17 gennaio 2018

ZENZERO CANDITO. GENUINITÀ ROMAGNOLA

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Il banco, stracolmo di prelibatezze, non lascia scampo.

Dai cestini, dai piatti, dalle alzatine un esercito di dolcetti, di ogni fatta e dimensione, è pronto a sferrare l’attacco.

Nessun trucco, nessun inganno. Non ci sono colori sgargianti ad attirare lo sguardo e non ci sono profumi particolari a solleticare le narici.

Eppure il passante, inerme, è presto vinto.

Alza la bandiera bianca con rassegnazione, sicuro di non aver scelta, e si consegna a capo chino, arrendendosi al suo destino.

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Zenzero Candito è una piccola biscotteria artigianale, nata a Riolo Terme nel 2011, dalla passione e dall’esperienza ventennale di Daniela Pascucci.

Tutta la produzione è basta sull’utilizzo di farine di grani antichi, integrali e semi-integrali macinati a pietra, e la maggior parte dei prodotti viene realizzata senza latticini e senza uova. Pensati principalmente per chi segue uno stile di vita all’insegna della naturalezza, sono adatti anche a chi ha tolleranze alimentari.

Biscotti, muffins, focacce, pani speciali vengono preparati ogni giorno e vengono lavorati a mano, come un tempo.

L’azienda dal 2015 è certificata biologica.

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Ad Artigianato e Palazzo, edizione 2017, Daniela mi accoglie assieme al marito Alessandro in una bella giornata di sole.


Quando e come nasce la tua biscotteria? Qual è la tua storia?

Allora … io nasco come designerpackaging designer per la precisione, mi occupavo quindi proprio di altro. Lavoravo con Neri, abbiamo studiato insieme.

Parallelamente avevo la passione della lievitazione naturale e della biscotteria.

Circa vent'anni fa ho abbandonato lo studio di Firenze per andare a creare pani e biscotti e, assieme ad un’amica, mi sono messa a fare dei piccoli mercatini biologici.

Poi, quando dieci anni fa è nata mia figlia, non potendo più viaggiare e con la crisi in atto, mi sono trovata con un curriculum, che non funzionava più ed il mio hobby è tornato fuori.

Così, per gioco, è nata la mia biscotteria.

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La tua è un'azienda biologica. Raccontami della tua scelta bio.

La mia scelta è nata, quando io avevo diciotto anni, quindi parecchio tempo fa.

Beh, all’avanguardia …

Sì, direi di sì. Fin dall’inizio, quando appunto facevo i mercatini con questa amica, ho usato solo farine integrali ed ingredienti biologici. Era naturale, era la nostra scelta di vita.

Quando, quindi, ho aperto l’attività, mi sono limitata a portare avanti questa scelta.

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Leggo sulla tua pagina Facebook, che nel tuo laboratorio si sperimentano e si studiano nuovi ingredienti. Quanto è importante la sperimentazione?

Tanto! Tanto, perché fa parte anche della creatività.

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Il vostro uso di grani antichi fa pensare ad un forte legame con il passato. Le tradizioni sono importanti?

Per noi sono importanti nel senso, che si crea un legame anche per i giovani.

Non è vero, che ciò, che era una volta, adesso non è più o non può più essere. Il passato ci può dare lo spunto per nuove attività oggi o nel futuro.

E comunque è importante legarsi al territorio. L’economia locale è stata sradicata, tutto viene da fuori. Noi cerchiamo di riportare l’economia locale nei nostri luoghi, quindi cerchiamo di scoprire le materie prime, che hanno una valenza di nutrizione, ma anche di qualità. In questo modo si riportano i giovani nel loro territorio, non c’è più la necessità di cercare lavoro da altre parti.

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Parliamo di materie prime. Con che criterio vengono scelte?

Conosciamo personalmente le aziende agricole ed i produttori.

Normalmente ci facciamo mandare dei campioni e poi, se funzionano, se ci piacciono, se hanno un sapore genuino, se sono di qualità, li scegliamo come fornitori.

Prediligiamo aziende piccole, rigorosamente biologiche. Ad esempio le nostre mandorle provengono dalla Val di Noto, in Sicilia, le nocciole vengono dalle Langhe piemontesi.

I grani li facciamo coltivare sulle nostre colline. Quindi, ogni anno, ci sono aziende agricole, che ci destinano ettari di terreno e noi, via via, facciamo seminare i grani, di cui abbiamo bisogno. Poi vengono macinati a pietra ed utilizzati.

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Qual è il vostro prodotto più famoso?

Forse i Zenzerissimi.

Sono biscotti fatti con la radice fresca, che viene dal Perù, da una piccola comunità locale, che lavora nell’ambito di un progetto eco-solidale. Arriva in Italia tramite un importatore.

Sono fatti con il farro integrale, che cresce a 600 metri di altitudine sulle nostre colline.

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In un momento, in cui le persone con intolleranze alimentari sono sempre più, come affrontate il problema?

Noi, fortunatamente, con i prodotti che facciamo, siamo in grado di dare una risposta a chi non trova sul mercato alimenti, che vadano incontro alle loro esigenze.

Noi lavoriamo senza lieviti, facciamo diversi prodotti con farine speciali, che non contengono glutine, ma in generale, lavorando con i grani antichi, abbandonando del tutto i grani moderni, permettiamo al corpo di trovare degli alimenti sani. Questo aiuta chi ha dei problemi.

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La vostra pagina Facebook è curatissima. Quanto è importante oggi essere online e con contenuti di qualità?

Abbiamo una persona, che ci sta seguendo da qualche mese. Settimanalmente le forniamo le foto, le raccontiamo quanto è successo, decidiamo cosa pubblicare.

E questo dà dei risultati?

Direi di sì. Le persone chiamano, forse perché siamo molto descrittivi …

Sì, molto, ho visto! Complimenti. Non è facile trovare pagine curate.

Grazie.

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Artigianato oggi. Quali sono le prospettive?

Secondo me tante! Se l’Italia puntasse soltanto su questo e sul turismo noi potremmo uscire benissimo dalla crisi.

Però non puntano …

Il problema è, che siamo svenduti al miglior offerente, che sia America, Cina o Germania … noi abbiamo un prodotto d’eccellenza, dovremmo lavorare solo su questo.

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Artigianato e Palazzo perché? Hai già partecipato?

È la prima come espositore, ma al terzo anno di vita di Artigianato e Palazzo venni con la mia amica, così per gioco.

Noi facciamo prevalentemente fiere di settore, del benessere e del biologico, ma abbiamo molti clienti di Firenze, che ci hanno chiesto di venire nella loro città. Ecco perché siamo venuti!

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Qual è la tua proposta per Fiori d’arancio, tema della manifestazione di quest’anno?

Abbiamo preparato una bomboniera, che contiene il nostro amaretto allo zenzero, a base di mandorle sostituisce i classici confetti.

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Lascio Daniela ed Alessandro con un sacchetto pieno di golosità e con la promessa di rivederci presto, magari in Trentino, dalle mie parti, dove loro vengono spesso.

All’ombra di un grande albero del Giardino Corsini, seduta su una sedia di legno, anch’io mi consegno al nemico.

Felicemente!

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Zenzero Candito - Biscotteria Naturale

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