21 febbraio 2018

BRUNA TATAFIORE: GEOMETRIE DI TESSUTI

IMG_3232 Bruna Tatafiore

Diceva Voltare: Di tutte le scienze la più assurda, la più capace di soffocare ogni specie di genio, è la geometria. Questa scienza ridicola ha come oggetto superfici, linee, punti che non esistono in natura. La geometria è solo uno scherzo di cattivo gusto.

Io, però, ad Artigianato e Palazzo lo scorso anno ho incontrato una persona, che non solo pensa esattamente l’opposto di Voltaire, ma che applica le regole della geometria per creare borse, accessori e capi di abbigliamento bellissimi e unici.

Questa persona si chiama Bruna Tatafiore, architetto, ed ha applicato i suoi studi di geometria alla sartoria.

La sua ricerca e il suo studio nel campo tessile iniziano nel 2000 quando comincia, unendo materiali diversi, la produzione di abbigliamento e accessori.

Io non solo ho potuto vedere da vicino ed apprezzare i suoi bellissimi lavori, ma ho avuto con lei anche una piacevolissima conversazione, per la quale la ringrazio infinitamente.


Come e quando nasce la passione?

Io sono un architetto e ho svolto la professione per tanti anni. Poi ho cominciato a dipingere le sete e a realizzare delle scarpe. Dalle scarpe ai vestiti il passo, poi, è stato breve.

Avendo una zia bravissima, che aveva un atelier, il saper cucire fa parte del mio DNA.

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In pratica ha cominciato a cucire nell’infanzia.

Sì, ricordo che a me piaceva moltissimo stare nel laboratorio di mia zia anche solo a guardare le sarte lavorare.


Come ha influito il suo percorso di studi in architettura sulle tecniche che utilizza per le sue creazioni?

Uso molto il disegno geometrico per le mie creazioni. Lavoro sempre come se facessi un progetto di architettura.

Oltre ai vestiti realizzo anche dei plaid in cachemire e delle tovaglie.

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Quale tecnica predilige?

Macchina da cucire, ago e filo.


L’accostamento di tipi di stoffe diverse come avviene?

A casa ho una marea di stoffe e bottoni e tutto comincia dall’accostamento dei colori.


Quindi l’accostamento dei colori prevale sull’accostamento dei tessuti?

Sì, decisamente.

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Per le sue creazioni utilizza oggetti di recupero. Quanto incide questo sulla creatività?

Tutto ciò che mi piace lo recupero. Dipende dal tipo di oggetto che ho. Certe volte le borse nascono dal bottone oppure da un nastro.


George Bernard Show diceva l’immaginazione è l’inizio della creazione. Quale è il suo percorso creativo?

Il mio punto di partenza è sempre dalla stoffa.

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Che consiglio può dare a un giovane che decide di avvicinarsi al mondo della sartoria?

Ci vuole molta pazienza. Non si guadagna molto, perché il prezzo del lavoro non è adeguato alla creatività.

Tutto ciò che è artigianato non è messo bene in luce. Il prezzo di un capo non corrisponde al numero di ore lavorate. Se così fosse il prezzo sarebbe troppo elevato e il lavoro invendibile.


Quale è il suo pubblico di riferimento? Chi è interessato al suo lavoro?

Un po’ tutti, in particolare gli stranieri. Piacciono molto le giacche e in generale i capi di abbigliamento. La gente apprezza il fatto che sono tutti pezzi unici.

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Gli accessori dei suoi capi sono molto belli e ricercati. Dove li reperisce?

Ho una mia amica collezionista di bottoni che mi rifornisce.


Bruna Tatafiore

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© Barbara Fanelli