22 gennaio 2018

EMOZIONI A CONFRONTO

01

A chi non si accontenta, a chi disobbedisce,

a chi non si arrende, a chi sogna di partire,

a chi non sa dove andare.

(Matteo Poletti, Jam session)


L'Amico l'aveva detto già in tempi non sospetti, che il cerchio si sarebbe chiuso, ma Lei non ci aveva mai creduto. Non per cattiveria o per scarsa fiducia, ma perché non le sembrava proprio possibile, mancavano del tutto i presupposti.

Eppure l'Amico, spesso detestato per questa sua supponenza e per la costante fastidiosa convinzione di saper prevedere le cose, aveva ragione.

Il cerchio si era effettivamente chiuso, con semplicità, come fosse la cosa più naturale del mondo.


Il viaggio era cominciato tanto tempo prima, molto prima che Lei salisse su quel treno, ma era stato per anni un girare in tondo senza andare da nessuna parte.

Passi trattenuti, movimenti ingabbiati, mani legate.

Eppure era riuscita fin da subito ad intravvedere una via di scampo a quella situazione e le infinite potenzialità di una scelta del genere, anche se, ovvio, all’inizio nessuno aveva capito.

In fondo neppure Lei.


Per un certo tempo aveva condiviso sogni e speranze con alcune Ragazze, che per un breve periodo avevano viaggiato nello stesso scompartimento.

Insieme avevano riso e pianto, giocato ed immaginato, fatto progetti e mandato il mondo al diavolo, ma la vita – si sa – a volte separa le persone senza motivo, senza spiegazione, senza rimpianti.


A scendere la Compagna rimasta non ci pensava proprio, men che meno in quel punto, in cui il treno aveva preso velocità e pareva destinato a ribaltarsi.

Incosciente e temeraria quanto Lei, pareva quasi gustare quel momento di incertezza e di pericolo, convinta che la sorte sarebbe ben presto stata favorevole e che tenersi aggrappata al sedile si sarebbe alla fine rivelata la scelta migliore.

Ma era nella sua natura essere così, fiduciosa. Quando non era incazzata, ben inteso, ché allora non ce n’era per nessuno.


Pare che le cose non succedano mai per caso e che le stelle, in qualche modo, riescano sempre a mettere lo zampino nelle nostre vite, dando un senso agli accadimenti. Per questo forse l’incontro con il Viandante, avvenuto molto tempo prima, aveva assunto in tempi recenti un significato particolare.

Era ricomparso dal nulla ed aveva mutato il corso degli eventi, regalando del tutto inconsapevolmente alle due viaggiatrici la chiave da loro tanto cercata.

Lo avevano seguito senza esitazione, seguendo l’istinto, cominciando un cammino nuovo, diverso, che fin dai primi passi si era rivelato un’avventura meravigliosa.


È solo camminando, uscendo dal proprio guscio per incontrare gli altri, che la vita si riempie di momenti speciali e si arricchisce di significati.

Non importa essere fisicamente vicini, per condividere qualcosa - un’idea, un progetto, un obiettivo – la cosa essenziale è ritrovarsi sulle stesse frequenze e sentire allo stesso modo.

Con la Donna era andata proprio così, forse perché, pur così diverse, avevano molto in comune ed avevano lavorato fianco a fianco, senza un attimo di tregua, con ostinazione. Ridendo, sbuffando, maledicendo.


L’incontro con il Saggio era stato intenso, speciale fin da subito.

Aveva toccato qualcosa, giù nel profondo.

Non servono tante spiegazioni aveva detto perché solo chi sa andare oltre, riesce a cogliere, per gli altri non è ancora giunto il momento e forse non arriverà mai.

Parole vere le sue, con le quali Lei non poteva che trovarsi del tutto d’accordo, anche se era un concetto, che era riuscita a fare proprio solo in tempi relativamente recenti.


Con l’Astrologa aveva parlato tanto, seduta nella sua piccola bottega ridondante di oggetti scintillanti.

Avevano lungamente discusso di simboli, di stelle, di segni. Di nuovo i segni.

Ma avevano soprattutto parlato di vita, di delusioni, di dolori e di aspettative.

E di tante altre cose, che si ripetono sempre uguali a se stesse, perché é così che va il mondo.


Il viaggio nella Terra dei Segni, così l’aveva definita l’Esperto, aveva chiarito così tante cose …

Forse, come da tempo immemore sosteneva l’Amico, i segni indicano davvero la strada da seguire, anche se non sempre forniscono risposte e alle volte possono essere fraintesi, per incapacità, per debolezza, per paura.

Proprio lì, in un luogo mai considerato, i tasselli del suo puzzle personale, avevano trovato la loro giusta collocazione.

Lì, in mezzo a gente pressoché sconosciuta eppur così vicina.


Il treno correva veloce, il viaggio stava per concludersi.

Già in piedi, guardava fuori dal finestrino le montagne, che si riflettevano nell’acqua del fiume, colorata dal sole del tramonto.

D’impulso prese dalla borsa, con curiosità, il libro con la copertina arancione, che lo Scrittore le aveva donato.

Sorrise, con emozione rinnovata, rileggendo la dedica, che le aveva fatto.

Quella dedica, che racchiudeva il senso di tutto e che lui aveva scritto, dopo aver capito al volo.


Girò ancora una pagina, poi un’altra.

Poche righe diritte al cuore.

Un sussulto, un sorriso, una lacrima.


Ed un cerchio, che si chiude.


Stava tornando a casa, alle sue odiate montagne, che vide per la prima volta sotto una luce nuova.

Non più ostacolo, non più limite, non più oppressione. Solo un panorama come tanti.

Ormai sapeva come superarle, come andare oltre.

Aveva finalmente imparato a volare.

02

E_le_menti a confronto non è stato semplicemente un evento, è stata un’esperienza totalizzante.

Persone, momenti, emozioni, ma anche pensieri, ricordi, riflessioni.

Presente, passato e futuro in un gioco di incastri, che mi ha lasciato senza fiato.

Inizio e fine, apertura e chiusura, mi ha mostrato la strada.

Per questo blog.


E per me stessa.


© Federica Redi