12 febbraio 2018

L’ARTE ILLUMINATA DI VINCENZO SPANÒ

01

Qui su Vite a regola d’arte raccontiamo storie di persone, che hanno fatto della creatività il proprio mestiere, lo sapete bene.

Ci informiamo, facciamo loro domande, cerchiamo di stabilire un contatto e proviamo a trasmettere attraverso le parole parte della nostra esperienza.

C’è chi parla tanto, chi parla poco, chi è più aperto e chi, invece, ha difficoltà ad esprimere quanto si porta dentro.

Tutti indistintamente mostrano, orgogliosi, oggetti, creazioni, manufatti, opere d’arte. Mostrano, insomma, se stessi attraverso il proprio lavoro.


Durante l’ultima edizione di Artigianato e Palazzo mi è capitato, invece, di incontrare qualcuno, che senza troppi vocaboli e senza aver mostrato praticamente nulla ha saputo dire molto. Anzi, moltissimo.

L’incontro con Vincenzo Spanò, noto creatore di bijoux, è stato particolare, diverso rispetto ad altri, perché lui è riuscito - non chiedetemi come, perché non so minimamente rispondere - a raccontare tanto con pochissime parole e, soprattutto, cosa rara, a trasmettere con disarmante semplicità un profondo senso di serenità.

Non è quanto ha detto, ma come lo ha detto. Sono stati i gesti, le espressioni, le pause. Ma anche le cose non dette e quelle lasciate intuire.


A volte, evidentemente, va così.

Incontri qualcuno, che non hai mai visto o che conosci appena e con il quale, seppur per pochi minuti, entri in connessione.

Qualcuno che ti regala un po’ di sé e che illumina, un vero regalo, la tua giornata.

02

La tua passione per i bijoux risale all'infanzia, ma solo grazie ad un incidente, che hai definito illuminante, hai trovato la tua strada definitiva. E se non ci fosse stato?

L'incidente mi ha cambiato più come persona, dei bijoux non me ne frega nulla. Sono qui per avere contatti con le persone, colorarle e dare loro un pochino di fiducia in se stesse.

Sono come un prete adesso, sono stato in coma e ho visto la luce. E poi mi hanno dato la missione.

Un incidente grave quindi?

Sì, abbastanza. Poi sono tornato. Sono qui per alleggerire le persone e per raccontare tutto questo, perché, sì, di là c’è qualcosa!

Punto. Non ho da dire altro.

Beh, ma mi pare tu abbia detto tutto.

Mi sono aperto io come un libro … con te …

03

Definisci i tuoi gioielli in tre parole.

Luce … anima … speranza.

Wow! Però! Impegnativo …

04

Qual è l'aspetto, che ti interessa di più esplorare  dal punto di vista del design?

La natura! I colori di un tramonto, il colore di un fiore, la sua forma …

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Quali caratteristiche deve avere un gioiello per dirsi riuscito?

È riuscito, quando lo vedo addosso alle persone, che incontro per la strada!

Ma prima? Non c’è un momento, in cui tu dici ecco, così è perfetto, sono soddisfatto?

Ma io sono sempre soddisfatto di quello, che faccio! Anche perché non lo faccio con intenzione, mi lascio semplicemente andare, mi lascio trasportare. Un po’ come fosse musica. È lo stesso, quando faccio un sogno, perché un sogno, poetico o erotico, ti fa esplodere dentro dei colori … e delle forme. Colori che possono essere poi trasferiti in una collana. Le donne sono attratte dal colore.

06

Quale tipo di lavorazione prediligi per le tue creazioni?

Ma … direi un po' tutte!

Da bambino, quando mi portavano all’Isola d’Elba, trovavo dei vetrini colorati … io sono di Livorno, ma lì non ce ne sono … li raccoglievo e poi li legavo insieme con del filo di rame per fare degli anelli alle mie amiche. Cominciavo a girare e rigirare, poi chiedevo al babbo, che è artigiano pure lui.

Quindi è una questione di DNA?

Sì, i miei genitori sono artigiani, lavorano la radica. Hanno fatto i bottoni in legno per Trussardi …

Io, però, sono autodidatta, vedo una cosa e mi viene voglia di rifarla, semplicemente perché mi piace. Poi da cosa nasce cosa … fai una collana e da questa ne escono poi altre … come con le scatole cinesi, una dentro l’altra e piene di colori.

07

Hai lavorato con tantissimi materiali. Ce n'è qualcuno, che non hai mai usato, perché non lo ritieni a te congeniale?

Le cose fredde non mi piacciono. I metalli non mi piacciono, perché, a parte l’oro, danno allergia.

Non sono positivi?

Non so, se siano positivi o negativi, di sicuro appesantiscono l’aura delle persone. Non è una questione di peso, ma tolgono energia. Questo è provato.

08

Qual è il tuo gioiello del cuore?

Il cuore!

Wow, che risposte che mi dai!

Perché?

Perché dici due parole e riesci ad emozionare.

09

Che cosa ti ispira?

Come ho detto prima un tramonto, due colori insieme, un viaggio … un po’ come capita, anche se sicuramente il viaggio è la più grande fonte di ispirazione.

Sono stato un mese in Portogallo due anni fa e, quando sono tornato, ho fatto un sacco di collane coloratissime e molto vistose. Parigi mi ha ispirato cose molto più raffinate …

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Arte, artigianato, design. Quale di questi tre aspetti occupa lo spazio maggiore nella tua attività?

Non ho preferenze. Io vado … libero! Che sia arte, artigianato o design importa poco.

Effettivamente il confine non è sempre definito …

Sì, infatti. Io sono geometra, ma poi ho il diploma di modellatura industriale donna. Ho fatto anche abiti, l’anno scorso avevo qui una collezione di kimono con i colori, che interessavano a me. Quindi …

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Cosa significa vivere una vita creativa?

È tutto! Penso, che sia l’80% di una persona, perché i creativi sono liberi!

Beh, questa è tosta!

Tosta, eh?

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Qual è la tua proposta per fiori d'arancio?

Ho fatto questo. Sono tre collane insieme, che possono essere combinate in vario modo. Do varie possibilità, ma è così un po’ per tutto. Mi piace dare più possibilità, il non avere regole.

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Vincenzo Spanò

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© Federica Redi

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