10 luglio 2018

LA BOTTEGA DEI SOGNI, DOVE OGNI SOGNO DIVENTA REALTÀ

la bottega dei sogni

Guardare le fotografie, entrare nel mondo de La Bottega dei Sogni, è stato per me un po’ come per Alice entrare nel Paese delle Meraviglie. A me piacciono molto le cose vecchie e mi piace poter dar loro una nuova vita, una nuova possibilità di essere utili e di non finire presto in discarica.

Cose vecchie, che hanno una storia che scorre tra le loro fibre, che odorano di tempo che passa e che per magia rinascono con le stesse sembianze, ma con un altro scopo: rubinetti dai quali anziché acqua fuoriesce luce, valigie magiche, parti di auto che trovano tranquillamente posto in salotto, orologi con numeri strani e perfino lampadari che non sembrano poi così normali.

Dopo il mio incontro epistolare con Renata Ferrari, vi racconto di un incontro reale, quello con Massimiliano Ruggeri.

Quando ho cominciato a curiosare fra gli artisti e artigiani che avrebbero preso parte a E_le_menti a confronto, non potevo che rimanere colpita dalle sue opere che rappresentano il mio ideale di up-cycling.

Tanta, troppa curiosità per non fare subito la domanda che mi stava più a cuore…


Che cosa è La Bottega dei Sogni?

È un sogno cominciato un po’ per scherzo e un po’ per hobby e che poi è diventato un mestiere. La Bottega accoglie anche altri artisti che hanno la possibilità di esporre le proprie opere.

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Ho letto che hai cominciato rimodernando la tua cucina, poi in realtà ti sei fatto un po’ prendere la mano: ci racconti la tua storia di creativo?

A me piace arredare. Ho cominciato con la vecchia cucina e poi ho continuato a rimodernare vecchi oggetti, a usarli come base, come punto di partenza, per crearne di nuovi.

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A quale tuo progetto sei più affezionato?

A tutti, anche a quelli che la gente mi commissiona.


Il tuo lavoro su commissione è libero oppure i progetti che ti sottopongono sono ben delineati?

È libero. Le persone arrivano con gli oggetti, mi raccontano qualche cosa riguardo la loro storia e poi io mi lascio ispirare da ciò che ho davanti. Per fortuna la mia creazione piace sempre anche al mio committente.


Vecchie valigie, brande militari, vecchi scarponi. Dove ti rifornisci? Dove trovi il materiale da trasformare?

Dal mercato dell’antiquariato, dalle cose trovate nelle case di amici, dalle cantine.

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Cosa hai portato qui ad E_le_menti a Confronto?

Un orologio in legno,

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un quadro ricavato dall’anta di una credenza,

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una lampada.

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Il quadro è anche un appendiabiti?

Sì, inizialmente è nato come un quadro. Lo avevo fatto per me. Poi ho deciso di farlo diventare un oggetto “utile”, ho aggiunto i ganci per appendere gli abiti e l’ho portato in Bottega.


Che caratteristiche deve avere la casa ideale per poter ospitare un tuo lavoro?

Qualunque tipo di casa può essere una casa ideale. Non esiste un tipo di casa in particolare. Tutti i miei pezzi possono essere anche messi in un arredamento moderno. Sono oggetti che vogliono essere guardati, che attirano l’attenzione.

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Dove nascono i tuoi progetti, dove avviene la trasformazione?

Nel garage di casa mia.


Quanto c’è di te nelle tue opere?

C’è tutto. A me poi piace collaborare, mi piace la contaminazione. Io non invento niente, semmai trasformo cose che andrebbero buttate.

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C’è una frase che sento particolarmente mia. E’ uno degli 82 comandamenti per una vita migliore di Alejandro Jodorowsky: Non eliminare, trasforma.

Ed è quello che faccio.


Massimiliano Ruggeri

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© Barbara Fanelli