14 febbraio 2018

ROBERTO BIANCHI. IL PIACERE DELLA LENTEZZA

01

Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, gente che sa fare il pane, che ama gli alberi e riconosce il vento.

Più che l’anno della crescita, ci vorrebbe l’anno dell’attenzione.

Attenzione a chi cade, al sole che nasce e che muore, ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato.

Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, significa dare valore al silenzio, al buio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza.

(Franco Arminio, Cedi la strada agli alberi)


Mi regala questa citazione Roberto alla fine della mail, con la quale sono arrivate le risposte a tutte quelle domande, che avrei voluto fargli personalmente durante E_le_menti a confronto.

In quei giorni in Valsusa, infatti, il tempo è volato ed è stato veramente difficile, se non impossibile, parlare con tutti, soprattutto con chi, come lui, era impegnato attivamente con l’organizzazione dell’evento.

Non amo particolarmente le interviste a distanza, anzi, ad essere sincera, non le amo affatto, perché si perde la parte migliore di esse, il contatto umano. Si perdono le sensazioni, i gesti, gli sguardi. Si perde la voce, si perde l’intonazione. E si perde la possibilità di interazione, la possibilità di agganciarsi alle parole per dire altro, per deviare da una strada, che altrimenti è già segnata. Per questo motivo ne ho fatte pochissime.

Mi sono preso il giusto tempo - ha scritto Roberto - ma non serve questa precisazione, perché quanto scrive parla da solo.

Le sue risposte non sono di routine, sono parole sentite, meditate. Sono vive.

Sono parole, che riescono a restituire sensazioni, gesti, sguardi, voce e intonazione. Tutto quanto di solito manca, come detto prima. E che qui non manca affatto.

Non credo sia semplicemente, perché con Roberto ho parlato davvero, sia di persona, sia in più occasioni al telefono. Sono più propensa a pensare, che sia possibile stabilire un contatto reale anche in un luogo virtuale come una mail, solo se si vuole comunicare davvero.

Perché chi vive con passione, lo fa anche nelle piccole cose, anche digitando sui tasti freddi di un pc.

Ecco allora, che la citazione di Roberto, tratta da un libro, che - come scrive - è una piccola Bibbia, diventa spunto di riflessione, diventa input per andare oltre e per porsi delle domande.

Diventa interazione e diventa confronto.


Roberto Bianchi, artigiano della Valsusa, non è semplicemente un falegname, è un minusiere, come ama definirsi.

Termine di origine francese, praticamente sconosciuto in realtà lontane dall’influenza d’Oltralpe, richiama tempi lontani, tradizioni secolari, tecniche quasi dimenticate. Ma anche corporazioni, statuti, antiche università.

Il lavoro dei minusieri era regolato da regole molto severe, atte a garantire un altissimo livello di qualità. Le loro opere, tecnicamente perfette, rivelano sempre studi e ricerche approfondite. Erano artigiani di fino che non improvvisavano, ma operavano con maestria, dedicando tutto il tempo necessario alla realizzazione dei loro capolavori.

Come loro Roberto lavora a ritmi lenti, senza scendere a compromessi, isolandosi dalla frenesia del mondo moderno e recuperando tutto il valore del tempo.

Posso dire, che un po’ l’invidio?

02

Si legge sulla tua pagina Facebook Io trasformo un'essenza nel suo destino. Bello, bellissimo, ma se l'essenza non fosse d'accordo?

Le essenze vanno ascoltate: hanno parole silenziose, che percepisci quando le accarezzi, quando accosti la fronte alla loro superficie.

Le sfioro, chiudo gli occhi e l’immagine arriva. A volte chiarissima, altre meno. Sempre però, prima di iniziare qualsiasi lavoro, chiedo il permesso e ringrazio.

Il processo di trasformazione avviene prima in me e poi nel legno.

03

Hai una pagina curatissima, ricca di pensieri e di citazioni. Ritieni di avere un animo poetico?

Cosa definisce la poesia? Credo di comunicare ciò che sento e ciò che sono.

E se tutto questo fa pensare alla poesia … allora vuol dire che sono riuscito a fare della mia vita una poesia.

04

Leggendo quanto scrivi, si ha l'impressione, che tu sia un tipo calmo, pacato, perfettamente in sintonia con la natura. Si ha l'idea, che tu sappia apprezzare i piccoli piaceri della vita. È  vero?

