10 gennaio 2018

CHI HA PAURA DEL LUPO? NOI NO!

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Cappuccetto Rosso? Cappuccetto Rosso?

Su, apri la porta.

Su, apri, non hai sentito il mio “toc, toc, toc”?

Allora vuoi che soffi? Vuoi che faccio “puff”?

Allora devo aprirla io la porta.

…..

Sono il Lupo Cattivoooo

(Jack Torrance, Shining, Stanley Kubrick)


Quante volte il lupo è stato volutamente associato alla figura di uno spietato assassino?

Quante volte, nell’immaginario collettivo, è stato dipinto come nemico dell’uomo, simbolo di ferocia e malvagità, portatore di distruzione?

Quante volte, nella nostra tradizione, al lupo, animale molto spesso incompreso ed ingiustamente condannato, vengono associati tutta una serie di comportamenti negativi e di falsi stereotipi, che mirano a sottolinearne l’aspetto pericoloso e l’aggressività?

Quante favole e quanti racconti ci hanno tramandato l’idea di un Lupo Cattivo da temere e da evitare?

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Incarnazione della tentazione, della trasgressione, delle pulsioni incontrollate, in precisi momenti storici e in determinate zone votate alla pastorizia, il lupo ha effettivamente costituito un pericolo concreto, ma è anche vero, che il terrore da esso suscitato non è sempre stato giustificabile.

Non è che forse, come diceva Farley Mowat, lo abbiamo condannato non per quello che è, ma per quello che abbiamo deliberatamente ed erroneamente percepito che fosse?

La natura ambivalente di questo nobile animale ha sempre esercitato un fascino particolare su popoli e culture, ma se nella simbologia sono stati sempre apprezzati gli ideali positivi, di cui esso è portatore, nella realtà dei fatti non si è riusciti, almeno non completamente, a superare una visione parziale e poco obiettiva, che in certi contesti lo vede ancora come un pericolo per luoghi, attività e persone.

Eppure il lupo è sensibile ed intelligente, al contempo individuo ed animale sociale, che si prende cura dei suoi malati, che protegge la famiglia e che vive rispettosamente nel branco. Forte e leale, dotato di un intuito non comune, è un abile cacciatore capace di sfruttare al meglio le proprie risorse.

E allora? Perché ancora oggi lo temiamo?

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Nel periodo natalizio la mostra Lupi in città ha cercato di far riflettere, attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, la cittadinanza e i turisti in visita a Trento su un tema molto delicato, non solo per il nostro territorio, ma per l’intero ecosistema alpino.

Una mostra tutta da scoprire per le vie del centro di Trento.

Uno stimolo per dialogare e riflettere con la cittadinanza sul lupo,

animale sempre al margine e sempre al centro,

in continuo contrasto e attrazione con la nostra specie,

fra opposti apparentemente inconciliabili, totem e tabù, bosco e città.

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Il percorso espositivo, che si snodava per le vie del centro storico, ha visto come protagonisti otto giovani artisti e le loro opere, selezionati nel corso dell’estate da un’apposita e prestigiosa giuria:

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Luca Bertoldi – Who’s afraid of

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Mattia Campo Dall’Orto – Licantrophilia

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Francesco Fossati – FalseFriend [Joseph]

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Giada Fuccelli – LOOP/O

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Valentina Miorandi – DRIFTERS

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Laurina Paperina – They are among us

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Marco Ranieri – AU

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Luca Rossi – Homo Homini Lupus

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Ad essi si è aggiunta la menzione speciale per Alessandro Neretti, che ha realizzato un intervento sonoro, trasmesso all’interno delle sale del Muse.


La mostra, decisamente interessante, è stata inaugurata a Palazzo Geremia, poco distante da casa mia, vi pare che potessi mancare?

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Sono stati gli stessi artisti a presentare i loro lavori, fornendo elementi indispensabili per la loro comprensione, ma lasciando anche margine per l’esperienza personale dello spettatore, laddove i contenuti ed i significati non potevano essere pienamente recepiti senza il contatto diretto con l’opera d’arte.

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Nel corso dell’incontro è stato presentato il progetto sperimentale, Wolfbot, che dava la possibilità, scaricando il Messanger di Facebook, di chattare direttamente con il lupo.

L’obiettivo dell’iniziativa era quello di creare un filo conduttore fra le diverse opere, che potevano sì essere scoperte liberamente, utilizzando la cartina, ma potevano anche essere raggiunte grazie a questo strumento.

Un gioco per conoscere gli artisti, che hanno prestato la loro voce, raccontando il loro lavoro, ma anche per invogliare i visitatori a compiere l’intero percorso cittadino.

Un modo diverso di vivere una mostra d’arte.

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Il concorso, che invitava a raccontare con una fotografia la propria visita alla mostra, ha poi fornito un ulteriore stimolo.

Come resistere alla tentazione di vincere un kit da vero lupo?

Noi di Vite a regola d’arte, naturalmente, abbiamo partecipato!

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Special guest della serata l’artista vicentino Alberto Salvetti, che ha presentato il suo Camminare con i lupi, progetto esterno alla mostra, ma ad essa intimamente collegato.

Una dura performance la sua!

150 chilometri. Cortina d’Ampezzo-Bolzano. Tre giorni di cammino a piedi fra le montagne con un … lupo sulle spalle!

Una storia, che merita di essere raccontata!

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L’inaugurazione di Lupi in città si è conclusa con un’altra performance, quella della danzatrice trentina Silvia Dezulian, che ha animato, attirando l’attenzione dei passanti, l’opera di Giada Fuccelli LOOP/O.

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Finisce così? No, di certo!

Perché una mostra del genere non poteva non essere vissuta davvero, non era possibile non tuffarsi nelle vie cittadine alla ricerca dei lupi.

L’ho fatto, quindi, ma non da sola.

Credo che, in generale, il lavoro di sensibilizzazione, qualunque sia l’argomento, debba partire dai più piccoli.

Non è importante comprendere completamente, l’essenziale è dare un input.

Per non avere più paura.

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LUPI IN CITTÀ

01.12.2017 – 07.01.2018

Trento


Muse – Museo delle Scienze

Al via il concorso Lupi in città

Concorso Lupi in città

Inaugurazione mostra – Lupi in città


Life – WolfAlps

Mostra d’arte Lupi in città


© Federica Redi