11 aprile 2018

LE PORCELLANE SENZA TEMPO DI JACQUELINE HARBERINK

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Cambiare in generale è bello, è energia vitale, è rinnovamento, è varietà, ma acquistare oggetti senza tempo, che accompagnano magari per una vita intera, è in un certo qual modo rassicurante.

Amare le proprie cose, affezionarsi ad esse, ritrovarle dopo un’assenza dà un senso di casa e di appartenenza, che non hanno prezzo.

Certo devono essere piaciute a pelle, devono essere entrate dentro, altrimenti, ovvio, non funziona. Non funziona proprio.


Ad Artigianato e Palazzo, nel maggio scorso, ho incontrato un’artista, che crea proprio oggetti del genere. Oggetti, che solo a vederli, danno la certezza di essere per sempre.

Le porcellane di Jacqueline Harberink sono creazioni per oggi e per domani, adatte ad ogni tipo di persona e ad ogni tipo di ambiente.

Colpiscono per l’eleganza delle forme e per la delicatezza degli accostamenti cromatici. E per un design minimalista, che non esclude la praticità, anzi la esalta.

Belle da guardare e pratiche da usare, sono assolutamente meravigliose da toccare!

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La tua passione per la ceramica è nata recentemente. Come ti sei appassionata a questa arte?

In verità ho sempre amato la porcellana, adoro toccare questo materiale e ho una collezione di porcellane.

Nel 2006, però, ho cominciato a farla personalmente.


Olanda, Spagna, Italia. Quanto di questi paesi si trova nella tua produzione?

Sono nata in Olanda, per cui sono molto nordica nello stile, la mia produzione è semplice, minimale.

In Spagna ho frequentato la scuola di ceramica, per cui lì ho acquisito la tecnica. È la base su cui ho costruito tutto il resto, anche se in Italia ho poi seguito corsi di specializzazione.

L’Italia … la tranquillità, perché sto in campagna.

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Tu parli di sensorial experience e chiedi alle persone di toccare gli oggetti. Perché?

Nelle mie creazioni lo smalto sta all’interno, non all’esterno. Quindi, quando le tocchi, provi una sensazione del tutto diversa.


Come riesci a coniugare l'aspetto estetico e quello funzionale?

Io sono una persona molto pratica, quindi l'oggetto deve essere facilmente utilizzabile.

Provo sempre le mie porcellane. Se non le trovo comode, le scarto.

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Da dove nasce l'ispirazione?

Può essere dappertutto. Nella natura, nei colori, nell’architettura …


Che cosa ti piace di più nel tuo lavoro?

Penso proprio la lavorazione, il creare dal nulla.

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Come si crea un brand di successo?

Bisogna essere molto costanti e anche molto determinati. Non è per nulla facile.


Ceramica bianca o ceramica colorata? Dove vanno le tue preferenze?

Amo molto la porcellana bianca abbinata ad un colore.

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Hai mai organizzato workshop per insegnare agli altri quello che sai?

No, anche se me lo chiedono in tanti. Forse in futuro, non so.


Artigianato in Italia e artigianato in Olanda. Dove sono le prospettive migliori?

In Olanda adesso l'artigianato va molto di moda, ma era sparito per un certo periodo, quindi sono stati persi anni preziosi. In Italia, invece, il filo con la tradizione non si è mai interrotto.

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Hai preparato qualcosa di particolare per il tema fiori d'arancio?

No, perché tutto quello, che io produco può essere usato per un matrimonio.

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JHA Porcelain

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© Federica Redi

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