06 febbraio 2018

NAZZARENA BASTIONI. TUTTA L’ELEGANZA DEL RICAMO

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Ci sono incontri, che si rivelano, a discapito delle premesse, delle vere e proprie sorprese, lasciando addosso la sensazione di aver visto qualcosa di invisibile agli altri e per questo molto più prezioso.

È andata proprio così, nel maggio scorso ad Artigianato e Palazzo dentro la Limonaia Grande, quando ho conosciuto Nazzarena Bastioni, una donna minuta, vestita di scuro e dall’aspetto serioso, che incuteva un certo timore reverenziale e che pareva uscita da un libro del passato.

L’aspetto austero, dovuto a timidezza o molto più probabilmente a quell’atteggiamento tipico di chi è abituato a valutare l’interlocutore prima di esporsi, non invogliava certo alla conversazione, ma la magnificenza dei ricami esposti dentro al suo stand e la curiosità di saperne di più, hanno eliminato in pochi attimi ogni apparente ostacolo.

Sì, apparente, perché nella realtà Nazzarena è simpatica, anzi simpaticissima, e tra una risata ed uno sguardo al cielo mi ha raccontato con semplicità ed estrema convinzione della sua avversione per le fotografie (non mi fotografi, per carità!), del fastidio per i messaggi sul cellulare (mi distraggono dal mio lavoro) e della sua numerosa famiglia (ho tanti nipoti, che mi chiamano).

Mi ha raccontato, naturalmente, del suo lavoro e della sua arte.

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Artista del ricamo da più di cinquant'anni si legge sulla sua pagina Facebook. Come è nato l'amore per questo lavoro? 

L'ho imparato da ragazzina, dalle suore. Una volta di andava ad imparare dalle suore.


Quanto interesse c'è oggi per questa antica arte? 

(ride) Poco, troppo poco…

L'interesse c'è solo da parte di chi sa capire e le giovani non capiscono, a loro non interessa.

Eppure sono cose bellissime …

Si, ma c'è da stirare ... le lenzuola di lino … belle, ma bisogna stirarle…

Bisogna anche avere una certa cultura in famiglia e allora …

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In questi ultimi decenni c'è una rinnovata attenzione per i lavori femminili in generale…

Per questo no!

… numerose sono le fiere della creatività, molti i laboratori e i corsi organizzati, tante le pubblicazioni e le mostre. Perché c'è questo ritorno? 

Sono altri articoli, con il ricamo questo non avviene. Non trovano più lavoro da altre parti e quindi si inventano qualcosa ... (ride)


Quale tecnica viene maggiormente apprezzata e quale, invece, risulta meno gradita o magari non è più di moda? 

Nel mio lavoro? Tutte! A chi piace questo genere di cose, apprezza tutto, non c’è una tecnica in particolare, piacciono tutte, perché faccio tutto a mano.

Ma lei non ha una tecnica preferita?

No, tutte! (ride)

E una, che usa maggiormente?

Ma … dipende dalle richieste e dal tipo di tessuto, perché non tutti i tessuti sono adatti.

Lei quindi ricama con tutte le tecniche?

Si, meno che il punto croce, perché …

… perché lo fanno tutti! Vero, lo fanno tutti o meglio lo facevano tutti. L’ho fatto pure io per un periodo, prima di sposarmi, ed effettivamente andava di gran moda.

Ecco, appunto, io non lo faccio! (ride). Mi piace il lavoro esclusivo, di un certo livello.

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Creare è anche socializzare. Il fare insieme, in compagnia, ha un valore aggiunto? 

Dipende ... Io preferisco lavorare da sola. Ci sono tante cose da valutare, è un lavoro molto soggettivo, certe cose a me proprio non piacciono ...

Quindi sta dicendo, che non sarebbe molto democratica?

Non lo sarei per niente! (ride)


Lei ricama solamente o insegna anche l'arte del ricamo? 

Ho fatto tanti corsi.

E sono abbastanza frequentati?

Quelli che ho fatto io, sì.

Però finiti i corsi la gente si ferma e rimane un hobby …

Finisce lì, perché alla sera, quando hai ricamato per dieci ore, hai guadagnato venti euro. Ma chi lo fa? Una giovane se ne va a spasso, fa la babysitter, piazza i bambini davanti alla televisione e guadagna lo stesso.

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Il web dà la possibilità di entrare in contatto con creativi di ogni tipo e di ogni paese, di conoscere rapidamente tecniche nuove attraverso tutorial. È anche possibile condividere online le proprie passioni. Insomma la creatività è diventata virale. Che cosa ne pensa? 

È un’esagerazione! Tutte, a parole, sanno lavorare, tutte sanno fare i punti, però in pratica...

A parole?

Sì, solo a parole. Io sono un po' tradizionalista.

Beh, ma ci sta. Mica è una cosa negativa!

(ride)



Il lavoro artigianale costa fatica. La gente comprende davvero cosa ci sta dietro? 

Io ho delle clienti, che lo capiscono. Chi viene da me capisce.

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In Italia il lavoro artigianale è abbastanza valorizzato o si potrebbe fare di più?

Si potrebbe fare molto di più!

Anzitutto incentivare chi insegna, come quando ero giovane io, che si andava ad imparare dalle suore, e si doveva pagare per imparare.

A scuola prima di tutto c’era economia domestica, alle medie, e già ti insegnavano a tenere in mano un ago e a fare qualcosa. Poi per imparare davvero, bisognava andare dalle suore. Io ci sono andata per tre anni e, appunto, bisognava portare un regalino per imparare.

Oggi, se prendo una ragazza ... non la posso proprio prendere, perché la devo pagare, le devo pagare i contributi, le devo insegnare, ma se insegno, non lavoro più io e quindi perdo tempo prezioso. Non mi conviene proprio. Non solo, lavorando in due, dovrei - secondo lo Stato - guadagnare il doppio e pagare più tasse.

Ci dovrebbero essere, come una volta, i ragazzi di bottega, che venivano ad imparare. Ecco come potrebbero tirare su l’artigianato … ma non dica, che l'ho detto io …

Ma no, perché?

Perché sono una brontolona! (ride)

Guardi che è una lamentela comune ...

In Italia si sta così ...

Ma non le dispiace, che non ci sia nessuno a continuare la sua attività?

Dispiace … sì, che dispiace! Le mie figliole, ne ho tre, hanno imparato. Una è pure più brava di me, ma poi si è laureata e lavora all’università. (ride)


Mi parli della sua esperienza ad Artigianato e Palazzo.

Sono quasi venti anni, che vengo. Qui è bellissimo, mi piace tanto. Prima andavo alla Fortezza da Basso, ma poi non ci sono più andata, perché si è ingrandita ed è cambiata e prendono tutti, non è più così specifica.

Ma poi qui è bello il contesto. C’è tanta gente, ci sono i turisti.

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Il tema della mostra, quest’anno, è Fiori d’arancio. Ha preparato qualcosa di particolare?

No, perché io posso fare di tutto per gli sposi, ma le mostro alcune bomboniere, che avevo fatto tempo fa per qualcuno.

Insomma basta chiedere?

Certo!

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Arte Ricami Macchi

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© Federica Redi

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