anna Maria Conforti, Daniele Bartocci, Laura Laurini, Sonia Orsini, Il Riciclabile Laboratorio Pegasus, Ivano Petrucci.


Come fa un artista a entrare a far parte della squadra?

L'artista che vuole entrare a far parte del nostro progetto deve presentare il proprio curriculum artistico al direttore artistico di Un'Oasi di Arte, che valuta la fattibilità e l'aderenza con i temi promossi dal progetto.

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Quali sono i vostri progetti a medio e a lungo termine?

I progetti a breve termine è la creazione di un premio artistico-naturalistico denominato un'Oasi di Arte, che si svolgerà a maggio ed infatti è prevista a breve l'uscita del bando.

Gli artisti selezionati saranno invitati a lavorare nell'Oasi e realizzare opere sul tema natura ed arte con proclamazione del vincitore.

A lungo termine è far diventare questa Oasi sempre più fruibile al pubblico e tutelata attraverso l'arte che svolge anche un'importante ruolo educativo e divulgativo delle attività scientifiche e didattiche che al suo interno si svolgono; poter creare degli spazi per attivare una residenza per artisti permanente dove poter ospitare artisti nazionali ed internazionali.


Cosa pensi del mercato dell'arte? Quali sono i limiti e quali le potenzialità?

Il mercato dell'arte è in mano ai mercanti dell'arte, spesso galleristi e curatori che sono ormai diventati figure imprenditoriali che mirano solo al business e alla mercificazione dell'artista, pronti ad osannare chi è più capace ad autopromuoversi (in termini altri a finanziare) senza guardare al merito ma alla moda del momento.

Al tempo odierno in Italia, come per altri settori, vige la regola della raccomandazione e dellala leva economica, ovvero dell'interesse.

I galleristi per lo più svolgono un ruolo di appendi quadri e di public relation a tariffa. Questo, purtroppo, vale per molti concorsi e per esposizioni blasonate, dove basta versare quanto richiesto per essere inseriti.

Questa situazione è maggiormente accentuata da un sistema legislativo e normativo burocrate ed impositivo sotto il profilo fiscale nel qualel'arte diventa un bene di lusso sottoposto a tassazione.

Tutto ciò non favorisce la circolazione delle opere, soprattutto degli artisti emergenti sui quali non si investe o che non possono spendere denari per partecipare ai cosiddetti concorsi e Biennali.  La conseguenza che solo alcuni possono permettersi la possibilità di partecipazione e, spesso ,senza avere grandi abilità.

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Se tu potessi suggerire alle istituzioni un'idea per valorizzare gli artisti e artigiani contemporanei cosa suggeriresti?

Alle amministrazioni ed istituzioni consiglio di promuovere l'arte fuori dai vincoli di budget, aprire gli spazi pubblici alla presenza degli artisti dando la possibilità di fruire gli spazi senza costi esagitati, troppo onerosi, investire su artisti ed artigiani di qualità dimostrata dall'esperienza e dal curriculum, che hanno maturano un percorso valido e non correre dietro all'etichetta, incentivare l'arte in tutte le sue forme ed espressioni perchè la creatività  e la fantasia sono le nostre ali.


Come ti immagini Un' Oasi d'Arte tra 10 anni?

Come vedo un'Oasi di Arte tra 10 anni? Una splendida realtà frutto della collaborazione tra curatori artisti ed amministrazioni dove potrà farsi formazione e diffusione dell'arte in raccordo con le istituzioni scolastiche, enti e istituzioni del settore quali l'Accademia di Belle Arti e altre strutture. Un museo libero ed accessibile dove immergersi nella natura e nella bellezza sospesi tra cielo, mare e poesia di segni e colori.


Quale è, come curatrice, il tuo sogno nel cassetto?

L'arte è per me una passione, lo è sempre stato fin dall'infanzia anche se per un lungo periodo, malgrado gli studi compiuti l'ho abbandonata.

Il mio sogno come curatrice è organizzare due mostre, due personali di due artisti a me carissimi che non posso citare ma che so un giorno saranno esposti nei musei più prestigiosi, per il resto non cerco il business a tutti i costi, ma solo il giusto riconoscimento per gli artisti perché già la bellezza e la poesia che le opere donano sono una meravigliosa ricompensa.


Un’Oasi di Arte

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© Barbara Fanelli