Non sono calmo, né tantomeno pacato. Ho una tempesta costante che si agita dentro, ho maree, venti e uragani. Ma ho imparato a dominare queste emozioni e a trasformarle.

Ciò non significa che io non mi senta in sinfonia con la natura: sono pioggia nei temporali d‘estate, tuono e vento.

Ho la fortuna di lavorare contornato dalle montagne, ai piedi della Sacra di San Michele, che ormai si è trasformata nel mio nume tutelare.

Riesco ad apprezzare i piccoli piaceri della vita, perché il mio lavoro me lo consente. Da solo in bottega il sentire si dilata e tutto viene percepito in modo più grande e potente. Anche una rana, che gracida fuori dalla porta della falegnameria, diventa un concerto, un piccolo assolo.

05

Come definiresti la tua arte?

Le definizioni sono chiuse, sono cerchi che stringono e costringono all’interno di uno spazio definito.

Mi piace pensare di essere un divenire, un mutamento continuo, un movimento verso qualcosa che forse non raggiungerò mai.

06

Affermi, che il legno è un materiale rassicurante. Spiegami il perché.

Il legno è vivo, è caldo, è mutevole. Il legno reagisce e cambia. Ti sa stupire e a volte ti inganna.

È rassicurante, perché ha radici, perché ha una storia. Abbiamo bisogno di cose profonde. E invece oggi il più della gente resta in superficie e si perde.

07

Mi racconti delle tecniche antiche, che utilizzi? In cosa consistono?

Non utilizzo nulla che non sia legno della mia terra: dal momento in cui arriva in falegnameria fino all’essicazione (che avviene in modo naturale) e poi alla trasformazione, si avvia un processo rispettoso del legno e dei suoi tempi, perché non mi interessa realizzare lavori, che non rendano felice me e coloro che li porteranno nella propria casa.

Evito i chiodi, i tasselli le lavorazioni brusche e quelle che feriscono il legno. Abbraccio l’albero prima di trasformarlo e lo ringrazio sempre perché il dono che mi fa è grande.

Prediligo trattamenti naturali e utilizzo cera d’api, tarpene di agrumi: un mobile deve essere una sinfonia, deve essere percepito con tutti i sensi. Lo tocchi, lo guardi, lo annusi, lo ascolti. Code di rondine, tenone e mortasa, il perno quadro e il dente canale: antichi incastri e lavorazioni, che fatti con accuratezza formano un legame quasi indissolubile tra un pezzo e l’altro dell'opera e sono tutti realizzati con strumenti che hanno molte storie da raccontare.

08

C'è un tuo lavoro, che ti porti nel cuore e dal quale non riusciresti mai a separarti?

Nel mio lavoro ci metto cuore e passione, ogni opera che realizzo ha una parte di me.

Emozioni e sensazioni si susseguono nel realizzarle. Faccio fatica ogni volta che una di esse lascia la mia bottega, perché con lei va una parte di me.

09

Potresti vivere senza essere un artista?

Non puoi dividere la tua essenza in parti separate. Io sono io nella mia interezza e non so se sono un artista … mi piace pensarmi un semplice falegname.

Non potrei vivere senza passione, senza amore profondo per quello che faccio, senza riconoscermi in quello che realizzo.

10

Hai un sogno nel cassetto?

Di sogni ne ho più di uno e un cassetto non basterebbe a contenerli tutti.

Se devo sognare, sogno in grande, mettendoli in stipi di credenze o in canterani, che abbiano facile accesso, per poi riuscire a prenderli e realizzarli. Ma il sogno più grosso rimane quello di poter trasferire la conoscenza ad allievi meritevoli in modo da continuare la tradizione nell’integrità per come mi è stata trasmessa.

11

Che cosa è uscito dal confronto di tutti gli elementi presenti ad E_le_menti a confronto?

L’importanza della collaborazione, dell’unione.

Ci sono persone che fanno e non si perdono in chiacchiere.

La bellezza è stata vedere tanti artisti mettersi in gioco e mobilitarsi per una causa comune.

12


Roberto Bianchi

pagina Facebook


© Federica Redi

Nessun commento:

Posta un commento

Ogni tuo commento è una coccola per il nostro cuore!