12 febbraio 2018

PIEL DE RUEDA, QUANDO LA PELLETTERIA CAMBIA PELLE

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Il mio incontro con Raul Ruiz Rodriguez risale al dicembre 2015. Preistoria, penserete voi …

Il progetto di ISPIRAZIONINFIERA era agli albori e io mi ero imbattuta, quasi per caso, in un mercato natalizio realizzato da una associazione di artigiani. Eravamo a piazza di Cinecittà, l’associazione era Prendi L’Arte e la postazione di Fabrike Recikled era una delle prime che avevano attirato la mia attenzione.

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Cosa mi aveva colpito?

Non ci sono molti dubbi: il materiale usato da Raul, per realizzare il suo lavoro. Fino a quel giorno avevo associato la pelle, tutt’al più la stoffa (o il tessuto più in generale) alle borse, alle cinture, ai porta chiavi.

Lì davanti a me, invece, c’era tutt’altro: gomma, copertoni, camere d’aria ... la pelletteria aveva cambiato pelle!


Cosa è successo dal 2015 ad oggi?

E’ successo che Raul e Giulia Valdettaro, la sua compagna, hanno intrapreso, sulla scia di Fabrike Recikled un progetto tutto nuovo: Piel de Rueda.

Io trovo, che il nome del nuovo brand sia fantastico e che sia la giusta veste per il loro lavoro: piel de rueda, letteralmente pelle di ruota, la materia prima del loro lavoro.

Per questo motivo ho deciso di ricontattarli e di farmi raccontare cosa era successo negli ultimi tre anni.

Ringrazio Giulia e Raul per la tempestività con la quale hanno risposto alle mie domande.


Raul, ti abbiamo conosciuto a Roma come Fabrike Recikled, ti ritroviamo a Genova come Piel de Rueda. Cosa è successo nel mezzo?

Il mio progetto Fabrike Recikled è nato nel Lazio e ha trovato la sua massima espressione a Roma, città di grande scambio culturale ed artistico, dove ho potuto esplorare varie possibilità di riciclo del materiale elettronico e informatico.

Ben presto, però, dato che sono una persona molto curiosa e mi piace esplorare nuovi ambiti, insieme alla mia compagna, Giulia, mi sono appassionato nel recupero di altri materiali con cui lavorare, sempre ovviamente nell'ottica del riciclo.

E’ nato cosi, insieme a lei, il nostro nuovo progetto Piel de Rueda basato sul riutilizzo di camere d'aria e copertoni di vari mezzi di trasporto.

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Perché proprio Genova?

In realtà non viviamo a Genova, ma a Mulazzo, un piccolo paesino della Lunigiana, molto tranquillo e suggestivo. Abbiamo deciso di spostarci da Roma verso il nord Italia per vari motivi, tra cui anche il desiderio di avvicinarsi ad un nuovo mercato, più internazionale.

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Quanto il territorio in cui vivi influisce sul vostro lavoro?

Una bella domanda! Il trasferimento comporta molte questioni, tra cui sicuramente dover allacciare nuovi rapporti e collaborazioni: abbiamo dovuto cercare nuovi posti dove recuperare il materiale da riciclare, all'inizio non è stato facile, ma con un po' di pazienza si incontrano le persone giuste, che hanno apprezzato il nostro progetto e contribuiscono tutt' oggi al nostro lavoro.


Cosa avete lasciato a Roma e cosa invece vi siete portati dietro?

A Roma abbiamo sicuramente lasciato tanti amici e colleghi artigiani e il nostro bozzolo creativo, i nostri primi lavori con le camere d'aria.

Lì, ad esempio, cucivamo ancora a mano, mentre adesso utilizziamo quasi totalmente le macchine da cucire, che ovviamente ci siamo portati con noi qui in Toscana come se fossero due figlie.

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Riciclate camere d'aria. Cosa vuol dire per voi riciclare?

Per noi riciclare vuol dire molte cose. Sicuramente ci infonde speranza nel contribuire ad un progetto di  un mondo meno inquinato e più ecosostenibile.

Siamo consapevoli, che questo materiale può essere utilizzato ancora in tanti modi prima di essere gettato definitivamente.

Poi il riciclo per noi è anche una sfida personale: riuscire a pensare a nuove possibilità di esistenza oltre ciò che viene comunemente pensato, è qualcosa di molto stimolante ed eccitante, un gioco di mente, che si riflette poi anche sul portafoglio.


Quali sono i colori della creatività?

Ci viene da rispondere ironicamente il nero!

Riciclando camere d'aria e copertoni siamo sempre molto a contatto con questo colore. All'inizio poteva essere limitante, ma ci siamo presto resi conto che di contrasto potevamo giocare con tutti gli altri colori e così lo abbiamo fatto con piacere.

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Tutti i colori per noi sono creativi, la creatività sta dentro di noi.


Quale è il colore che più vi rappresenta?

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Giulia ed io abbiamo gusti differenti e questo è buono lavorando insieme, ci permette di essere più eterogenei possibile. A me piacciono i toni più scuri, arancione e marrone, mentre lei adora il giallo e il verde.


Come nascono i vostri progetti? Viene prima il materiale o prima il progetto?

Anche nella creazione siamo differenti: io sono più metodico e parto da un cartamodello, che ho già in mente, mentre lei è più istintiva e si adatta a forme che le escono anche casualmente.

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In ogni modo adoriamo entrambi la duttilità e siamo diventati bravi ad adattarci a ciò che abbiamo sotto mano, questo è anche ciò che implica saper riciclare.


Come immaginate il vostro futuro? Qual è il vostro sogno creativo nel cassetto?

Il nostro progetto è di continuare a lavorare dentro Piel de Rueda, perfezionando e sviluppando nuove tecniche e modelli, sperimentando nuovi materiali , dirigendoci sempre di più verso il mercato internazionale.

Vogliamo farci conoscere e far conoscere il nostro progetto,  con l’auspicio che la camera d'aria diventi, finché sarà utilizzata, un materiale apprezzato per le sue inaspettate e durature qualità.


PIEL DE RUEDA

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© Barbara Fanelli