26 ottobre 2016

FLAVIA BIAGIONI: LA ROMPIPALLET

 
Si chiama Flavia, la Rompipallet, ed è una artista del riciclo. Grazie a lei vecchi tubi si trasformano in omini di luce che a me ricordano tanto Edi, l'amico di Archimede Pitagorico.
 
Ho conosciuto Flavia sotto i portici di Eataly vicina di banco di Sonia. Entrambe unite non solo da amicizia, ma anche dalla stessa idea di riciclo e di arredo in stile industriale. E se di Sonia e del suo mondo fantastico vi ho già parlato, oggi è il turno di Flavia.
 
 
Cominciamo dalle tue lampade. Come nasce l'idea di assemblare parti di tubo per creare lampade?

L'idea non è la mia. Quello di fare lampade assemblando tubi è uno stile molto in voga negli USA e lì è un trend ormai parecchio affermato.

In Italia è da qualche anno che si possono trovare lampade realizzate in questo modo. Quando le ho viste la prima volta, ho pensato che potevo provare a realizzarle anche io e così mi sono messa all'opera.
 

Oltre a costruire lampade, anzi, prima ancora di costruire lampade, tu sei una artigiana del legno. Ci parli dei tuoi lavori di legno?

 
Nel mio lavoro io sono una autodidatta e il primo contatto con il mondo della creatività l'ho avuto con il legno, per la precisione con il legno di recupero dei vecchi pallet.
 
Oltre alle cornici e ai quadri bidimensionali, le targhette per le porte sono i primi lavori che ho realizzato e rappresentano la mia idea di creatività: progettare, assemblare, tagliare, incollare e infine colorare.
 
 
Le targhette, poi, possono essere personalizzate per tutti i membri della famiglia (animali domestici inclusi).
 
 
Creatività per te è?
 
Per me la creatività è uno sfogo, non potrei vivere senza. Ho scelto di fare l'artigiana, perché è il modo per dare sfogo al mio essere e alla mia creatività.
 
 
Io ho trovata perfetta, per le sue opere, la frase di De Andrè riportata sulla Pagina Facebook di Flavia:
 
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori
 
 
 
La Rompipallet
 


 
© Barbara Fanelli